Grillo Casaleggio 130304220342
NOTA 1 Aprile Apr 2016 0800 01 aprile 2016

Lettera43.it passa a Casaleggio: il comunicato della redazione

I giornalisti contro la svendita della testata: «Restiamo fedeli alla nostra indipendenza».

  • ...

Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

COMUNICATO DELLA REDAZIONE

Apprendiamo con sconcerto e preoccupazione la vendita (o forse sarebbe meglio definirla «svendita») di Lettera43.it alla Casaleggio associati.
Pur comprendendo, ma non giustificando, le ragioni del mercato che impone fusioni e acquisizioni, i redattori del quotidiano fondato da Paolo Madron non ci stanno.
Quello che finora ci ha spinto a lavorare con entusiasmo a un progetto che abbiamo visto nascere è stata l'indipendenza della testata.
Essere una voce contro ci riempiva di orgoglio.
Tutto questo ora verrà meno.
Per questo siamo convinti che i nostri lettori debbano essere messi al corrente di ciò che sta accadendo in redazione.
Il direttore in pectore Andrea Scanzi ci sta già imponendo di imparare a memoria stralci del suo Ve lo do io Beppe Grillo.
Ha inoltre chiesto e ottenuto di eliminare dai muri di quella che era la 'nostra' casa le gigantografie dei piedi di Maria Elena Boschi facendole sostituire con quelli in decolleté di Virginia Raggi.
Le donne di Lettera43.it saranno costrette a indossare tailleur scuri e orecchini di perla proprio come la candidata di Roma nuova star della galassia pentastellata.
Diventare la voce, un'altra voce, della Casaleggio associati e finire in mano a una famiglia che già controlla un partito politico (no, non lo chiamiamo Movimento per onestà intellettuale) è inaccettabile e intollerabile.
Nessuno di noi metterà la propria professionalità al servizio del nuovo padrone.

Per questo la redazione indirà uno sciopero. Per dire no.
No a riunioni di redazioni in streaming sul Blog.
No a microchip sottocutanei a redattori e collaboratori.
No a controlli su mail e chat da parte del padrone Casaleggio.
No ad apriscatole sulle scrivanie.
No allo streaming nello spazio bar della redazione.
No a inchieste e contro-inchieste sul pericolo delle scie chimiche e sulla minaccia espansionista del grano saraceno.
No a reportage su valigie lasciate abbandonate davanti a stazioni ferroviarie e in metropolitana.
Ma soprattutto no ai pesci d'aprile (leggi come è andata).
Che consideriamo una classica strategia castista.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso