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MEDIA 18 Settembre Set 2014 1756 18 settembre 2014

Editoria, Europa in liquidazione volontaria

La società: conti in ordine. Il cdr: «Decisione irricevibile».

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La testata di Europa.

Dopo la sospensione delle pubblicazioni dell'Unità, avvenuta il 31 luglio scorso, il 18 settembre, Edizioni Dlm Europa, società editrice del quotidiano Europa, ha annunciato la messa in liquidazione volontaria del giornale del Partito democratico.
«LIQUIDAZIONE VOLONTARIA». «Europa, dopo aver dato il suo contributo appassionato e leale alla storia del Pd e alle sue scelte riformatrici e riformiste, nel rispetto del pluralismo organico e fecondo del partito, va in liquidazione volontaria, con i conti in ordine e in pieno equilibrio patrimoniale», hanno comunicato il presidente Enzo Bianco e il vicepresidente Arnaldo Sciarelli. «Speriamo che la storia continui accanto a quella del progressismo italiano ed europeo. Ci sono le condizioni aziendali e strategiche perché questo possa avvenire».
IL COMUNICATO DEL 12 LUGLIO. La possibile messa in liquidazione della società era stata già annunciata dagli editori nel luglio scorso. Il 12 luglio, l'assemblea dei redattori del quotidiano, aveva diffuso un comunicato in cui definiva «irricevibili le comunicazioni della società editrice che, a seguito del recente Consiglio di amministrazione, ha disposto di avviare le azioni necessarie per la chiusura delle pubblicazioni della testata per la fine di settembre, qualora entro quella data non intervengano fattori nuovi in grado di rendere sostenibili i conti».

Il cdr: «Dalla società decisione irricevibile»

Immediata la risposta del cdr. «I redattori di Europa hanno appreso con sconcerto che l'assemblea di Edizioni Dlm Europa ha disposto la messa in liquidazione volontaria della società, nonostante 'i conti in ordine e in pieno equilibrio patrimoniale'», è scritto in una nota, «dando mandato al liquidatore ad avviare le procedure di cessazione delle pubblicazioni. Si tratta di una decisione irricevibile tanto più perché non motivata da urgenze finanziarie». È da oltre sei mesi, continua il comunicato, «che i redattori di Europa attendono la concretizzazione dell'impegno della società e di esponenti del Partito democratico a rilanciare la testata con un progetto editoriale in grado di consolidarne la presenza sul web anche alla luce dei risultati conseguiti nell'ultimo anno».
«TRASPARENZA SU SOLUZIONI EDITORIALI». «Arrivati a questo punto occorre però», scrive ancora il cdr, «la massima trasparenza su possibili soluzioni editoriali per una testata che negli anni si è ritagliata uno spazio importante nel panorama del pluralismo democratico e, in particolare, dell'informazione politica».
I redattori chiedono quindi che «tutte le attività e i contatti intercorsi in questi mesi per lo sviluppo del progetto editoriale emergano con chiarezza al fine di poter individuare con assoluta trasparenza se e quali operazioni siano realizzabili per scongiurare la cessazione delle pubblicazioni». A questo scopo il cdr, che si è attivato già presso la Federazione nazionale della stampa per la difesa dei posti di lavoro chiede «al vertice dell'azienda e ai dirigenti del Pd un incontro atto a verificare la concretezza delle manifestazioni di interesse dichiarate. In assenza di risposte congrue l'assemblea dei redattori di Europa si attiverà in ogni modo per evitare che un'altra voce libera e democratica si spenga nel silenzio e nell'indifferenza».

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