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MERCATO TIVÙ 25 Febbraio Feb 2015 1819 25 febbraio 2015

RaiWay, cosa c'è dietro l'offerta di Mediaset

Silvio vuole creare un gigante delle telecomunicazioni. Ma il governo non cede oltre il 49%. L'Antitrust: «Nessuna comunicazione». E il Biscione vola in Borsa.

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Attraverso la sua controllata Ei Towers, il 25 febbraio Mediaset ha lanciato un'offerta pubblica di acquisto (opa) per RaiWay, la società quotata in Borsa e il cui azionista di maggioranza al momento è la Rai, che gestisce le torri di trasmissione dell'azienda di Stato.
La notizia ha suscitato molte polemiche, com'era prevedibile trattandosi di una proposta d'acquisto che viene dal diretto competitor di viale Mazzini, il gruppo di proprietà della famiglia Berlusconi, nonché dell'operatore dominante in Italia sul mercato delle tivù private.
Ma dietro l'opa improvvisa e rampante del Biscione ci sono diverse “anomalie” tecniche prima ancora che ragioni politiche.

Mediaset vuole in controllo di RaiWay

Una struttura Rai Way.

In primo luogo, la quota di azioni che Ei Towers punterebbe ad acquistare. Nel comunicato della società si parla della «totalità delle azioni ordinarie di RaiWay», sebbene lo scorso anno, nel decreto che disciplinava lo sbarco in Borsa della società pubblica, il governo abbia fissato al 51% la quota minima che la Rai deve mantenere nel suo capitale.
Circostanza ribadita anche dallo stesso esecutivo, che in una nota diramata dopo la chiusura delle Borsa, ha confermato «l'apprezzamento da parte del mercato della scelta compiuta dal governo di valorizzare la società facendola uscire dall'immobilismo nel quale era confinata», ricordando che la presidenza del Consiglio dei ministri «ha stabilito di mantenere in capo a Rai una quota nel capitale non inferiore al 51%». Ma allora perchè Mediaset ha presentato un'offerta per la «totalità delle azioni»?
ANZALDI: «IL 51% DEVE RIMANERE ALLA RAI». «Si sono venduti in Borsa la Fontana di Trevi, se fossi la Consob qualcosina in più vorrei capirla», esordisce a Lettera43.it Michele Anzaldi, deputato del Pd e segretario della commissione di Vigilanza della Rai, tra i primi a sollevare la questione. «La legge parla chiaro: il controllo delle torri del servizio pubblico deve rimanere alla Rai con il 51% di RaiWay. Le quote cedibili non devono superare il 49%».
La Rai, continua Anzaldi, «tra l'altro ha già venduto il 35% delle azioni di RaiWay guadagnando 280 milioni, una cifra ben oltre le aspettative: non vedo perchè ora dovremmo regalare la maggioranza a Ei Towers. Che con un comunicato abbastanza surreale dice pure: non abbiamo tutti i soldi per pagarla, o meglio solo in parte, il resto in titoli».
SERVE IL LASCIAPASSARE DEL GOVERNO. Nel cominicato Ei Towers sottolinea anche come tutta l'operazione sia subordinata all'autorizzazione preliminare del governo: una volta acquistate le torri pubbliche, il ministero dello Sviluppo guidato da Federica Guidi dovrebbe autorizzare la Rai a proseguire le attività su quelle di nuova proprietà.
«Dovremmo cioè firmare un contratto di affitto per poter trasmettere dalle torri Ei Towers, un regalo incomprensibile a Mediaset», conclude il deputato democratico.
Nel Pd le acque sono agitate. C'è chi legge in questa mossa la riproposizione del Nazareno per altre vie, una sorta di “scambio riforme-RaiWay” (e Rcs), con Matteo Renzi che “userebbe” nuovamente lo spauracchio Berlusconi contro la minoranza interna per avere il via libera sulla riforma, urgente, della tivù di Stato. E chi pensa, all'opposto, che quella del Biscione sia invece un'opa ostile nei confronti del governo proprio in conseguenza della rottura del Patto. Dietrologie da Transatlantico. Resta che sull'operazione incombe anche un'altra incognita: l'Antitrust.

L'antitrust nel 2011: Ei Towers potrebbe ostacolare gli altri operatori

Da destra, Fedele Confalonieri e Pier Silvio Berlusconi, rispettivamente numero uno e due del Gruppo Mediaset.

L'autorità garante della concorrenza e del mercato, contattata da Lettera43.it, fa sapere di non aver ricevuto nessuna comunicazione da Ei Towers riguardo l'offerta di acquisto per RaiWay né da Mondadori per Rcs.
È vero che esiste l'obbligo per legge della comunicazione preventiva, spiegano, ma riguarda la fase immediatamente precedente il perfezionamento del contratto, quando cioè l'opa è andata a buon fine. Al momento dunque non ci sono ragioni per ipotizzare sanzioni.
Diverso è il discorso per l'autorizzazione senza la quale l'operazione non può essere conclusa. L'autorità valuta l'offerta di acquisto attraverso un'istruttoria e può poi decidere per tre diverse soluzioni: autorizzare le concentrazioni, vietarle o imporre misure per la loro realizzazione in modo tale da garantire uguali opportunità a tutti gli attori del mercato, in questo caso televisivo.
Per Ei Towers l'Agcm ha fatto già una precedente valutazione, sottolineando alcuni rischi di concentrazione nel mercato.
LA NASCITA DI EI TOWERS NEL 2011. Nel 2011, la Elettronica Industriale, società del gruppo Mediaset che si occupava di manutenzione e gestione delle reti, acquisì Dmt (Digital multimedia technologies), la holding del gruppo che operava nel «settore della costruzione, installazione e manutenzione di infrastrutture dedicate all'opsitalità di impianti di diffusione televisiva e radiofonica nonché di impianti di telecomunicazioni».
Da quella fusione nacque appunto Ei Towers Spa che controlla circa 3.200 torri (RaiWay ne ha 2.300). L'Agcm autorizzò l'operazione ma con una serie di paletti per evitare « il rischio di una preclusione al livello dei fattori di produzione» per gli altri operatori del mercato. (qui il testo dell'antitrust):
Ei Towers, infatti - annotava l'autorità già nel 2011 - «potrebbe avere sia la capacità che l’interesse ad ostacolare e/o limitare l’accesso alle infrastrutture da parte degli operatori di rete concorrenti» (consulta il documento).
NON SOLO GESTORE DI RETE. E questo perchè Ei Towers non è solo un gestore di reti, ma è anche la controllata di un gruppo che opera nel settore della raccolta pubblicitaria, della pay tivù, dei contenuti editoriali e televisivi.
La cosiddetta concentrazione verticale. Ecco perchè l'Agcm aveva autorizzato l'acquisizione ponendo però una serie di condizioni a Ei Towers per operare.
L'acquisizione di RaiWay sarebbe su scala decisamente più ampia, difficile che l'authority dia il lasciapassare senza condizioni.
Mediaset però sembra convinta di poter raggiungere l'obiettivo in tempi brevi, entro l'estate. Un risultato di certo l'ha già ottenuto: il 25 febbraio il titolo Ei Towers ha guadagnato in Borsa il 5,42%, quello di Mediaset l'1,4%.

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