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EDITORIA 15 Aprile Apr 2015 1817 15 aprile 2015

Corriere, salgono le quotazioni di Carlo Verdelli

Elkann vuole l'ex direttore della Gazzetta al Corsera. Ma va convinto Della Valle. Che con lui ha un conto aperto. Intanto si profila una sforbiciata da 20 milioni.

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Carlo Verdelli, ex direttore della Gazzetta dello sport.

Ha accettato di deporre temporaneamente le armi con l'arcinemico Giovanni Bazoli, sottoscrivendo la lista comune per il rinnovo del Consiglio di amministrazione di Rcs, e ora Diego Della Valle, riottoso azionista di minoranza della casa editrice, potrebbe favorire un nuovo appeasement.
Con Carlo Verdelli, ex direttore della Gazzetta dello sport passato poi in Condè Nast,e ora tra i candidati alla successione a Ferruccio De Bortoli per la guida del Corriere della sera.
Fino a oggi il patron di Tod's non aveva voluto nemmeno prendere in considerazione l'ipotesi, per via di vecchi dissapori nati tra i due quando Verdelli era a capo della Gazzetta e raccontò, primo tra i quotidiani italiani, lo scandalo di Calciopoli che, tra le altre cose, ebbe come conseguenza le dimissioni di Della Valle dalla presidenza onoraria della Fiorentina.
IL VIA LIBERA DEL LINGOTTO A VERDELLI. Era il 2010, e molte cose sono cambiate. Soprattutto, negli ultimi giorni l'idea Verdelli sembra abbia conquistato il cuore di Elkann. Da Torino è arrivato il via libera alla nomina del giornalista milanese e la moral suasion esercitata con certa insistenza dal Lingotto - i contatti tra gli azionisti si sono intensificati nelle ultime ore - potrebbe convincere Della Valle a dare il proprio assenso.
In fondo, se c'è una cosa che il proprietario di Ntv ama più della Fiorentina è l'idea di poter esercitare una qualche influenza su Rcs e dire l'ultima parola sul futuro direttore del Corriere.

L'alternativa è Luciano Fontana, vice di De Bortoli

Pietro Scott Jovane, amministratore delegato Rcs.

De Bortoli, che resterà in carica fino alla prossima assemblea degli azionisti, prevista per fine aprile, ha indicato come suo successore Luciano Fontana, attuale vice direttore, le cui quotazioni, già alte, potrebbero improvvisamente salire se l'operazione - invece che come una soluzione di transizione scelta per accompagnare un duro piano di contenimento dei costi del giornale - potesse essere fatta passare come una riproposizione in salsa italiana del modello Economist o Guardian.
«Sono un convinto sostenitore delle successioni interne nelle grandi organizzazioni, e l'Economist, che possiede moltissimi talenti, ne è un bell'esempio», ha scritto due giorni fa Elkann, presidente di Exor, nella lettera agli azionisti.« Sono rimasto molto colpito dal modo in cui è stato scelto il direttore dell'Economist e ho trovato molto positivo che al posto di una lunga ed estenuante battaglia, ci sia stata una competizione leale e rapida, che non ha lasciato morti sul campo».
SCOTT JOVANE PREPARA IL PIANO D'AUSTERITY. Anche perchè qualche ferito è già stato messo in conto. L'amministratore delegato di Rcs, Scott Jovane, è pronto a nuovi tagli anche perchè - ed è questo il vero timore che agita il management di Via Solferino - dalla vendita della Libri potrebbero arrivare nelle casse del gruppo meno denari di quelli attesi.
Il prossimo direttore del Corriere si troverà dunque a operare in piena austerity, con un obiettivo di riduzione delle spese del quotidiano che, stando alle indiscrezioni raccolte da Lettera43.it, ammonterebbe a circa 20 milioni di euro. Un vigoroso colpo di forbisce che riguarderà massicciamente anche i giornalisti del quotidiano, su cui finora si era usata la mano leggera.
LE RUGGINI TRA DELLA VALLE E BAZOLI. Per Della Valle, però, i problemi sembrano essere altri. «La voglia irresistibile di Bazoli di voler far credere di essere, come nel passato, un punto di riferimento in Rcs è abbastanza patetica e soprattutto falsa. Lui è stato sentito come gli altri azionisti per la quota che rappresenta e non ha influenzato o, tanto meno, determinato nessuna decisione», ha commentato rispondendo al banchiere che annunciava, tra le altre cose, di aver sporto querela nei suoi confronti per diffamazione. «Antichi sacerdoti del tempio si ostinano a non capire che il loro tempo è finito, che il mondo si muove a un'altra velocità e che oggi sono centrali la buona gestione delle aziende, i risultati che ottengono e le capacità degli uomini che le guidano. Voler apparire ancora oggi come sommo cerimoniere di antichi e lubrificati riti, oltre che essere anacronistico, è anche molto ridicolo». Ma, dicono i detrattori dell'imprenditore marchigiano, can che abbaia non morde. Infatti, se pur fragilissima, alla vigilia dell'assemblea nell'azionariato di via Solferino la tregua regge.

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