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POLEMICHE 8 Maggio Mag 2015 1000 08 maggio 2015

Terra dei fuochi, la fiction Rai si gira in Puglia

In Io non mi arrendo Beppe Fiorello sarà il poliziotto Mancini. Ma è bufera: nessuna ripresa nei luoghi incriminati. E bando agli attori campani.

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Beppe Fiorello interpreta Roberto Mancini.

Per rendere l'idea è come se un film su Cosa nostra fosse girato in Val d'Aosta con attori del posto. Come potrebbero sibilare, con aria di sfida, poco prima di un agguato una frase del tipo «Non pusari 'a cammisa supra 'i carni» e poi premere il grilletto? Risulterebbero poco credibili alle prese con un dialetto innaturale e improvvisato alla meno peggio.
Sarebbe difficile da spiegare agli spettatori che, oltre a un copione e a una fotografia convincenti, si aspettano una ricostruzione fedele dell'atmosfera sicula. E dei suoi personaggi.
FICTION ISPIRATA A MANCINI. In Puglia, invece, sta accadendo proprio una cosa del genere. La Film commission regionale ha infatti finanziato l'inizio delle riprese di una fiction sul dramma ambientale della Terra dei fuochi. Si chiamerà Io non mi arrendo, andrà in onda sulla Rai e sarà ispirata alla storia vera di Roberto Mancini, il poliziotto che per primo, 20 anni fa, si mise a caccia dei fusti tossici interrati dalla camorra nelle campagne del Casertano finendo, così, per ammalarsi e morire di tumore.
Mancini sarà interpretato da Beppe Fiorello, mentre la regia sarà affidata a Enzo Monteleone.
AMBIENTAZIONI TRA BARI E FOGGIA. Le telecamere della Picomedia però non arriveranno mai dalle parti di Casal di Principe o San Cipriano d'Aversa e nemmeno a Casapesenna dove, secondo i pentiti del clan dei Casalesi, si trovano migliaia e migliaia di tonnellate di rifiuti che stanno avvelenando le falde acquifere e i raccolti. E questo perché la mini-serie sarà girata interamente tra Bari, Foggia e Brindisi. Non ci sarà nessun esterno nella zona realmente interessata al fenomeno delle discariche abusive gestite dalla criminalità organizzata. Al posto delle brulle lande campane ci saranno le praterie del Tavoliere. Campanilismo artistico, si dirà. Qualche malpensante, sui social network, è andato addirittura oltre parlando di “razzismo” tra meridionali.

Storia casertana, interpreti pugliesi (e romani)

Un'immagine dalla Terra dei Fuochi, in Campania.

A voler essere comprensivi, la scelta di una location diversa da quella originale non è una tragedia dal punto di vista della riuscita cinematografica: basterà scegliere bene gli scorci, fare un lavoro di scalpello sulle angolazioni e nessuno si accorgerà della differenza tra la finta Terra dei fuochi pugliese e quella vera in Campania.
Ma come giustificare il fatto che una storia interamente casertana venga interpretata soltanto da attori pugliesi?
LA CRITICA DI STEFANUCCI. Circostanza, questa, che ha fatto arrabbiare parecchio l'attrice Antonella Stefanucci che, sul suo profilo Facebook, ha attaccato a testa bassa. «Questa è una fiction sulla Terra dei fuochi, dunque ambientata in Campania, ma si gira in Puglia perché la film commission pugliese ci mette, fortunatamente, qualche soldino», ha scritto l'artista. «Giustamente pretende che una buona parte di attori vengano presi in Puglia, ma la casting list dice che gli attori devono avere accento napoletano. Lascio a voi dedurre il risultato...».
In effetti, nei prossimi giorni partiranno i provini. Pure questi si terranno in Puglia.
NESSUN ATTORE CAMPANO. Il regista e gli sceneggiatori hanno fatto giusto qualche strappo alla regola prevedendo il reclutamento di attori romani (ma solo perché i poliziotti della squadra di Mancini provenivano dalla Capitale). Spazio per artisti campani non ci sarà.

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