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CASO 2 Aprile Apr 2015 1555 02 aprile 2015

Charlie Hebdo, giornalisti contro dirigenti

Il settimanale ha raccolto 30 milioni di euro dopo l'attentato. In 15 temono per la gestione del patrimonio.

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La cover del numero 1.180 di Charlie Hebdo.

Tre mesi dopo l'attentato contro la redazione di Charlie Hebdo, conflitti e divisioni sono esplosi tra giornalisti e dirigenti del settimanale satirico francese.
In un intervento pubblicato sul quotidiano Le Monde, quindici dipendenti sono tornati a reclamare uno statuto di «azionisti salariati» secondo una suddivisione equa del pacchetto azionario, rifiutando che «un pugno di individui prenda il controllo» del settimanale. Tra loro Patrick Pelloux, il vignettista Luz e il giornalista Laurent Léger.
Charlie Hebdo è «un bene comune», dal loro punto di vista. I 15 hanno puntato il dito contro quello che definiscono il «veleno dei milioni». Il giornale ha infatti raccolto 30 milioni di euro di donazioni, aiuti e abbonamenti dopo l'attentato. E i dipendenti contestatori temono che il giornale sia ora diventato una «preda succulenta, di fronte alle manipolazioni politiche e/o finanziarie».
Una dichiarazione che ha di fatto messo in discussione, pur senza nominarli, i dirigenti: il vignettista Riss, il direttore generale Éric Portheault, il caporedattore Gérard Biard e l'avvocato del giornale Richard Malka. Charlie Hebdo appartiene attualmente per il 40% ai familiari dell'ex direttore Charb, ucciso durante l'attacco, mentre un altro 40% è di Riss e il restante 20% di Eric Porheault.

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