Pizza Report 141006155321
PUNTATA CONTESTATA 6 Ottobre Ott 2014 1550 06 ottobre 2014

Report attacca la pizza napoletana, critiche su Twitter

Gabanelli denuncia: prodotti cancerogeni. Politici e utenti: «Allarmismo assurdo».

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Toccateci tutto, ma non la pizza. Quella napoletana, poi... sacrilegio.
La puntata di Report andata in onda nella serata di domenica 5 ottobre ha riscosso meno apprezzamenti del solito, almeno stando a qualche critica di troppo comparsa su Twitter a opera di politici, giornalisti e semplici utenti.
Il programma tivù di Milena Gabanelli questa volta ha denunciato il rischio di mangiarsi una bella pizza 'cancerogena'.

Tra farina bruciata e annerita sotto la pasta, olio inadeguato e mozzarelle 'straniere', il servizio ha dimostrato che alcune pizze di Napoli sono tutto tranne che made in Italy.
E in certi casi possono essere dannose per la salute.
QUASI 3 MILIONI DI SPETTATORI. Il seguito è stato ottimo: il programma ha sfiorato i 3 milioni di spettatori (2 milioni 992 mila spettatori) totalizzando il 12.24% di share. Ma sui social network qualcuno ha protestato.
Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, ha annunciato il suo pranzo a base di pizza in risposta a Report.
«Oggi pizza. Qui a Napoli, in Campania, un'eccellenza unica al mondo».

Caldoro poi ha spiegato: «Difendo la pizza perché è una nostra eccellenza, poi è chiaro che ci vogliono i controlli sui forni o sui prodotti, ma questo vale pure per la piadina o i ravioli».
Anche il sindaco sospeso di Napoli Luigi De Magistris si è schierato in difesa dei pizzaioli.

FORZA ITALIA: «MESSAGGIO ASSURDO». Tra i commenti più duri quello del coordinatore regionale di Forza Italia Campania, il senatore Domenico De Siano. «Ringraziamo Report, ma davvero non avevamo bisogno dell'ennesima inchiesta in chiave, spero, non volutamente anti-partenopea per sapere che se il forno delle pizze è sporco e l'olio utilizzato è scadente la pietanza non è salubre o che la farina 00 può far salire la glicemia. Mi auguro che, dopo le tante giustissime proteste seguite al servizio di ieri sulla pizza napoletana, qualcuno in redazione si renda conto dell'assurdità del messaggio passato».
«LASCIATECI ALMENO LE SFOGLIATELLE». De Siano ha aggiunto: «Voglio augurarmi anche che dopo il servizio sul caffè killer e la pizza cancerogena alla dottoressa Gabanelli non venga in mente di riservare lo stesso trattamento alla nostra sfogliatella».

IL PD: «GRAVISSIMO FARE COSÌ». Giovanna Palma, parlamentare del Partito democratico e membro della commissione agricoltura della Camera dei deputati, ha attaccato: «Capisco che a qualcuno possa dar fastidio che la pizza napoletana non viva la crisi, ma è gravissimo che si agitino spauracchi salutistici non supportati da fondamenti scientifici. Le parole cancro e contaminazione andrebbero usate con vera cognizione di causa scientifica».
E ancora: «Lanciare allarmi di pericoli per la salute su una testata nazionale, fondati su ricostruzioni apparentemente semplicistiche, significa utilizzare lo strumento televisivo come una clava contro gli stessi spettatori ignari».
DENUNCIA ALL'ANTITRUST. Insomma, «ferma restando la buonafede della Gabanelli, che non è in discussione, chiederò all'Autorithy della concorrenza e del mercato di approfondire eventuali distorsioni nel regime di concorrenza», ha continuato la parlamentare. «Il 7 ottobre presento un'interrogazione parlamentare al ministro dello Sviluppo economico per chiarire ulteriori contorni strani e controversi della vicenda».

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EFFETTUATE LE 'CONTROANALISI'. Per fare chiarezza è sceso addirittura in campo l'Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno di Portici che ha analizzato tre pizze provenienti da forni diversi.
I risultati? Le pizze, studiate nel loro insieme - «perché non è che si mangia solo il bruciato sottostante», ha detto Antonio Limone, commissario dell'Istituto - non contengono una quantità tale di cancerogeni da destare preoccupazione.
Limone ha mostrato, in un incontro organizzato dall'Associazione verace pizza napoletana, che la quantità rilevata di benzoapirene, sostanza cancerogena, è «inferiore a 0,5 nanogrammi per grammo», a fronte dell'1,51% indicato da Report.
«CI SPINGONO A MIGLIORARE». Per Antonio Pace, presidente dell'Associazione verace pizza napoletana, il prodotto simbolo di Napoli «è uscito vincente dal servizio».
Vicende del genere «non solo ci spingono a migliorare, ma dimostrano che se preparata seguendo le regole, è un piatto ideale per una corretta alimentazione».

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