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EDITORIA&AFFARI 10 Ottobre Ott 2015 0800 10 ottobre 2015

Eyu e il Pd: la rete di relazioni nei media di Renzi

Il capo di Swg De Carolis. La famiglia Piacentini. Vecchia guardia Margherita. Chi c'è nella Eyu, la società che sta costruendo l'apparato editoriale del Pd.

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Il quotidiano l'Unità è tornato in edicola il 30 giugno 2015.

Riportata in edicola l'Unità con il sostegno di Banca Intesa SanPaolo, che ha garantito la fidejussione necessaria ai Pessina per risollevare la storica testata, il partito democratico di Matteo Renzi si appresta ad ampliare il perimetro dei propri media con progetti di sviluppo che riguardano soprattutto l'online.
In ballo c'è il potenziamento dell'Unità.Tv ma si parla anche di un ritorno in campo della defunta Europa, magari in versione solo digitale.

De Carolis, l'editoria del Pd e quel conflitto con Swg

Adrio Maria De Carolis.

Il centro intorno a cui tutto ruota è la società Eyu Srl., che è proprietaria del 19% de l'Unità: il resto è nelle mani della Piesse, editrice che fa capo al 60% a Guido Stefanelli (amministratore delegato del gruppo di costruzioni Pessina, ora anche ad de l'Unità) e al 40% a Massimo Pessina, presidente della compagnia.
L'Eyu è al 100% del Partito democratico, ha un capitale sociale deliberato di 855.448,48 euro, ma sottoscritto finora solo per 10 mila euro.
A giugno di quest'anno è entrata nell'azionariato la Pe Piacentini Editore Srl, società editoriale della famiglia Piacentini, titolare di una delle più grandi imprese italiane di costruzioni, attiva in molti mercati esteri, dal Costa Rica alla Libia, e che ha realizzato anche diverse opere pubbliche, molte in cantieri portuali.
I PIACENTINI TRA PARTITO E APPALTI. Gli imprenditori modenesi dovrebbero accollarsi il 40% dell'aumento, il resto, circa 500 mila euro, è in capo al Pd, reduce da una buona raccolta fondi del 2 per mille che ha portato nelle casse del partito 5,5 milioni di euro inaspettati.
Il consiglio di amministrazione di Eyu è presieduto da Adrio Maria De Carolis, classe 1967, originario di Paderno Dugnano, in Lombardia, enfant prodige della new economy italiana.
AFFARONE DA 100 MILIARDI. A 21 anni fondò la Datanord Multimedia, venduta poi alla bresciana Bipop, con la mediazione della banca d'affari Rothschild, per una cifra stellare. Il tutto un attimo prima che la bolla delle internet company scoppiasse.
«Ho ricevuto 68,8 miliardi per la mia quota del 41,7%», spiegò lui nel 2001 interpellato sull'operazione.
UNA STORIA TRA DC E FORZA ITALIA. Grande affare, in omaggio al quale il giovane imprenditore lombardo decise di chiamare la sua barca “grazie Bipop”.
Adrio è figlio di Massimo De Carolis, volto storico della Democrazia cristiana milanese, fondatore della “minoranza silenziosa” e vittima delle Brigate rosse negli Anni 70 (fu sequestrato e gambizzato dai terroristi), che a metà degli Anni 90 passò, cuore e voti, con Silvio Berlusconi in Forza Italia.
«Nel 1981, allo scoppio dello scandalo, P2, il suo nome sarà ritrovato negli elenchi degli affiliati alla loggia massonica coperta di Licio Gelli», si legge nel suo profilo su Wikipedia. Tessera numero 1815.
A CAPO DELLA SOCIETÀ DI SONDAGGI. Adrio non ha mai fatto politica ma impresa quella sì, e molta.
È, tra le altre cose, amministratore delegato di Swg, la società di sondaggi che all'inizio del 2015 ha ottenuto anche un appalto da Palazzo Chigi per rilevazioni con metodo Cati: sei mesi di contratto per un compenso complessivo di 41.610 euro.
De Carolis è anche azionista di maggioranza della Swg attraverso la Mowgli, una holding che possiede in società con Fabio Tacciaria, per anni direttore generale del gruppo Espresso.

Nel cda la figlia di Piacentini e la collaboratrice di Lusi

Dino Piacentini.

Il presidente della Eyu è colui che ha pensato e portato a termine, insieme con il tesoriere del Pd Francesco Bonifazi, l'operazione Unità e che ora punta ad ampliare la rete editoriale dei dem, stringendo alleanze con grandi gruppi imprenditoriali.
A lui si deve l'ingresso nella società dei costruttori Piacentini, dinastia industriale del modenese, considerata vicina alla sinistra renziana.
Dino Piacentini, il leader del gruppo, è presidente dell'Aniem, l'associazione nazionale delle aziende edili manifatturiere, ex vice presidente del Modena Volley, main sponsor del Ravenna Basket.
PROPRIETARI DI PRIMA PAGINA. Nel 2014 è stato tra i principali sostenitori della corsa alle primarie per il candidato sindaco di Modena della cattolico-renziana Francesca Maletti, poi sconfitta dallo sfidante Gian Carlo Muzzarelli.
I Piacentini sono anche i proprietari di Prima Pagina, quotidiano modenese, attraverso la Pe Piacentini editore Srl, il cui presidente, Simone Torrini, ora siede nel consiglio di amministrazione della Eyu insieme con De Carolis.
MOLTE TESORERIE, POCA EDITORIA. Nel cda della società siede anche la figlia di Dino, Federica Piacentini, classe 1992, nominata a giugno del 2015.
Gli altri consiglieri sono Sandro Pontigia, commercialista toscano, di Viareggio, e Antonella Trivisonno, ex collaboratrice di Domenico Lusi, con cui ha lavorato dal 2006 nella tesoreria della Margherita.
Nel luglio 2008 Trivisonno è passata al Pd, con il tesoriere Antonio Misiani, che è stato poi sostituito da Bonifazi con la vittoria di Renzi.
Il capitalismo di relazione è morto, va ripetendo il segretario. Sarà, ma quello del Pd sembra in ottima salute.

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