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TIVÙ 10 Giugno Giu 2015 0925 10 giugno 2015

Mediaset Premium, esclusive e tecnologia per sfidare Sky

La Champions League. Il girone della Juve solo su Premium. Il cinema Warner e Universal. Una Cam più smart. Ecco come Pier Silvio prova a battere Murdoch.

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La nuova smart cam di Premium.

La Champions League per tre anni, i film Warner Bros e Universal in esclusiva, il girone della Juventus solo su Premium e un nuovo dispositivo in grado di trasformare un normale televisore in una smart-tivù connessa a internet. Il tempo della difesa è finito. A 10 anni dalla sua nascita nel gennaio 2005, Mediaset Premium cambia logo, colori e strategia. E va all'attacco. Il rassicurante blu diventa arancione, il nome si trasforma in Premium Mediaset, e con Sky è uno scontro frontale.
UNA STRATEGIA AGGRESSIVA. L'idea, dopo aver pensato a contenere i danni e prendersi tutti i margini di crescita degli abbonati alla pay tivù dal 2008 in poi, è quella di andare a conquistare i clienti del rivale.
La strategia, presentata il 9 giugno in una conferenza stampa a Santa Margherita Ligure, alla presenza di Pier Silvio Berlusconi, dell'amministratore delegato di Premium Franco Ricci, del direttore dei contenuti Yves Confalonieri e del direttore commerciare Marco Rosini, è aggressiva in tutti i sensi e poggia su tre pilastri: contenuti esclusivi, una nuova tecnologia, un'offerta online decisamente superiore a quella del rivale.
Fiore all'occhiello, il calcio. La Serie A, con i diritti degli otto top club del campionato (Juventus, Inter, Milan, Lazio, Roma, Napoli e altre due ancora da decidere, una delle quali potrebbe essere rappresentata da Genoa o Sampdoria), ma soprattutto la Champions League.
IL PACCHETTO PIÙ FORTE. La Coppa delle grandi orecchie sarà tutta esclusiva Mediaset, che continuerà a trasmettere una partita a settimana in chiaro ma potrà scegliere se darla il martedì o il mercoledì. Una cosa è certa: fino alla fine della fase a gironi, a passare su Italia 1 non sarà la Juventus. Le prime sei sfide dei vicecampioni in carica saranno mandate in onda solo su Premium, un motivo in più per spingere tifosi e appassionati ad abbonarsi.
«In Italia ci sono 15 milioni di famiglie che amano il calcio», ha spiegato il direttore commerciale Marco Rosini, «l'89% di questi segue la Serie A, il 63% la Champions League. Serie B, Europa League, Premier e Liga spagnola, le esclusive del nostro concorrente, insieme fanno il 22%».
IMMAGINI DAGLI SPOGLIATOI. Alle partite, Premium ha aggiunto il pacchetto C dei diritti della Serie A, che le garantisce l'esclusiva delle immagini degli spogliatoi, delle interviste pre-partita, delle flash a fine prime tempo. Elementi su cui Sky aveva costruito tanto negli ultimi anni, ma che alla prova dei fatti si è lasciata sfuggire offrendo 2,5 milioni contro i 3 della rivale. Così come i diritti d'archivio su 15 squadre (360 partite su 380), ora prerogativa esclusiva della concorrenza dopo l'ottavo giorno dalla partita.
E siccome non di solo calcio vive l'uomo, Mediaset si è assicurata un accordo in esclusiva con Warner Bros e Nbc Universal, per creare un catalogo di film in prima visione (American Sniper, Interstellar, Mad Max: Fury Road, Hunger Games e tanti altri titoli) a cui si aggiungono quelli italiani prodotti direttamente con Medusa e TaoDue. Un altro durissimo colpo per Sky, che anche sul cinema è costretta a fare un passo indietro, e che per frenare la temuta emorragia di abbonati (si parla di una perdita ipotizzata tra i 400 e i 500 mila clienti) ha già avviato una forte campagna di promozioni con abbonamenti a 19,90 al mese fino al gennaio 2016, e aggiungendo la Serie B al pacchetto calcio.

Ventidue canali live e l'on demand sulla tivù

Il vicepresidente di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi.

Premium, dal canto suo, promette 22 canali live, con l'arrivo dei nuovi Premium Sport (un canale di informazione in onda 24 ore su 24 con sette notiziari al giorno, approfondimenti e la partita più importante del turno), Premium Cinema 2 Hd (dedicato ai film italiani e ai blockbuster americani) e Premium Stories (per le serie drama).
Il tutto fruibile on demand e sul proprio televisore anche senza avere una Smart tivù grazie alla nuova Cam, che garantirà la connessione in wi-fi e la disponibilità di tutto il catalogo film e serie televisive accessibile utilizzando un'app che trasformerà il proprio iPhone o iPad in un telecomando.
TUTTO IL CATALOGO ONLINE. A completare il quadro c'è Premium online, con la possibilità di vedere sul proprio pc o dispositivo portatile, via internet, tutti i contenuti registrati e live, Champions League compresa, a un prezzo inferiore a quello dell'abbonamento alla tivù. Un'offerta tanto vantaggiosa che viene da chiedersi se non rischi di togliere abbonati a Premium, anche se dall'azienda non sembrano temere particolarmente questa ipotesi.
«Il nostro è un cambio di strategia», ha spiegato l'amministratore delegato Franco Ricci, «passiamo dalla difesa all'attacco». Il tutto a prezzi decisamente concorrenziali: «Sarà una politica molto aggressiva sulle promozioni ma anche sui listini», ha aggiunto Marco Rosini, senza fornire ulteriori dettagli. Da quel che si è appreso, però, le tariffe dovrebbero essere tra il 20 e il 30%, forse anche il 40% più economiche rispetto a quelle di Sky.
CAMPAGNA PUBBLICITARIA DA 18 MLN. Una scommessa forte, costata quasi 700 milioni di euro solo per i diritti tivù relativi al calcio e altri 18 milioni per la più ampia e capillare campagna pubblicitaria della storia di Premium, con avvisi su giornali, televisioni, testate online e, addirittura, con la sponsorizzazione della fermata metro di San Siro, che porterà il nome dell'azienda.
«Da quando è nata a oggi, Premium a Mediaset è costata zero», ha spiegato il vicepresidente Pier Silvio Berlusconi, «ha assorbito le spese che avremmo comunque dovuto fare per entrare sul digitale terrestre. Adesso abbiamo fatto investimenti importanti e speriamo di avere un ritorno nell'arco di tre anni».
Intanto tutto tace sul fronte delle possibili trattative. Dalla partnership con Telecom per la costruzione di un'offerta triple o quadruple play che «non deve essere la mera e banale unione di più listini, ma qualcosa di nuovo che sia conveniente per i clienti di entrambi, ma un'unione con Telecom poteva essere una grande opportunità qualche anno fa», all'interessamento di Vivendi a entrare nel capitale Mediaset: «Noi non siamo venditori, non vendiamo, con Bolloré ci sono stati contatti in cui si è parlato di sviluppi futuri e di alleanze internazionali».
«NESSUNA TRATTATIVA CON SKY». Non spaventa la concorrenza di Netflix: «È un nuovo operatore, non un nostro rivale diretto. La nostra offerta è più completa della loro». E gli incontri con Lachlan e Rupert Murdoch, la possibile trattativa per una fusione tra le due aziende? Tutto saltato? «Non c'è mai stata una trattativa, solo rapporti cordiali tra le due famiglie e una concorrenza da sempre spietata tra le due aziende», che però, finora, si erano scambiate eventi, diritti ed esclusive all'insegna del quieto vivere e dell'equa distribuzione. Ora tutto è cambiato, Premium vuole diventare il primo operatore pay in Italia, il disegno è chiaro, il risultato non è ancora dato saperlo.

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