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PROFILO 15 Marzo Mar 2016 1400 15 marzo 2016

Beppe Caschetto, trame e obiettivi del manager tivù

L'agente di Bignardi, Annunziata e Parodi cerca nuovi sbocchi. Ora muove i fili di RaiTre e La7. Ma vuole spazio in Mediaset e conquistare RaiUno per Fazio. 

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Giuseppe Beppe Caschetto.

Nell’era della comunicazione trasversale, dei social come specchio riflettente della realtà, che non sempre corrisponde al vero, c’è ancora chi vive in un'altra dimensione, pur avendo saldamente in mano le redini del gioco.
Parlando di sé Beppe Caschetto - non un semplice agente delle star, ma colui che crea e distrugge una rete televisiva - ha sempre detto che preferisce «stare nascosto ed essere considerato autorevole. Credo nel teorema Cuccia».
Già, proprio lui, Enrico Cuccia, l’uomo di Mediobanca che ripeteva sempre: «Il peccato mortale di un banchiere è parlare».
DALLA SUA ITC 2000 PASSANO TUTTI. Altro che ospite nei dibattiti e nei talk show: Caschetto si limita a farli girare quei prodotti, non a frequentarli.
E il parallelo con Cuccia, l’uomo che per anni ha tenuto il pallino della finanza italiana, è quanto mai calzante.
La sua Itc 2000, agenzia di management e produzione, nel giro di questo ultimo anno è diventata una sorta di Mediobanca della televisione italiana, dalla quale passano un po’ tutti.
CON PRESTA SI DIVIDE IL MERCATO. E se gli ultimi dati dicono e Caschetto e Lucio Presta, il suo diretto concorrente nel settore che sta per buttarsi in politica, da soli gestiscono il 70% del mercato televisivo, gli ultimi sviluppi potrebbero spostare la percentuale ancor più a favore di Caschetto.
Con l’arrivo di Daria Bignardi alla direzione di RaiTre, l’agente silente ma onnipresente (battuta strappata nei corridoi di Viale Mazzini condita dal motivetto «ma ‘ndo vai se il Caschetto non c’è l’hai») ha ottenuto il pieno controllo della terza rete della Rai.
Di fatto sarà lui a fare il palinsesto e non la direttora neo nominata, la quale si limiterà a eseguire gli ordini.
PALINSESTI ARGOMENTO DECISIVO. Proprio in questi giorni in Rai sono alacremente al lavoro sui palinsesti autunnali del 2016, cartina di tornasole del processo innovativo del direttore generale Antonio Campo Dall’Orto, e il via vai degli agenti è costante.
Solo Caschetto può permettersi il lusso di soggiornare a Roma senza fare la fila a Viale Mazzini.
In Rai c’è già chi lavora per lui.
E semmai dovesse presentarsi qualche problema, magari sull’affare Crozza che la tivù pubblica ha deciso di riprendere in mano, c’è sempre il modo per saltare la fila.

Quel che manca al suo anello magico? RaiUno e Mediaset

Silvio Berlusconi ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa.

Della scuderia Caschetto, in quota Rai, fanno parte Lucia Annunziata, Nicola Porro e Cristina Parodi, conduttori-giornalisti dal peso politico non indifferente.
Tanto per avere un’idea del loro valore contrattuale, quando Giovanni Floris, ennesimo pezzo pregiato di Caschetto, decise di lasciare la Rai per La7, altra terra nel pieno controllo del ''Cuccia della televisione'', la conduttrice di In Mezz’ora ne parlava già nei salotti un mese prima della firma.
Questo dimostra quanto sia pervasiva la presenza dei manager nella stesura dei palinsesti e nella realizzazione dei programmi.
MANOVRE SU FABIO FAZIO. Ma se Caschetto oggi può contare su due basi solide, La7 e RaiTre, quel che manca al suo anello magico sono RaiUno e Mediaset. Ed è su questi fronti che sta lavorando.
In particolare un nome della sua scuderia sta scalpitando per approdare sulla rete Ammiraglia: Fabio Fazio.
Proprio lui, il signore del salotto radical chic per antonomasia vuole andare su RaiUno e Caschetto sta lavorando per lui.
Sinora a bloccare l’operazione c’era il sostanziale ''no'' di Giancarlo Leone e l’indisponibilità delle risorse economiche.
Con l’arrivo di Campo Dall’Orto e il cambio della guardia alla direzione della rete la pratica si è riaperta. E potrebbe essere la volta buona.
LUCA TELESE NON BASTA. Poi c’è il fronte Mediaset. Allo stato attuale Caschetto punta ancora su Luca Telese, ma il solo Matrix non basta e il valzer delle conduzioni a Le Iene non è piaciuto al nuovo Cuccia.
Da qui il cambio di strategia e la voglia di aumentare il peso all’interno dell’azienda. Obiettivo che, se dovesse essere centrato, consegnerebbe a Caschetto una sorta di monopolio della tivù.
O quantomeno, l’Oscar catodico per numero di contratti. Perché la tivù, quella vera, non è affatto quella che si vede.

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