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TELEVISIONE 10 Ottobre Ott 2014 1723 10 ottobre 2014

Mediaset, la crisi di Canale 5

Persi 3 punti di share rispetto al 2013. Ipotesi di partnership con Telecom.

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La sede di Mediaset a Cologno Monzese.

Se la stagione dei talk-show sembra ormai al tramonto, con gli spettatori in fuga dai salotti politico-televisivi della Rai e de La7, anche Mediaset non dorme sonni tranquilli.
Ed è proprio la rete ammiraglia, Canale 5, ad aver messo in agitazione i piani alti di Cologno monzese, con un esordio autunnale non esattamente brillante.
LE SFIDE PERSE. Nel mese di settembre, nel prime time, che è la fascia oraria più remunerativa per la raccolta pubblicitaria, Canale 5 ha perso quasi sempre il confronto con la gemella concorrente del servizio pubblico, RaiUno, fatta eccezione per sei serate.
Di queste, una, quella del 17 settembre, ha ottenuto il risultato migliore in termini di ascolti grazie alla Champions league, di cui quest'anno Mediaset ha in eslcusiva i diritti di messa in onda (la sfida Roma- Cska Mosca ha attratto 4.959.000 di telespettatori, il 19,19% share).
MEDIA MENSILE DELUDENTE. Non va meglio con la media mensile degli ascolti in prima serata. Confrontando i dati di settembre 2013 con quelli di settembre 2014, si scopre che Canale 5 ha perso circa il 3% di share, scendendo da 17,33% al 14,15%. Una contrazione, per la verità, che riguarda tutte le reti del Biscione: lo share medio di Mediaset, Premium compresa, nel prime time a settembre 2013 era 38,89%, a settembre 2014 è sceso al 36,15% .
La tivù di Stato, invece, ha fatto meglio della sua concorrente commerciale, incrementando di circa due punti gli ascolti: a settembre dell'anno scorso lo share medio nel prime time della Rai era del 37,50%, nel mese appena trascorso è stato del 39,64%.

Scheri: «Siamo leader nel daytime»

Giancarlo Scheri, direttore di Canale 5.

I risultati non proprio entusiasmanti della prima serata settembrina di Canale 5, però, sembrano non preoccupare il direttore di Rete, Giancarlo Scheri, che, intervistato da Italia Oggi, ha rivendicato il primato del canale nel daytime: «Abbiamo risultati record, siamo leader incontrastati non solo sul target commerciale 15-64 anni, ma pure sull’intero universo individui dai quattro anni in su», ha spiegato: «dalle soap a Uomini e Donne, Pomeriggio Cinque, Bonolis, fino a Striscia la notizia, che anche quest’anno sta 10 punti sopra Affari tuoi di RaiUno sul target commerciale».
RITARDO NEI FORMAT. Dall'azienda poi sottolineano come il mese di settembre sia poco adatto a rappresentare l'andamento degli ascolti, perché la programmazione completa di Canale 5 è partita soltanto a ottobre.
I più maliziosi, nei corridoi di Cologno, se la prendono invece con il «ritardo» accumulato dal gruppo nell'innovare format, contenuti e palinsesti.
TALENT IN DISCESA. Intanto alcuni esordi ottombrini non sono andati per il meglio. La prima sfida sul prime time del sabato sera è stata vinta da RaiUno: il 4 ottobre Ballando con le stelle ha fatto il 24% di share, mentre il talent di punta di Canale5, Tu si que vales, si è fermato al 20%.
E non è andata meglio neppure con Zelig: la prima puntata, il 9 ottobre, ha registrato uno share del 14,19%, contro il 23,74% e il 28,02% incassati dai due episodi della serie Che Dio ci aiuti su RaiUno. La fiction I Cesaroni, che pure nel mese di settembre aveva sbaragliato la concorrenza, il 5 ottobre invece ha dovuto passare lo scettro al Il Restautratore 2, la fiction di Rai1 con Lando Buzzanca: 11,82% contro 17,42%.

Le ipotesi di accordo con Telecom e il giro dei direttori

Le Reti Mediaset.

Se Canale 5 fatica a tenere testa a Rai Uno, le acque sono agitate anche per le altre due reti. Secondo indiscrezioni non confermate, i vertici di Cologno starebbero pensando alla sostituzione sia del direttore di Rete 4, Giuseppe Feyles, sia di quello di ItaliaUno, Luca Tiraboschi.
Manovre d'autunno che potrebbero preludere a una riorganizzazione di più ampio respiro dell'intero gruppo. La preda gustosa per l'azienda di casa Berlusconi è soprattutto una e si chiama Telecom.
Se ne parla da anni, ma ora l'ipotesi di una possibile partnership tra Mediaset e la società di telecomunicazioni sembra prendere quota.
LO SCOGLIO DELLA GASPARRI. Una fusione tra le due, va detto subito, sarebbe impossibile perché fuori dai limiti antitrust stabiliti dalla legge Gasparri. A meno che, però, questa non venga modificata.
Secondo Francesco Verderami, che l'ha scritto più volte sul Corriere della Sera, Berlusconi sarebbe interessato a mantenere l'accordo con Matteo Renzi anche perché spera in un «ritocchino» alla Gasparri. Al momento, tuttavia, non risultano piani del governo per mettere mano alla disciplina che regola il sistema radiotelevisivo.
LA PARTECIPAZIONE NELLA TELCO. Il Sole 24 ore, invece, il 10 ottobre ha dato conto di una possibile nuova versione del progetto Mediaset-Telecom, che, come ha scritto il quotidiano di Confindustria, «circola diffusamente in ambienti romani». Il Biscione potrebbe cedere alla società di telecomunicazioni la sua pay-tivù, Medaset premium - che entro fine anno dovrebbe essere scorporata in una Spa - in cambio di una partecipazione nel capitale azionario della Telco.
Per Mediaset sarebbe un bel colpo. Quanto possa risultare utile dal punto di vista industriale per la società di telecomunicazioni è tutto da vedere.

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