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MEDIA 22 Ottobre Ott 2015 1500 22 ottobre 2015

Digital News Initiative, Google apre il bando

Aziende editoriali e singoli freelance hanno sei settimane di tempo per presentare i loro progetti. In palio finanziamenti da 150 milioni di euro.

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Parte giovedì 22 ottobre la Google Digital News Initiative.

La Digital News Initiative (Dni) di Google apre i battenti giovedì 22 ottobre, offrendo una finestra di sei settimane ad aziende editoriali e singoli freelance per la presentazione di progetti innovativi nel campo del giornalismo online. In palio ci sono finanziamenti da 150 milioni di euro per tre anni, distribuiti dal Fondo per l'innovazione istituito da Big G. Il sito con tutti i dettagli è accessibile cliccando su questo link.
Ogni anno ci saranno almeno due sessioni utili per le candidature e i progetti dovranno essere scritti in inglese. Il primo round si chiuderà il 4 dicembre 2015, quello successivo inizierà nella primavera del 2016.
CAMPO APERTO PER L'INNOVAZIONE. Nessun limite e nessuna definizione prescrittiva di cosa Big G e i suoi partner - Les Echos, Faz, Financial Times, Guardian, NRC Media, El Pais, La Stampa e Die Zeit - intendano per «innovazione». Massima apertura per la creatività dei soggetti partecipanti, con un occhio attento alla sostenibilità del modello di business proposto. Madhav Chinappa, Head of Strategic Relations di Google, precisa che i primi finanziamenti saranno erogati «all'inizio del 2016».
PREMIATA LA COMPONENTE DIGITALE. Il Fondo è a caccia di progetti che propongano «un nuovo modo di pensare nell’ambito del giornalismo digitale, che supportino lo sviluppo di nuovi modelli di business o anche che cambino le abitudini degli utenti per quanto riguarda le news digitali. I progetti possono avere un forte carattere sperimentale, ma devono avere degli obiettivi ben definiti e una componente digitale significativa. Non è necessario usare alcun prodotto di Google. Avranno successo i progetti caratterizzati da innovazione e impatto positivo sulla produzione di giornalismo digitale originale e sulla sostenibilità futura del settore».
TRE CATEGORIE DI FINANZIAMENTI. Editori già affermati, realtà attive esclusivamente online, nuove start-up, partnership collaborative e singoli individui residenti nei Paesi dell'Unione europea: il Fondo si rivolge a una platea abbastanza diversificata. Le categorie di finanziamento sono tre.
PROTOTIPI FINO A 50 MILA EURO. La prima, fino a 50 mila euro, è dedicata ai prototipi: progetti in fase iniziale, «con idee ancora da mettere in pratica e presupposti ancora da dimostrare». Questi progetti verranno valutati più rapidamente degli altri e il Fondo ne finanzierà il 100% del costo totale.
MEDIE DIMENSIONI FINO A 300 MILA EURO. La seconda categoria riguarda i progetti di medie dimensioni che richiedono fino a 300 mila euro, coperti dal Fondo fino al 70% del costo totale.
GRANDI DIMENSIONI OLTRE 300 MILA EURO. La terza categoria, progetti di grandi dimensioni, è aperta infine alle organizzazioni che richiedono un finanziamento superiore a 300 mila euro, coperto fino al 70% con un limite massimo di 1 milione di euro. Eccezioni a tale limite sono previste solo per progetti che siano collaborativi (ad esempio progetti internazionali, che coinvolgano un intero settore o che coinvolgano più organizzazioni), oppure che apportino benefici significativi all’intero ecosistema dell’informazione.
COME AVVIENE LA SELEZIONE. Ma come verranno selezionati i progetti ritenuti meritevoli di finanziamento? La prima valutazione sarà affidata a un Project team, formato da professionisti del settore e da membri dello staff di Google. Poi la palla passerà al Council del Fondo, per il finanziamento dei prototipi e dei progetti di medie dimensioni. Il Council supervisionerà il processo di selezione e includerà 13 membri, il tredicesimo dei quali verrà annunciato sul sito dell’iniziativa. Al Council spetterà infine votare sui progetti di grandi dimensioni.
CHI SONO I MEMBRI DELLA GIURIA. Ecco chi sono i membri del Council. Joao Palmeiro, presidente dell’associazione degli editori portoghese e presidente del Council. Alexander Asseily, fondatore e Ceo di State. Arianna Ciccone, cofondatrice e direttrice del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. Bartosz Hojka, Ceo di Agora S.A. Katharina Borchert, managing director online per Der Spiegel.Veit Dengler, Ceo, Neue Zürcher Zeitung. Rosalia Lloret, responsabile delle relazioni istituzionali della Online Publishers’ Association Europe. Bruno Patino, preside della Scuola di giornalismo di Sciences-Po. Murdoch MacLennan, Ceo del Telegraph Media Group. Madhav Chinnappa, Head of Strategic Relations, News and Publishers, Google. Torsten Schuppe, Director of Marketing EMEA, Google. Ronan Harris, Vice President, Google.
VERSO UN ECOSISTEMA INFORMATIVO SOSTENIBILE. La Digital News Initiative costituisce per Google un nuovo punto di partenza nel rapporto con gli editori, e più in generale con chi produce informazione su Internet. Un modo concreto per rispondere alle critiche relative alla gestione delle notizie effettuata tramite l'aggregatore Google News, che in passato hanno spinto Agence France-Presse a denunciare il servizio per utilizzo di materiale giornalistico senza averne pagato i diritti e la Fieg a protestare con l'Anitrust per la segretezza dell'algoritmo di indicizzazione.

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