Gazzetta Della Valle 141105163246
MEDIA 5 Novembre Nov 2014 1637 05 novembre 2014

Rcs: le mani di Della Valle e Cairo sulla Gazzetta

Accordo interno in vista a Rcs: agli azionisti la gestione autonoma del quotidiano.

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Questa ancora non si era mai vista, ma se funzionerà sarà la prima forma di protettorato all'interno di un'azienda. Ovvero la creazione di una sorta di 'provincia' dotata di un'autonomia che almeno nella gestione sarà pressoché totale.
Il prototipo del protettorato lo vedremo presto all'interno di Rcs, dove a un duo di importanti azionisti, Diego Della Valle e Urbano Cairo (detengono rispettivamente il 7,32% e il 3,66% del capitale), verranno assegnate le competenze sulla Gazzetta dello sport, uno dei gioielli del gruppo.
UN PROTETTORATO INTERNO AL GRUPPO. L'idea è venuta ad alcuni soci ed è la risposta a un dilemma altrimenti insoluto. Poiché, a queste condizioni, vendere le azioni di Rcs sarebbe un danno per chiunque (il titolo langue in Borsa ai minimi di sempre), se la convivenza deve essere forzata meglio spartirsi le zone di influenza.
Giusto per dare l'idea, è come se una coppia, non potendo separarsi perché il divorzio sarebbe economicamente troppo oneroso, decidesse di continuare a vivere sotto lo stesso tetto facendosi ognuno i fatti propri.
Del resto, la continua conflittualità tra Della Valle e la Fiat, azionista di riferimento della casa editrice, era arrivata a un punto tale da minare seriamente le fondamenta della Rcs. E per una società quotata in Borsa non era un bello spettacolo assistere periodicamente allo scambio di insulti tra l'industriale marchigiano e John Elkann, cui per la verità non è mai mancato l'aiuto di Sergio Marchionne.
LE POLEMICHE CON MARCHIONNE. «Con quello che Della Valle investe nella sua industria noi ci facciamo un parafango», aveva ribattuto l'amministratore delegato di Fca all'ennesima intemerata di mister Tod's.
Per il momento i dettagli su come i due dioscuri intenderanno gestire la Gazzetta sono ancora vaghi. Si sa solo che a loro farà capo anche il ricco indotto del giornale, che ha nel Giro d'Italia il fiore all'occhiello, ma che spazia anche nel merchandising e in varie altre attività legate al mondo dello sport.
Per la cronaca, e contrariamente a quel che tutti pensano, occorre rammentare che la testata del quotidiano sportivo più blasonato d'Europa non appartiene alla Rcs, ma alla nobile famiglia milanese dei Bonacossa, che nel 1976 ne cedette, previo lauto affitto, la gestione e la stampa a quella che allora si chiamava ancora Rizzoli.

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