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EDITORIA 29 Settembre Set 2015 1259 29 settembre 2015

Bompiani contro la fusione Rcs Libri-Mondadori

Mondazzoli a un passo. Ma lo storico marchio non ci sta. E prepara le contromosse.

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Elisabetta Sgarbi.

L'acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori continua a fare rumore. 'Mondazzoli', come oramai la chiamano gli addetti ai lavori, turba ancora il sonno di molti autori ed editor che non si rassegnano di finire preda dell'odiato Berlusconi.
L'operazione, che secondo quanto riferiscono fonti interne alle due aziende, dovrebbe concludersi il 30 settembre, giorno in cui scadrà l'esclusiva concessa alla casa editrice di Segrate per l'offerta di acquisto (si parla di una cifra di 135 milioni di euro), deve però fare i conti con l'ostracismo di Bompiani, uno dei marchi più prestigiosi per tradizione e catalogo della Rcs Libri.
IDEA MANAGING BUYOUT. Per evitare di finire con Mondadori, secondo quanto risulta a Lettera43.it, dall'interno alcuni manager Bompiani, capeggiati dal direttore editoriale Elisabetta Sgarbi e con l'appoggio mediatico degli autori più di grido, stanno verificando al possibilità di mettere in piedi un'operazione di managing buyout. Il management della casa editrice sarebbe dunque pronto a intervenire in prima persona per acquisire il marchio, scongiurando l'altrimenti ineluttabile assorbimento in Mondadori.
SGARBI NON CONFERMA. Sgarbi, contattata telefonicamente, ha preferito non commentare, riservandosi di affidare il pensiero dell'azienda a un comunicato non appena la situazione si sarà chiarita.
Un dossier, quello di Bompiani, al quale non sarebbe estraneo Francesco Micheli, ex patron di Mito, nonché già socio di Marsilio e Gems. Interpellato in proposito, il finanziere è stato sibillino, nascondendo il suo interesse dietro una sorta di ossimoro. «Bompiani? Non mi distraggo dal dossier», ha detto.
PROTESTA DEGLI AUTORI. La casa editrice fondata a Milano nel 1929, assieme a Marsilio e Adelphi fiore all'occhiello della galassia Libri di Rcs, non ha mai fatto mistero della propria contrarietà alla fusione, che porterebbe alla formazione di un colosso dominante il 40% del mercato del libro.
Tant'è che diversi autori avevano sottoscritto e reso pubblico un documento per esprimere le proprie perplessità, firmato tra gli altri da Umberto Eco, Sandro Veronesi e Susanna Tamaro.
CALASSO SI TIENE ADELPHI. Adelphi, invece, di cui Rcs possiede il 58%, non dovrebbe entrare nel perimetro di Mondadori: Roberto Calasso, fondatore e socio di minoranza della casa editrice, dovrebbe infatti esercitare l'opzione di prelazione prevista nel caso di cambio di proprietà. Anche qui era stato tirato in ballo il nome di Micheli, che di Calasso è amico, come possibile investitore. Notizia che poi lo stesso patron di Mito e consigliere della Scala ha smentito.

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