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TIVÙ 29 Luglio Lug 2015 1927 29 luglio 2015

Francia, Bolloré accusato di aver fatto censurare un documentario

Un film accusa Crédit mutuel. Il patron di Vivendi lo censurò su Canal+.

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Vincent Bolloré

Un editore, un'inchiesta censurata, e una banca amica. Sono gli ingredienti della storia che vede sotto accusa Vincent Bolloré, patron di Vivendi, che avrebbe personalmente bloccato un documentario sul Crédit mutuel.
Secondo quanto rivelato da Mediapart, il film, Évasion fiscale, une affaire française, doveva essere trasmesso il 18 maggio su Canal+, all'interno del programma Spécial investigation, ma non è mai andato in onda.
TELEFONÒ A BELMER. Venuto a conoscenza dei contenuti dell'inchiesta, che accusava Crédit mutel di aver messo in piedi un sistema per evadere il fisco utilizzando le sue sedi in Svizzera e nel Principato di Monaco, Bolloré avrebbe chiamato personalmente l'allora direttore generale di Canal+, Rodolphe Belmer, e posto il suo veto.
I legami tra Vivendi, che il 12 maggio aveva annunciato l'Opa per prendere il controllo totale di Canal+, e il Crédit mutuel sono noti. Tra il gruppo e la banca ci sono diversi interessi comuni. Ed è stata proprio quella banca a fornire le garanzie per l'Opa su Canal+.
L'AUTORE: «NON MI ERA MAI CAPITATO PRIMA». «In 15 anni non mi era mai capitata una censura così chiara e brutale», ha commentato Jean-Pierre Canet, autore del documentario, a Mediapart, «Non è stato possibile negoziare o trovare un accordo con la direzione o l'azionista principale di Canal+».
Né Bolloré né Vivendi hanno voluto commentare le accuse. Contro Crédit mutuel, nel 2014, è stata aperta un'inchiesta giudiziaria per frode fiscale.

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