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REPORTAGE 25 Gennaio Gen 2015 1000 25 gennaio 2015

A Las Vegas crisi del gioco d'azzardo: svolta intellettuale

Casinò in apnea, calano scommesse e ricavi. La città svolta con musei, laboratori e un piano da 882 milioni. Mentre il business di matrimoni e hard regge ancora.

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da Las Vegas

Un senzatetto su uno dei ponti che collegano due grandi casinò di La Vegas.

Il primo impatto conferma gli stereotipi che ormai hanno fatto da tempo il giro del mondo.
Quando l’aereo sta per atterrare all’aeroporto McCarran - dove le slot machine sono anche al ritiro bagagli - dall’alto si iniziano a intravedere la piramide di Luxor, la Statua della libertà e la Torre Eiffel: copie perfette di storici originali.
Giro del mondo fantascientifico in un minuto: un’accozzaglia di stili e gusti e l’emblema del «qui tutto è possibile». Benvenuti a Las Vegas, o semplicemente 'Vegas', come amano definirla gli americani.
PIONIERA DELL'INNOVAZIONE. Nella città dei neon, dei lustrini e degli eccessi, la modernità è sempre arrivata prima che altrove.
Qui nel 1907, in Fremont street, venne installato il primo telefono, nel 1931 arrivò la prima licenza per locali da gioco d’azzardo e nel 1956 fu inaugurato il Fremont Hotel, il primo futuristico albergo da 12 piani.
LA CITTÀ DEL PECCATO. La chiamano da sempre Sin City, la città del peccato dove gioco, alcol e divertimento sono disponibili 24 ore su 24 e sembra di camminare in un universo parallelo in cui i problemi non esistono. Non è vero, almeno non del tutto.
Las Vegas è una città sopra le righe - con alberghi maestosi, casinò grandi come un quartiere e musica in filodiffusione continua per le strade - ma è una città come le altre, e per giunta con un bel po’ di grane da risolvere.
STRADE INVASE DA SENZATETTO. Tanto per cominciare il numero crescente di senzatetto.
Quasi difficile a credersi, ma lungo la Strip, la storica via dove fioriscono alberghi e casinò, ce ne sono tantissimi, che chiedono un aiuto o semplicemente trascorrono il giorno a guardare il via vai di turisti prima di rifugiarsi, la notte, nei tunnel sotteranei che attraversano la città e che danno riparo a un numero infinito di uomini e donne senza fissa dimora.
L'INIZIO DI UNA METAMORFOSI. A questo si aggiungono le difficoltà del gioco d’azzardo che sta mettendo a dura prova strutture gigantesche che proprio sulle rendite dei casinò basano la loro fortuna.
Adesso però, dopo anni di eccessi e vizi, la città ha iniziato a cambiare volto.

I casinò sono alle prese con una lenta agonia

Una veduta della Strip, la via principale di Las Vegas con tutti gli alberghi e i casinò.

Il Nevada non ha tasse sul reddito e conta su un’Iva all’8.1%. Due elementi che, combinati, hanno reso negli anni la vita particolarmente economica per chi arrivava dalla California, da città come New York o Chicago, o da altre aree del mondo con una tassazione più elevata.
A questo di aggiungeva il fatto che il mercato del gioco d’azzardo generava un indotto e un numero importante di posti di lavori capaci di attrarre persone da tutto il mondo.
LA FINE DI UNA FAVOLA? Adesso però, proprio questo settore che finora aveva contribuito a tenere in piedi l’economia della città, sembra mostrare qualche importante segno di declino.
In realtà non è la prima volta che se ne parla: secondo una ricerca condotta dalla banca d’affari Merrill Lynch, già dal 1990 al 2012 le somme giocate nei casino di Las Vegas erano progressivamente calate del 23%.
CHIUSE 12 POKER ROOM IN TRE ANNI. Sono 12 le poker room della città che hanno chiuso i battenti dal 2012 a oggi: l’ultima, The Linq, proprio a gennaio 2015.
A novembre 2014, poi, la capitale dell’azzardo ha registrato un calo dei ricavi da gioco per il quarto mese consecutivo: mentre in tutto lo Stato del Navada sono cresciuti del 0,4% a 876 milioni dollari, la storica “Strip” ha registrato una flessione del 4%, a causa soprattutto di una riduzione dell'8% dei ricavi dai giochi da tavolo.
IL CAESARS PALACE IN BANCAROTTA. Lo storico casinò del Caesars Palace, il più grande di tutto il mondo - dove sono stati girati film memorabili come Casinò di Scorsese e Coppola o Rain Man con Dustin Hoffman - è finito in bancarotta.
UN BUCO DA 18 MILIARDI DI DOLLARI. La Caesars Entertainment Operating Co. che dà lavoro a 36 mila persone e controlla e guida altre 50 proprietà in tutti gli Stati Uniti, ha annunciato un rosso di 18 miliardi di dollari.
Ora i libri di bilancio stanno per essere passati al setaccio da un tribunale di Chicago dopo che da mesi era in corso una trattativa con i creditori, alla ricerca di un piano di riorganizzazione della società che dovrebbe creare un trust di investimento e generare un flusso di contante per pagare i debiti o rifinanziarli.

Ora il 'divertificio' d'America sposa la cultura

Il governatore del Nevada, Brian Sandoval.

Un po’ per gli effetti della crisi economica, un po’ per l’affanno in cui versa il mondo dell’azzardo e un po’ anche per cambiare la sua immagine nel mondo, adesso lo storico “divertificio” d’America e del mondo intero ha deciso di provare a cambiare rotta virando sulla cultura.
Obiettivo: creare nuovi posti di lavoro e attrarre fette di turisti non solo interessati alle puntate ai casinò.
RINNOVAMENTO CITTADINO. Per questo dal 2010 al 2014 l’amministrazione ha speso 1,55 miliardi di dollari per lo sviluppo e per il rinnovamento della città: da questi investimenti sono nati lo Smith Center for the Performing Arts, realizzato grazie a un investimento di 450 milioni di dollari, il Discovery Children's Museum, uno spazio gigantesco dedicato ai bambini, con aree espositive e laboratori di scienza e lavori manuali, o anche il Las Vegas Museum of Organized Crime and Law Enforcement (The Mob Museum), costato 42 milioni di dollari.
FOCUS DI SANDOVAL SULLA FORMAZIONE. Il governatore dello Stato del Nevada, Brian Sandoval ha ribadito da poco la sua intenzione di incrementare i programmi a favore della formazione e dei giovani.
Per questa ragione ha chiesto l’approvazione di una legge sull’aumento della tassazione che potrebbe andare a finanziare il suo 'progetto culturale': un progetto che, sulla carta, dovrebbe valere circa 882 milioni dollari.
Sandoval è infatti convinto che il futuro del Nevada dipenda dalla sua capacità di produrre una forza lavoro culturalmente adeguata a competere in un mondo globale e ha sottolineato come «la media dei diplomi e delle iscrizioni scolastiche sia sotto la media del Paese».
PIANO DI SPESA DA 7,3 MILIARDI DI DOLLARI. Nel suo discorso il governatore ha riconosciuto i fallimenti dello Stato in materia di istruzione e servizi sociali vitali e ha invitato i legislatori e le comunità d'affari del Nevada a sostenere la sua proposta di un piano di spesa da 7,3 miliardi dollari, di cui 1,15 miliardi potrebbero arrivare da nuove imposte o da un aumento di quelle esistenti.

L’eredità per il futuro: business dei matrimoni e mondo dell’hard

Las Vegas.

Mentre cerca di riscoprire la sua nuova anima e il mondo del gioco accusa l’ennesima battuta d’arresto, i matrimoni - l’altro business di Las Vegas - continuano invece a portare i loro frutti.
Le unioni celebrate nella città del Nevada, infatti, generano più di 500 milioni di dollari all’anno e da sempre contribuiscono all’economia interna da quando nel mondo Sin city è diventata sinonimo di unioni veloci e altrettanto rapide separazioni.
L'APERTURA ALLE NOZZE GAY. Da ottobre, inoltre, è stato annullato definitivamente il veto alle nozze gay (ancora proibite in diversi Stati) e i numeri sono già impressionanti: in meno di tre mesi le nozze omosessuali sono state più di 1.000.
IL PORNO TRASLOCA A LAS VEGAS. A questo si aggiunge il mondo dell’hard che, con il suo indotto da 90 miliardi di dollari, pare definitivamente pronto a traslocare a Las Vegas dopo la rottura con Hollywood che ha obbligato gli attori a indossare il preservativo sul set.
Intanto Sin city fa le prove generali al prossimo Adult Entertainment Expo, la fiera a luci rosse che dopo il Ces (la più importante fiera della tecnologia al mondo) ha invaso la città fino al 24 gennaio.

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