Rizzoli Periodici Sede 130506135830
EDITORIA 13 Novembre Nov 2015 0958 13 novembre 2015

Rcs, perdite e pochi ricavi: il cda chiede più tempo

Indebitamento a 500 milioni e proventi diminuiti. Nonostante la vendita della divisione Libri. Con le banche niente intesa.

  • ...

La sede dei periodici di Rcs, in via Rizzoli a Crescenzago.

Mezzo miliardo di debiti e ricavi che diminuiscono rispetto al 2014.
Brusco risveglio per Rcs mediagroup che tira le somme di un anno difficile, durante il quale la società è stata impegnata in un corposo piano di dismissioni - ultima la vendita della divisione Libri - per ripianare una situazione finanziaria molto fragile ed evitare un ulteriore aumento di capitale. Il raccolto non è incoraggiante.
RICAVI IN CALO DEL 3,7%. Nei primi 9 mesi del 2015, l'azienda che edita il Corriere della sera e La Gazzetta dello sport ha incassato 743 milioni di ricavi, in calo del 3,7% rispetto a 12 mesi prima (771,8).
Con delle differenze.
Mentre le attività digitali hanno fruttato il 3,3% in più rispetto al 2014 - superando i 113 milioni di ricavi - i proventi arrivati dalla vendita dei prodotti editoriali sono diminuiti.
«I ricavi diffusionali ammontano a 323,8 milioni di euro, in flessione di 10,6 milioni rispetto al pari periodo 2014», spiega in una nota la società.
Idem i ricavi pubblicitari, «in decremento rispetto al pari periodo 2014 di 14 milioni, principalmente per l’andamento di Media Italia».
MEZZO MILIARDO DI DEBITI. Ma il dato che più preoccupa è quello relativo all'indebitamento netto, parametro fondamentale per tenere buone le banche finanziatrici ed evitare un nuovo aumento di capitale che i soci non hanno alcuna voglia di sottoscrivere.
Siamo a quota 500 milioni di euro. Era a 515,3 milioni il 30 settembre 2014.
C'è da dire però che la società non ha ancora incassato i soldi della cessione della Rizzoli.
Migliora il margine operativo lordo prima degli oneri non ricorrenti a 17,4 milioni (da 9,2) e passa in positivo il mol post oneri non ricorrenti, per 4,5 milioni (-17,9 milioni l'anno precedente).
La perdita netta dei primi nove mesi del 2015 è salito invece a 126,4 milioni, di cui 33,8 relativi alle attività dismesse e in via di dismissione, contro il rosso di 93,1 milioni del 2014.

Il cda chiede una proroga sull'aumento di capitale

Laura Cioli.

La strada per il nuovo amministratore delegato, Laura Cioli, si fa in salita.
I consiglieri avevano la delega a chiamare un nuovo aumento di capitale entro il 2015, se i conti a fine anno l'avessero reso necessario, pena la responsabilità di non aver tutelato la continuità aziendale.
Ora hanno chiesto, in sostanza, una proroga agli azionisti, cioè la delega ad aumentare il capitale sociale a pagamento, fino a 200 milioni di euro, entro il 30 giugno 2017.
SERVE UN NUOVO PIANO INDUSTRIALE. Un tempo necessario per mettere a punto il nuovo piano industriale «e ridefinire, sulla base di tale piano, le migliori condizioni e termini del contratto di finanziamento con le banche finanziatrici», spiega l'azienda.
«Riservandosi l'eventuale esercizio della delega di aumento di capitale entro un arco temporale più ampio alla luce di una meditata valutazione e accertamento della più efficiente struttura patrimoniale e finanziaria della società».
ANCORA NESSUN ACCORDO CON LE BANCHE. Bisogna capire però la posizione della banche azioniste e creditrici, perché senza soldi, non c'è piano industriale.
Le trattative sono in corso, ma la stessa azienda ha fatto sapere che, data la «presenza di significative incertezze» sul prevedibile mancato rispetto degli impegni finanziari al 31 dicembre e il verificarsi dei 'triggering events' sugli impegni finanziari al 30 settembre, l'accordo con gli istituti non è stato ancora trovato. Il nuovo piano industriale della società sarà presentato entro il 22 dicembre.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso