Luigi Gubitosi 140128121857
VIALE MAZZINI 5 Dicembre Dic 2014 1107 05 dicembre 2014

Rai, riforma delle News: la politica fa le barricate

Gubitosi accelera sui tagli ai Tg. Ma la Vigilanza, guidata dal grillino Fico, lo stoppa. Si fa strada l'ipotesi del voto in Consiglio di amministrazione il 19 dicembre.

  • ...

Il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi.

La posta in palio è alta. E potrebbe addirittura cambiare la fisionomia della Rai.
Ammesso, però, che il progetto arrivi in porto, dato che contro il piano di accorpamento delle News, disegnato dal direttore generale di Viale Mazzini Luigi Gubitosi, si è andata formando una strana maggioranza che vede schierati dalla stessa parte il Movimento 5 stelle e Forza Italia, con l’astensione del Pd e la partecipazione non troppo disinteressata del Nuovo centrodestra che, date la circostanze, vale molto più di un sì.
Anche perché ciò che avviene attorno alla Rai potrebbe essere il banco di prova per nuovi assetti in parlamento.
PIANO FINALIZZATO AL RISPARMIO. Per questa ragione il manager della tivù pubblica, voluto da Mario Monti e non amato da Matteo Renzi, potrebbe giocarsi la partita della vita il prossimo 19 dicembre, quando è in agenda l’ultima riunione dell’anno del Consiglio di amministrazione (Cda).
In quella sede Gubitosi potrebbe mettere ai voti il piano da lui pensato, finalizzato al risparmio dei costi e alla riduzione degli sprechi legati all’uso di mezzi e uomini per gli stessi servizi.
Opzione, quella del voto in Cda, possibile ma non ancora confermata, dato che la politica, anzi la strana maggioranza che lavora per mantenere lo status quo, sta facendo di tutto per congelare agende e piani. E per far slittare lo stesso Consiglio del 19.
FICO PRENDE TEMPO. Se il progetto dovesse essere approvato, la politica verrebbe messa in mora. In particolare la Commissione di Vigilanza sulla Rai, guidata dal grillino Roberto Fico, che ha deciso di spostare in avanti, possibilmente sino alla scadenza del Cda, le lancette dell’orologio delle riforme.
Un’operazione difficile, ma non impossibile dato che il primo segnale è stato il congelamento del canone in bolletta, che stava creando più imbarazzi che benefici, a partire dal governo.
Ora la strana maggioranza si è concentrata sui telegiornali e sulla paventata riforma, che accorperebbe testate e redazioni, mettendo a rischio, secondo la logica del partito trasversale, la cosiddetta pluralità.
GUBITOSI HA FRETTA. Insomma, siamo di fronte a una sorta di lotta del vecchio contro il nuovo, della lottizzazione come sistema contro l’informazione senza colore.
Ovviamente Gubitosi non intende farsi congelare in attesa che il suo mandato arrivi a scadenza e la Vigilanza si pronunci.
Per questo il numero uno di viale Mazzini ha chiesto a Fico di dire apertamente quali sono le sue reali intenzioni.

L'ok della Commissione Vigilanza è improbabile

Roberto Fico, deputato Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione di Vigilanza Rai.

L’esponente pentastellato, a mezzo stampa, ha fatto sapere che la Commissione non sta facendo melina.
Proprio Fico, uno dei cinque componenti del nuovo direttorio grillino, aveva inviato il 12 novembre scorso una lettera ai vertici aziendali per chiedere di sospendere il piano in attesa che la Vigilanza desse il parere.
Gubitosi sa che in primavera il suo mandato scadrà. E che molto difficilmente la Vigilanza farà scattare il semaforo verde per un piano firmato da un direttore generale uscente e di cui nessuno vorrà intestarsi la paternità.
OBIETTIVO: UN MODELLO BBC. In una lettera di risposta indirizzata a Fico Gubitosi ha ribadito l’urgenza di una riforma dell’informazione legata ai costi, ma non solo, come chiesto dal governo. L’obiettivo finale è un nuovo modello centralizzato, più simile alla Bbc.
L’esponente grillino si è schierato per la bocciatura del piano, in linea dunque con le posizioni dell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai che i membri della Commissione hanno voluto incontrare visitando le redazioni a Saxa Rubra.
TAGLIO DEL 30% DEI TG. Il piano Gubitosi prevede il taglio del 30% dei Tg. L’accorpamento di Tg1-Tg2 e Rai Parlamento e di Tg3, Tgr e RaiNews24 in due newsroom. Che vuol dire meno direttori, meno vice, meno caporedattori, meno gradi, nuove funzioni e risparmi. Gubitosi lo ha presentato al Cda il 23 luglio. Da quel giorno in tanti lo hanno osteggiato. E lo stesso premier Renzi si è sempre tenuto alla larga.
Solo il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, si è espresso nelle scorse settimane dicendosi molto perplesso sull’efficacia del piano. Anche perché per la prima cabina di regia si fa il nome di Mario Orfeo, direttore del Tg1, e per la seconda quello di Monica Maggioni, attuale direttore di RaiNews24, molto vicina a Gubitosi.
L'ESCLUSIONE DELLA BERLINGUER NON PIACE. Il taglio di Bianca Berlinguer non piace affatto alla strana maggioranza. Che ha deciso di fare le barricate.
E per capire meglio come si muove la politica sono illuminanti le parole di Vinicio Peluffo, capogruppo del Pd in Vigilanza. «La riforma del canone non può essere slegata da una riforma complessiva del sistema radiotelevisivo. Una materia così delicata che merita una discussione ordinata, tenendo conto del lavoro svolto in Vigilanza Rai, nella commissione Trasporti, a partire dall'indagine conoscitiva sul sistema radiotelevisivo e tenendo conto anche del calendario di scadenze: aprile 2015 scadenza dell’attuale Consiglio di amministrazione e a primavera 2016 scadenza della concessione ventennale Stato-Rai». Più chiaro di così...

Correlati

Potresti esserti perso