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TIVÙ 15 Settembre Set 2014 1911 15 settembre 2014

Rai, Ballarò riparte da Prodi e Benigni

Giannini cala gli assi per battere l'ex Floris in contemporanea su La7.

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Romano Prodi, uno degli ospiti della prima puntata di 'Ballarò'.

La sfida, per Massimo Giannini, sta per cominciare. La prima puntata di Ballarò senza Giovanni Floris va in onda il 16 settembre, proprio mentre su La7 l'ex conduttore fa debuttare la sua nuova creatura, diMartedì. Un confronto a distanza che parte da una certezza: né Floris né Giannini possono godere del jolly Renzi: «Non credo sarà da nessuna parte», ha detto l'ex vicedirettore di Repubblica spiegando l'assenza del premier a causa di impegni.
PRIMA DA CONDUTTORE. Per Giannini si tratta di una prima volta assoluta, perché in passato è stato ospite, ma non ha mai condotto le danze.
«Mai avrei immaginato di trovarmi di fronte a tanti colleghi venuti qui per ascoltarmi», ha confidato in conferenza stampa.
L'attenzione è tutta sul confronto con Floris, ed è facile immaginare che il giorno dopo gli occhi siano puntati sull'Auditel. «È chiaro che guarderò i dati. Ma non mi fascerò la testa se saranno negativi. Il campionato è lungo. Anzi credo sia un campionato diverso, perché noi giochiamo nel servizio pubblico».
VIANELLO NON SI ACCONTENTA DEL PAREGGIO. Più esplicito il direttore di RaiTre, Andrea Vianello: «Difficile fare previsioni. Un pareggio? Non sarei contento». Primo ospite del faccia a faccia con Giannini è Romano Prodi, al ritorno in tivù, poi ci saranno il sottosegretario Graziano Delrio e probabilmente il direttore del Corriere della sera Ferruccio De Bortoli.
Tra le novità della nuova (la 13esima) edizione, oltre alla sigla arrangiata da Invano Fossati, «un contributo culturale» di Ilvo Diamanti, le tabelle della sondaggista di fiducia di Silvio Berlusconi Alessandra Ghisleri («è un cortocircuito divertente», ha spiegato il conduttore, «non dico che faremo Sandra e Raimondo, ma insomma...») e la sit-com Il candidato con Filippo Timi nei cinque minuti finali.
APERTA LA CORSA PER SUCCEDERE A CROZZA. Il colpo della prima puntata è però Roberto Benigni. «Sarà una sorpresa», si è limitato a dire Giannini. «Verrà gratis, è un regalo a Ballarò e alla Rai».
Per le puntate successive, assente Maurizio Crozza rimasto alla corte di Floris, «un avvicendamento tra le migliori firme della satira italiana è parte dell'innovazione che vogliamo apportare». Fiorello, Littizzetto? «Tutti i nomi», ha detto Giannini, «sono in campo». Quello che conta, però, ha sottolineato il conduttore, «è la squadra. Abbiamo una redazione formidabile. Il conduttore è importante, ma gli inviati lo sono di più», ha aggiunto leggendo i nomi di tutti i suoi collaboratori.

«Un programma aperto a ciò che succede fuori»

Roberto Benigni, pezzo forte della prima puntata di 'Ballarò' condotta da Massimo Giannini.

La linea di Giannini è chiara: «Vorrei che le porte si aprissero a quello che succede fuori, più di quanto accade ora, per recuperare il rapporto con il territorio». Un modo per «abbassare il rumore di fondo provocato dal chiacchiericcio dei politici che allontana gli spettatori».
ASCOLTI DA RECUPERARE. Nella stagione precedente, un po' come gli altri talk, anche Ballarò ha perso ascolti: passando dal 16% al 13% di share media. «Il modulo funziona, rivoluzioni non servono», ha assicurato Giannini. «C'è stato però un calo e qualcosa va cambiato».
Intanto, meno spazio ai politici, soprattutto quelli inviati dall'ufficio stampa all'ultimo momento per rispetto della par condicio: «Inviteremo solo chi ha qualcosa da dire. L'obiettivo non è avere un politico purché sia, ma averlo se serve e quando serve».
«BUON GIORNALISMO, NÉ DI DESTRA NÉ DI SINISTRA». Poi «solo buon giornalismo, né di destra, né di sinistra, anche se non posso svestirmi della mia identità e del mio passato». Giannini ha ringraziato la Rai per «la scelta coraggiosa» di chiamarlo: «In passato», ha affermato replicando alle polemiche sollevate dall'Usigrai per una sua frase ritenuta irrispettosa nei confronti dei colleghi della tivù pubblica, «ho guardato alla Rai con pregiudizio, accodandomi al pensiero comune che la vedeva come un carrozzone. Devo dire che sono rimasto meravigliato in positivo dalla professionalità dei colleghi».
UN INGAGGIO VICINO AI 900 MILA EURO. Nessuna conferma sul suo ingaggio, che indiscrezioni vorrebbero aggirarsi sui 900 mila euro per i due anni di contratto, Vianello però ha assicurato che le notizie sull'incremento dei costi per puntata del talk rispetto al passato «sono false. Ballarò è il programma di RaiTre con il miglior rapporto costo-beneficio e i costi complessivi sono in linea con l'anno scorso».
Vianello ha difeso anche la scelta di un esterno: «La Rai deve avere la capacità di attrarre. Deve scegliere tra i campioni e io considero Giannini un campione».

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