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EDITORIA 7 Febbraio Feb 2015 2127 07 febbraio 2015

Rcs, al board del 12 febbraio focus sulle cessioni

Libri sotto i riflettori, ma non ci sarebbero offerte formali. Bazoli: «Non sono collettore proteste».

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Il logo del gruppo editoriale Rcs.

Giovanni Bazoli non ha nesuna intenzione di passare per quello che in Rcs lavora al fronte dei 'soci contro', dopo aver «solo ascoltato» alcuni azionisti. Ma al di là del chiarimento del presidente Intesa - che a onor del vero più che di frondista in Rcs ha piuttosto la fama di pontiere - il clima tra i grandi soci è frizzante.
AL RINNOVO SENZA PATTO. Per la prima volta quest'anno il Consiglio d'amministrazione va al rinnovo senza patto e con una nuova governance che assegna alla lista di maggioranza due terzi del consiglio (primo socio è Fca con il 16,7%). L'appuntamento coincide poi con il previsto cambio della direzione del Corriere, il 6 febbraio Ferruccio de Bortoli ha chiarito che il 30 aprile se ne andrà. In tutto ciò il gruppo sta lavorando a un complesso piano di rilancio in un clima difficile per tutto il comparto media.
CESSIONI IN PROGRAMMA . Per rispettare gli impegni presi con le banche andranno fatte altre cessioni e, se prosegue il lavoro sugli asset non strategici, negli ultimi tempi sono spuntate ipotesi anche sulla Libri, tutt'ora però attività ritenuta strategica. Sia chiaro: un'offerta formale per la Libri non ci sarebbe, e al Cda l'ipotesi non sarebbe stata proposta. Ma i sondaggi avrebbero, si è appreso da fonti finanziarie, avuto l'effetto di amplificare le frizioni già sotto traccia: perché l'idea di vendere la Libri non è prevista nel piano, e perché si starebbe parlando di prezzi «deludenti».
CDA DI AGGIORNAMENTO IL 12 FEBBRAIO. In questo quadro si è appreso che la società ha convocato un Cda di aggiornamento, non in calendario finanziario, per giovedì prossimo, 12 febbraio. Il board farà il punto sull'avanzamento dei diversi tavoli, e quindi anche sulle cessioni non core (Digicast, Igp Decaux e Finelco). Non è invece detto che si parli della Libri. L'appuntamento però sarà guardato con grande attenzione, in attesa del Cda che l' 11 marzo licenzierà i conti 2014, e dell'appuntamento per i soci in assemblea il 23 aprile, con la scadenza il 29 marzo per le liste dei candidati al Consiglio, da depositarsi entro il 29 marzo.«Per il fatto di aver semplicemente ascoltato alcuni componenti della compagine azionaria, sono stato indicato come collettore di proteste e critiche. Io ho solo ascoltato», ha detto Bazoli spiegando di aver letto su di sé «molte cose che sono infondate. L'esame dei problemi di Rcs sarà nei prossimi mesi, non è detto che io abbia un ruolo».
GHIZZONI SI CHIAMA FUORI. Anche Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit (una delle banche creditrici Rcs, e tra i 'falchi' nei negoziati sul debito dell'anno scorso) sembra chiamarsi fuori dai sondaggi tra i soci sul rinnovo del Consiglio: «Noi non siamo azionisti di Rcs. Purtroppo non è la verità», ha detto a chi chiedeva se davvero stia facendo da playmaker sul rinnovo del Cda. Per il resto la storia di Rcs delle prossime settimane sarà fatta di mediazioni e tensioni, con qualcuno che già oggi parla di «nervosismo» e punta anche contro l'attuale gestione, benché il presidente Fca e primo socio John Elkann abbia indicato di essere favorevole a un rinnovo.

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