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EDITORIA 21 Luglio Lug 2015 1709 21 luglio 2015

Gazzetta dello Sport, giornalisti in regime di solidarietà

Duro comunicato del cdr: «Via ai tagli degli stipendi. Ancora una volta paghiamo i conti del Gruppo».

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Il logo del gruppo editoriale Rcs.

Altre bordate dai giornalisti della Gazzetta dello Sport contro il tagli imposti da Rcs Mediagroup.
Con un comunicato di fuoco apparso sulla pagine della Rosea il 21 luglio il cdr ha annunciato «l'entrata in vigore del regime di solidarietà»: «Saremo noi, ancora una volta, a pagare i conti di Rcs Mediagroup che non tornano da ormai molto tempo, ovvero dal giorno in cui la scellerata operazione Recoletos ha aperto una voragine economica nel bilancio del gruppo», l'attacco del comitato di redazione.
«Giornalisti, poligrafici e impiegati sono oggi chiamati a una decurtazione pesante dello stipendio e ad altri sacrifici, per evitare che l’azienda prenda strade sbrigative nella politica di tagli che continua a perseguire duramente, mettendo così in pericolo la qualità dei suoi gloriosi giornali», prosegue il comunicato.
TRA GAZZETTA E CORRIERE 47 TAGLI ENTRO IL 2017. Dopo aver risposto con uno sciopero al piano di decurtazioni dell'azienda per 50 milioni di euro, i giornalisti di Corriere della Sera e Gazzetta hanno infatti detto sì a un accordo che prevede dal primo ottobre 2015 al 30 settembre 2017 l'uscita di 47 persone, comprese le 33 disciplinate dall'intesa del 18 aprile 2013, con gli strumenti contrattuali della legge 416 e con gli incentivi all'esodo messi a disposizione dall'azienda per una pianta organica finale fissata in 280 unità. Di fronte alle minacce di 260 esuberi erano stati invece i poligrafici a scioperare lo scorso 9 luglio.
«Abbiamo inteso la solidarietà esclusivamente come modalità di contenimento dei costi, perché la Gazzetta che conoscete non si può fare a ranghi ridotti», specifica il cdr.
«Sia chiaro: questo è l’ultimo atto di fede nelle possibilità di rilancio del gruppo che «finanziamo», per quanto ci riguarda. Ce lo ha chiesto l'ad Pietro Scott Jovane nell’incontro del 9 giugno scorso, senza essere ancora in grado di presentarci il piano industriale del prossimo triennio che doveva essere ancora vagliato dal cda di questa azienda».

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