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TIVÙ 29 Aprile Apr 2015 1637 29 aprile 2015

La7, il boom di Floris muove il risiko della rete

Giovanni supera Ballarò. E chiede lo spazio di Santoro. Pure Mentana e Merlino pressano Cairo.

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Giovanni Floris.

Se un’indovina avesse predetto a Urbano Cairo, il Berlusconi del nuovo millennio, che un giorno il suo Torino avrebbe battuto la Juventus nel derby, per giunta nell’anno di grazia dei bianconeri, e che Giovanni Floris, con il suo DiMartedì, avrebbe superato per la seconda volta Massimo Giannini - il conduttore di Ballarò, programma di RaiTre ereditato proprio dal giornalista de La7 - probabilmente il Tycoon piemontese avrebbe chiesto indietro i soldi.
Invece la realtà ha superato la fantasia.
UNA RAI ALLO SBANDO. Il Toro ha fermato la grande Juve nel derby della Mole e Floris ha messo nuovamente sotto Giannini, mandando nel panico una Rai allo sbando, dove sono già tutti renziani senza che la renzizzazione dell’azienda sia avvenuta.
Tipico processo italiano di anticipazione degli eventi in modo da farsi trovare pronti al momento opportuno.
Ma il vero fenomeno del momento non è viale Mazzini, con le sue dinamiche che seguono le curve della politica, bensì La7.
VIZI E VEZZI DI LA7. La rete di Cairo, dopo le tensioni d’inizio stagione, non solo ha certificato il fatto di essere l’unico vero terzo polo televisivo italiano dietro al quale c’è il deserto dei tartari (dato che Sky sul digitale terrestre è ancora un’entità non meglio definita), ma ha anche iniziato a prendere i vizi, e i vezzi, delle grandi emittenti.
Il sorpasso di Floris su Giannini, in particolare, sta facendo emergere i problemi interni all’emittente, che finora erano rimasti sotto la cenere dei bassi ascolti e dei flop, come quello fragoroso di Daria Bignardi con le sue Invasioni Barbariche, ma che ora rischiano di deflagrare con tutta la loro potenza di fuoco.

Dopo la toppata di 19e40, la rivincita di Giovanni

Tra Massimo Giannini e Giovanni Floris è sfida tivù in prima serata.

Procediamo con ordine. Floris, dopo la toppata iniziale di 19e40, il programma che anticipava il Tg di Enrico Mentana (a proposito, Chicco Mitraglia ha chiesto a Cairo di fare chiarezza sul suo ruolo dato che le voci su un suo possibile passaggio al Tg1 sono tornate di moda), si era messo a lavorare pancia a terra, a caccia dello share vincente.
Che finalmente è arrivato.
SORPASSO IL 28 APRILE. La puntata di DiMartedì del 28 aprile ha raggiunto il 5,41% di share, con un incremento dello 0,28%.
Mentre il programma di Giannini ha registrato il 5,05%, in flessione dello 0,40% rispetto a sette giorni prima.
Per il conduttore di RaiTre, e per la rete guidata da Andrea Vianello, ora sono dolori veri.
BALLARÒ, FLOP STAGIONALE. Siamo sul finire della stagione dei talk di approfondimento e la competizione tra questi due programmi ha visto delineata una sensibile caduta - per diversi punti percentuali - di Ballarò negli ascolti rispetto alle passate stagioni, con una media che quest’anno è stata intorno al 6-6,5% di share.
Mentre DiMartedì, alla sua prima uscita e con Floris approdato a La7, dopo un inizio titubante si è attestato su una media stagionale intorno al 5%.
È evidente che la sfida stagionale dei talk l’ha vinta ancora Floris.

Ora Floris vorrebbe lo spazio di Santoro

Il vignettista Vauro e il conduttore televisivo Michele Santoro.

Il giornalista de La7, forte dei numeri, è diventato il numero uno della rete di Cairo e per questa ragione vorrebbe prendersi lo spazio di Michele Santoro, ormai al capolinea come conduttore.
Il timoniere di Servizio Pubblico, come ha più volte rimarcato, è tentato dal ritorno in Rai, anche se il sogno è quello di produrre docu-fiction da vendere sul mercato, in modo da non essere vincolato con nessuna emittente.
ANCHE CHICCO CHIEDE. Se Floris chiede maggiori spazi e un ampio margine di manovra, altrettanto sta facendo Enrico Mentana, che con il conduttore di DiMartedì vanta ottimi rapporti di vicinato, ma non certo idilliaci sul piano personale.
Chicco Mitraglia vorrebbe più mezzi per il suo Tg e una disponibilità maggiore per Bersaglio Mobile, magari con una collocazione più decorosa del suo talk show mignon.
E IL DIRETTORE DI RETE? Cairo chi accontenterà? Floris o Mentana? E, soprattutto, per la prossima stagione troverà una direttore di rete, come chiede Chicco da tempo, capace di dirigere il traffico?
Difficile fare previsioni, anche avendo la sfera di cristallo.

Paragone e Merlino si giocano la prima serata a metà settimana

Gianluigi Paragone e Paolo Barnard.

E poi c’è sempre Gianluigi Paragone, riapparso al mercoledì sera dopo l’esilio forzato alla domenica per far posto alla Bignardi.
L’ex vice direttore di Libero, con il ritorno alla prima serata di metà settimana, sa di giocarsi il jolly in vista della prossima stagione, dato che quella fascia fa gola a Myrta Merlino, la rampante conduttrice de L’aria che tira che sogna il salto di qualità e sta muovendo tutte le sue amicizie politiche, che sono trasversali.
FORMIGLI RESTA DEFILATO. In mezzo a tutte queste grandi manovre di conduttori star e direttori dall’ego smisurato, chi resta defilato è Corrado Formigli.
Pur essendo stato battuto ripetutamente da Paolo Del Debbio, che su Rete4 ha portato alla massima potenza i giri di un programma populista e popolare (Quinta colonna), il conduttore di Piazzapulita confida sul fatto che il suo programma è considerato un buon porto dove approdare se si vuole ragionare in modo serio e pacato.
Insomma, una sorta di Porta a Porta in scala ridotta. Il problema è capire se Cairo è quello che vuole ancora.
E i piani per la prossima stagione potrebbero comunque riservare delle belle sorprese...

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