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TIVÙ PUBBLICA 26 Giugno Giu 2015 1757 26 giugno 2015

Rai: Todini in pole, Gubitosi prepara 15 nuove nomine

A Viale Mazzini può tornare l'attuale manager di Poste come presidente. E il direttore generale medita di promuovere i suoi collaboratori.

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Luisa Todini, presidente di Poste italiane.

Stavolta le grandi manovre per 'renzizzare' definitivamente la Rai, ancora a trazione montiana, sono iniziate davvero.
E si tratta di operazioni reali, non di simulazioni o esercitazioni.
L’obiettivo dichiarato del premier Matteo Renzi è quello di arrivare a settembre con il vertice di Viale Mazzini completamente rinnovato, disegnato a sua immagine e somiglianza.
NOVARI SUPER MANAGER. Per la poltrona di super manager il nome ricorrente è quello di Vincenzo Novari, attualmente al vertice di 3 Italia.
E pur di ottenere questo risultato il capo del governo sta tenendo sotto pressione i suoi uomini Rai, a partire dal sottosegretario Antonello Giacomelli, in modo da incassare la riforma della legge Gasparri il prima possibile.
RENZI IN FIBRILLAZIONE. Stando alle voci di Palazzo Chigi, l’esponente del governo, molto vicino al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, avrebbe avuto un duro scontro con Renzi, tanto da minacciare di lasciare l’incarico.
«Impossibile lavorare con il leader del Pd quando le cose non vanno secondo i suoi piani», sibilano vari esponenti del giglio magico.
POLEMICHE SU TODINI. E proprio perché la fretta di cambiare è l’unico elemento certo, va da sé che il vortice di polemiche scatenato dall’indiscrezione secondo la quale per la presidenza della Rai sarebbe in pole position l’ex consigliere di amministrazione - attualmente parcheggiata alle Poste - Luisa Todini è figlia di questo clima.
Tanto che le reiterate smentite che arrivano dai vertici di Forza Italia, a partire dal solito Renato Brunetta, sono la dimostrazione plastica del fatto che le trattative fra Renzi e Berlusconi hanno già superato lo step delle regole per occuparsi dei nomi.
E quello della Todini non è affatto casuale.

L'imprenditrice che sogna il gran ritorno a Viale Mazzini

Il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi.

L’imprenditrice con la voglia matta della politica non ha gradito il dirottamento alle Poste, dove si sente fuori luogo e, soprattutto, fuori sincrono rispetto ai piani dell’amministratore delegato.
La Rai era, e resta, il suo sogno.
COLLOQUI CON PRODI. In queste settimane la Todini ha bussato a tutte le porte, ha incontrato chiunque le sia utile per centrare l’obiettivo, compresi Romano Prodi e il ministro Paolo Gentiloni con i quali ha avuto lunghi colloqui.
Ovviamente i contatti fondamentali sarebbero stati quelli con Gianni Letta, sponda Berlusconi, e Maria Elena Boschi, lato Renzi.
BRUCIARLA O LANCIARLA? A entrambi ha offerto le garanzie del caso. E ora resta da capire se l’indiscrezione è stata un modo per bruciarla o per aprire ufficialmente il fronte Rai.
Nel frattempo a viale Mazzini i vertici in carica non stanno affatto a guardare.
Come tradizione vuole l’attuale direttore generale, Luigi Gubitosi - al quale è già stato consegnato il biglietto d’uscita da Viale Mazzini - sarebbe già pronto a dare il via ai fuochi d’artificio di fine mandato.
PRONTE 15 NUOVE NOMINE. Secondo le indiscrezioni raccolte in ambienti Rai vicini al settimo piano del palazzone della tivù pubblica, Gubitosi starebbe per nominare 15 nuovi dirigenti, pescando dal gruppo dei fedelissimi collaboratori, non ancora promossi.
Ovviamente l’emittente di Stato di tutto ha bisogno fuorché di nuovi dirigenti, che finirebbero solo per aggravare i conti dell’azienda, non certo in stato di grazia.
PER SEDARE LE PROTESTE. Ma visto che il direttore generale ha già sistemato da tempo i cosiddetti “Gubitosi Boys”, manager pescati da fuori e non dalla pianta organica dell’azienda sistemandoli in posizioni apicali con il massimo della retribuzione, quelli rimasti al palo hanno iniziato a protestare.
E così ecco arrivare con il pacco regalo di fine mandato, che non ha bisogno di passare dal consiglio di amministrazione.
REGALINO PER IL SUCCESSORE. Basta una semplice firma del direttore generale ed ecco che “normali” impiegati Rai diventato dirigenti, alla faccia della trasparenza e della meritocrazia. Per chi arriverà dopo Gubitosi, magari già a fine luglio, davvero un bel regalo.

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