Giampaolo Grandi 151015104417
EDITORIA 15 Ottobre Ott 2015 1044 15 ottobre 2015

Condé Nast verso il rinnovo della solidarietà

In 60 sono usciti volontariamente. Ora l'azienda punta a evitare i licenziamenti.

  • ...

Giampaolo Grandi, amministratore delegato di Condé Nast Italia.

Bisogna che tutto cambi perché niente cambi. Lo slogan di gattopardiana memoria è perfetto per descrivere la situazione di Condé Nast Italia. Dopo due anni di contenimento dei costi e una recente finestra di uscite volontarie incentivate con due annualità di stipendio, l'editore che pubblica, tra le altre, Vanity Fair, Vogue e Glamour (e che potrebbe salutare il direttore generale Fedele Usai, in pole position per la sostituzione di Pietro Scott Jovane in Rcs) è alle soglie del rinnovo della solidarietà contrattuale.
MOL VERSO I 17 MILIONI. Per completare il piano di tagli da 70 esuberi non bastano il cambio di periodicità di Wired (la testata più colpita da tagli e spostamenti, con una redazione ridotta da 16 a sette unità, compreso un part time) e l'addio di 60 dipendenti: 30 giornalisti tra cui due direttori (Massimo Russo di Wired e Giuliana Parabiago di Vogue Sposa e Vogue Bambini). Nonostante un bilancio 2014 che si è chiuso in attivo e un margine operativo lordo di 13 milioni di euro che si avvia verso i 17 a fine anno, a preoccupare sono la contrazione del mercato pubblicitario e un utile che tra il 2008 e il 2014 ha perso il 32% (70 milioni di euro), e all'appello mancano ancora 1,7 milioni di tagli.
ALTRI 20 TAGLI O SOLIDARIETÀ. Tradotto in soldoni: altri 20 giornalisti o, in alternativa, due anni di solidarietà. Un'ipotesi che all'azienda piace e che di fatto sembra aver bloccato le trattative per le uscite. A Vanity Fair, dove oltre all'addio di Gabriele Romagnoli (editor at large del settimanale dopo essere stato direttore di GQ) si sono registrate le uscite del caporedattore centrale Gianluca Beltrame e di quello dell'attualità Francesco Briglia, si vociferava di una dozzina di lettere recapitate soprattutto ai giornalisti assorbiti dopo la chiusura di Myself, ma ora tutto si sarebbe fermato.
UNA PROPOSTA ANCORA DA VOTARE. La solidarietà contrattuale consentirebbe all'amministratore delegato Giampaolo Grandi di portare a compimento la missione affidatagli dalla casa madre americana senza dover ricorrere allo strumento dei licenziamenti individuali, da sempre considerato come extrema ratio. L'ipotesi sarebbe sponsorizzata dal comitato di redazione, ma deve ancora essere sottoposta al voto dell'assemblea dei giornalisti, e non tutti, stavolta, sembrano essere favorevoli.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso