Giovanni Bazoli 111119165112
EDITORIA 2 Dicembre Dic 2014 1309 02 dicembre 2014

Bazoli prova a salvare l'Unità

Intesa garantisce l'operazione di acquisto del giornale. Fideiussione da 10 milioni.

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Giovanni Bazoli.

Non gli basta il Corriere della sera - snodo cruciale della difficile partita per gli equilibri al vertice della Rcs e dell'italico capitalismo - per il quale sta intessendo una trama che ha come obiettivo il mantenimento alla direzione di Ferruccio de Bortoli, cui la Fiat ha già dato il benservito per l'assemblea del prossimo aprile.
Per Giovanni Bazoli l'editoria è un vero e proprio pallino, quasi un'ossessione, anche ora che, più che ottuagenario (compirà 82 anni il 18 dicembre), si appresta a celebrare l'ultimo periodo - resterà sino al 2016 - del suo mandato alla guida di Banca Intesa su cui governa dal lontano 1981.
LA BANCA GARANTISCE I SOLDI. Infatti il professore di Brescia non ha esitato a far entrare l'istituto di credito nella delicata e tormentata vicenda del salvataggio de L'Unità, cui proprio in questi giorni sono scaduti i termini per la presentazione delle offerte da parte dei possibili compratori.
Intesa infatti garantirà in toto i 10 milioni che servono alla cordata organizzata dal Pd e capeggiata dall'editore Guido Veneziani per far propria la testata.
Ed è proprio sulle garanzie finanziarie dell'operazione che si era arenata la prima offerta che i liquidatori della Nie, la società editrice del quotidiano fondato da Antonio Gramsci, avevano respinto al mittente.
Da allora, da parte del tesoriere del partito, Francesco Bonifazi, era iniziata una corsa per rimediare entro la scadenza stabilita dal Tribunale di Roma, ovvero il 30 novembre, ai rilievi mossi da Emanuele D'Innella e Franco Mario Papa, i professionisti che hanno in mano la pratica.
LIQUIDATORI E TRIBUNALE: VERDETTO ENTRO IL 31 DICEMBRE. La neo costituita “Unità spa”, una società detenuta al 95% da Veneziani e al 5% dalla Fondazione piddina Eyu (acronimo di Europa, Youdem, Unità) ha dunque presentato l'offerta migliorativa nei confronti dei creditori, forte soprattutto della garanzia fornita da Banca Intesa sui 10 milioni necessari a concludere la procedura concordataria della Nie con la soddisfazione, almeno negli auspici dei proponenti, dei numerosi creditori.
Ora liquidatori e Tribunale hanno tempo fino al 31 dicembre per esprimersi.
Nel frattempo, ma con ruolo e posizione ancora tutti da chiarire, si è accodata all'operazione la famiglia di costruttori milanesi Pessina, il cui nome per altro era già stato fatto come possibile compratore agli inizi della scorsa estate, quando L'Unità era ancora nelle edicole.

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