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STAMPA 20 Ottobre Ott 2015 1144 20 ottobre 2015

Sky, Murdoch jr. a cena col gotha dell'editoria italiana

A Firenze per un convegno, James incontra i big della stampa nazionale. E rilancia la sfida: «Ci riprenderemo la Champions».

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James Murdoch, presidente di Sky Italia.

A cena con James Murdoch, la sera del 19 ottobre, c'era il gotha dell'editoria e delle telecomunicazioni italiane. Sul roof del Westin Excelsior di Firenze, ospiti del padrone di casa Andrea Ceccherini, animatore dell' Osservatorio permanente giovani editori, oltre all'amministratore delegato della 21st Century Fox, tutto lo staff di Sky con l'amministratore delegato Zappia e il numero 2 Scrosati. Giuseppe Recchi, presidente di Telecom, Alessandro Bompieri, direttore generale Rcs, Donatella Treu (ad Sole24Ore), Andrea Bocelli, Andrea Riffeser, l'ex direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, e un gruppo di direttori di quotidiani e tivù.
«LA CONCORRENZA FA BENE». Insieme hanno parlato delle nuove sfide dell'editoria, proseguendo il discorso già avviato da Murdoch al teatro Odeon di Firenze, durante l'inaugurazione della sedicesima edizione de 'Il quotidiano in classe'.
Davanti a un nutrito numero di studenti delle superiori, il presidente di Sky ha risposto alle domande più disparate. A chi si lamentava per la mancata acquisizione da parte della sua azienda dei diritti tivù per la Champions League, Murdoch ha risposto: «La prossima volta ci adopereremo per portarla a Sky Italia. Il mio direttore generale si lamenta che non gli avevo dato abbastanza soldi».
Nessun dramma, però, perché « la concorrenza fa bene all'innovazione. Nei prossimi tre anni il panorama dell'editoria cambierà notevolmente». Una delle prime novità è quella rappresentata da Netflix, «una fantastica società ma dovrà concorrere come tutti, dovranno essere competitivi e avere successo per un certo periodo: bisogna vedere se sarà duraturo».
«ITALIA MERCATO IN CRESCITA». La famiglia Murdoch non rimpiange l'ingresso nel nostro Paese, anzi, ci scommette forte: «L'Italia è stata un mercato difficile, ma per noi ora è il secondo mercato in Europa, e vedremo una grande crescita».
Il presidente di Sky ha proseguito: «Quando siamo arrivati in Italia, il Paese dal punto di vista del mercato televisivo era in una situazione uguale a 20 anni prima, e noi abbiamo visto l'opportunità di creare una tivù digitale del 21esimo secolo».
Ma l'offerta deve ancora migliorare, perché «i consumatori italiani meritano buona scelta e alta qualità», e «abbiamo grandi speranze che la nuova generazione di consumatori sarà sempre più esigente».

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