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EDITORIA 24 Marzo Mar 2015 1854 24 marzo 2015

Corriere della sera, Nagel propone Costa presidente

Mediobanca cerca (a fatica) soluzioni unitarie per il cda. C'è l'ex ad di Mondadori in pole per la presidenza. Ma Cairo lo boccia. Della Valle tace. E Bazoli...

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Alberto Nagel, Maurizio Costa, Urbano Cairo e Giovanni Bazoli.

Tra pochi giorni, il 28 marzo, i grandi azionisti di Rcs - Fca ha il 16,7%, Diego Della Valle il 7,3%, Mediobanca il 6,2% - dovranno presentare le candidature per il rinnovo del consiglio di amministrazione della casa editrice, ma un accordo sull'assetto della nuova governance aziendale ancora non c'è.
«Non è stata presa alcuna decisione finora», dice a mezza bocca Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa San Paolo e gran regista, oggi più defilato ma sempre attento, delle vicende che riguardano Rcs e il Corriere della Sera. «In questo momento non sono messo nella condizione di dover esprimere l'orientamento della nostra banca» dice il professore il cui istituto, è bene ricordarlo, è al contempo azionista con circa il 4% e creditore della società.
CAIRO SU JOVANE: NON HA FATTO LE COSE GIUSTE. Se John Elkann sembra irremovibile rispetto alla decisione di mantenere al suo posto l'amministratore delegato, Pietro Scott Jovane, dagli arzilli azionisti di minoranza come Urbano Cairo, che di Rcs possiede circa il 3%, non arrivano segnali di pace. «Il rapporto personale è buono e c'è anche simpatia», dice il proprietario de La7 a proposito dell'attuale capoazienda, «ma tre anni per un risanamento sono un periodo molto lungo. Dal 2012 al settembre 2014 Rcs ha bruciato cassa pari a poco meno di quello che è stato incassato con le dismissioni. Se vendi dei gioielli di famiglia per coprire le perdite non fai la cosa giusta».
Uno scetticismo che, se condiviso da altri soci, seppur di minoranza, potrebbe mandare in fumo gli sforzi fatti soprattutto negli ultimi giorni da Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, per arrivare a una lista unica sostenuta dai tutti gli azionisti principali, con candidature di consiglieri indipendenti, non strettamente riconducibili ai singoli soci.
NAGEL PROPONE COSTA PER LA PRESIDENZA. Nagel si è ritagliato il ruolo di grande mediatore nella complicata partita Rcs e ha proposto a Elkann di azzerare il consiglio, di riconfermare Jovane ma di affidare la presidenza, con deleghe operative, a Maurizio Costa, ex ad di Mondadori e ora a capo della Fieg, la federazione italiani editori.

Un berlusconiano a capo di Rizzoli?

John Elkann.

Un esponente del mondo berlusconiano alla guida della Rizzoli, dunque, proprio ora che la società è in trattativa con Segrate per la vendita della Libri, trattativa che peraltro sembra non aver dato grandi soddisfazioni visto che, da una prima due diligence, il valore del ramo aziendale risulterebbe di molto inferiore a quei 120 milioni di euro individuati come cifra minima per chiudere l'accordo.
I maliziosi insinuano che la scelta di Nagel sia caduta su Costa anche per mediare con il mondo berlusconiano che all'ultimo cda di Mediobanca gli ha dato il benservito sul bilancio (due fondi di investimento riconducibili a Mediolanum di Ennio Doris e Berlusconi si sono astenuti sui conti 2013/2014). Illazioni.
ELKANN NON VUOLE UN PRESIDENTE TROPPO INVADENTE. Sta di fatto che la proposta Nagel non è stata accolta con favore da Elkann, cui non piace l'idea di un presidente con troppi poteri e troppo invadente, in grado di intralciare il lavoro dell'amministratore delegato. Un rischio di sovrapposizione che, unito alla litigiosità degli azionisti, potrebbe portare a una situazione di stallo tra ripichhe e veti incrociati.
L'erede di casa Agnelli, infatti, è convinto che a mettere in difficoltà Jovane non sia stata l'incapacità del manager di risanare i conti e rilanciare l'azienda, ma sia stato il cda a lui ostile.
CAIRO BOCCIA L'EX AD MONDADORI. Quanto a Costa, neppure Cairo sembra apprezzarne la candidatura: «Non mi sembra che ci sia un track record strepitoso. È una persona che sicuramente considero perbene e stimo, ma non credo che abbia lasciato Mondadori in condizioni strepitose e visto che la Rizzoli è reduce da annate un po' difficili magari ci vuole qualcos'altro...», ha sentenziato l'imprenditore.
CONTI PER LA PRESIDENZA IN ALTERNATIVA A COSTA. L'altro nome per la presidenza su cui Nagel ed Elkann hanno sondato i rispettivi umori è quello di Fulvio Conti, ex amministratore delegato dell'Enel, mentre viene dato come molto probabile l'ingresso in cda, su indicazione dell'azionista Pirelli, del banchiere Gerardo Braggiotti. Lo schema Nagel, prevederebbe poi la creazione all'interno del consiglio di una serie di comitati con compiti specifici per seguire i vari profili di sviluppo della società. Ma su questo Scott Jovane ha storto il naso, considerando l'ipotesi come una chiara messa sotto tutela del suo operato.
Sulla scelta del prossimo direttore del Corriere, invece, vero oggetto del desiderio degli azionisti Rcs, è ancora buio. Sarà l'attuale cda a proporre al nuovo consiglio una terna di nomi tra cui scegliere. Al momento, però, l'unico che sembra avere le idee chiare è ancora una volta Cairo: «Cambi il direttore di un giornale quando hai qualcuno che pensi sia sicuramente meglio».

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