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EDITORIA 14 Novembre Nov 2014 1053 14 novembre 2014

Mondadori prepara lo scorporo dei libri dai periodici

Da gennaio le due aree di business cominceranno a dividere i propri destini. La casa di Segrate verso nuove alleanze?

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Marina Berlusconi, primogenita del Cavaliere, presidente Fininvest e del gruppo Mondadori.

Dividere, anche societariamente, il destino dei libri da quello dei periodici. Questo è l’obiettivo strategico della Mondadori, la casa editrice di proprietà della famiglia Berlusconi.
Secondo quanto risulta a Lettera43.it, a Segrate, sede del gruppo, stanno preparando il grande passo, una svolta epocale per l'organizzazione aziendale.
Dal 1 gennaio 2015 le due anime della società fondata da Arnoldo Mondadori - adesso organizzata in aree di business - dovrebbero cominciare a staccarsi, preludio all’effettivo spin-off dei Libri dai Periodici, che richiederebbe però il via libera di un’assemblea dei soci.
NUOVE ALLEANZE IN VISTA. Trattandosi di società quotata, la procedura per la spartizione sarà probabilmente complessa, ma l’operazione potrà dare grandi margini di manovra alla presidente Marina Berlusconi e all’amministratore delegato Ernesto Mauri.
Per la casa editrice cartacea più importante d’Italia sono quindi in vista importanti alleanze? Probabilmente sì, ma per il momento le prossime mosse restano top secret.
In ambienti editoriali, tuttavia, circolano un paio di nomi: quello di Daniela Santanché, che con la sua Visibilia ha già rilevato dalla casa di Segrate due testate storiche come Ciak, il mensile di cinema, e Pc Professionale. E quello dell'immobiliarista Ernesto Preatoni, una new entry per l'editoria italiana.
Secondo molti addetti ai lavori l'ingresso nel settore editoriale dell'inventore di Sharm el Sheikh è considerato improbabile, ma le voci insistono e recentemente Preatoni s'è fatto rivedere spesso in Italia, soprattutto nei talk show televisivi.
La strategia aziendale di Mondadori sembra comunque andare verso nuove partnership, e una divisione societaria tra Libri e Periodici dovrebbe agevolarla.
PRIMI FRUTTI DEI TAGLI. Nel frattempo la cura da cavallo di Mauri, chiamato al capezzale del gruppo nell’autunno 2012, sta dando i primi frutti.
La società è infatti tornata all’utile nel terzo trimestre 2014, dopo sette trimestri consecutivi in rosso e promette di chiudere l'esercizio in pareggio sostanziale grazie al forte taglio dei costi.
L'utile del trimestre luglio-settembre è stato infatti di 3,5 milioni di euro, mentre lo stesso periodo del 2013 aveva fatto segnare una perdita di 5,2 milioni.
Certo, nei primi nove mesi del 2014 il risultato resta negativo per 7,5 milioni, ma il rosso era di 32,3 milioni nello stesso periodo del 2013.
Complessivamente i ricavi del terzo trimestre sono stati in calo del 2,7%, mentre quelli nei nove mesi 2014 sono scesi del 7,7% per un fatturato di 859,6 milioni di euro. A trascinare al ribasso il giro d’affari - informa la società - sono stati proprio i Periodici Italia (meno 10,1% a 227,5 milioni) e Mondadori France (meno 3,3% a 254,2 milioni). Mentre sono arrivate soddisfazioni, sia pure contenute, dall’area Libri, con ricavi in crescita del 2% (a 238,9 milioni).

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