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GIORNALE 26 Aprile Apr 2016 1232 26 aprile 2016

L'Unità, i Pessina prendono tempo

Gli editori del quotidiano chiedono al liquidatore una proroga. I soldi sono finiti. Intanto circolano voci di un cambio alla direzione: in pole Rondolino e Romano.

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L'Unità è stata fondata da Antonio Gramsci nel 1924.

C'è una mail del 18 aprile 2016, inviata dall'amministratore delegato dell'Unità Srl Guido Stefanelli al liquidatore Giovanni Cabras, che spiega tutte le difficoltà economiche del quotidiano diretto da Erasmo D'Angelis: un giornale che ormai è arrivato a 'bruciare' 400 mila euro al mese.
Il documento che Lettera43.it ha potuto visionare ha come oggetto l'aggiudicazione del ramo d'azienda editoriale de l'Unità, dopo che l'asta giudiziaria di marzo è andata deserta.
«RINVIO DI 10 GIORNI». Nella mail Stefanelli, azionista di maggioranza del giornale con la Pessina Costruzioni, chiede di «promuovere un rinvio della data del rogito di circa 10 giorni per consentirci di valutare la possibilità di accollarci, con effetto novativo, talune passività della liquidazione sulla base delle risultanze in suo possesso».
E aggiunge: «Inoltre, l'impossibilità di disporre della bozza dell'atto di cessione, allo stato, ci preclude di ricorrere al credito bancario ai fine del pagamento corrispettivo».
In realtà il liquidatore aveva inviato una bozza, ma sta di fatto che i Pessina non si sono curati di concordare prima un testo di contratto.
CASSE ORMAI VUOTE. In pratica è un modo per prendere tempo, perché di soldi in cassa non ce ne sono più e di risorse per nuovi investimenti anche meno.
Ora la scadenza è il 4 maggio, anche se c'è già chi pensa a un nuovo rinvio nonostante ci sia una certa fretta per trovare i famosi 2 milioni di euro che continuano a mancare all'appello.
Il problema gira sempre intorno alla fidejussione di 10 milioni di euro - garantita da Banca Intesa - che se sarà escussa rischia di mettere in difficoltà economiche proprio i Pessina.
UNA «MALEDIZIONE». Qualcuno l'ha già ribattezzata «la maledizione de l'Unità» dopo che pure Renato Soru rimase scottato dagli investimenti sul quotidiano di Antonio Gramsci.

''Giglio magico'' in guerra: Lotti contro Bonifazi

Francesco Bonifazi, tesoriere del Pd.

Ma se nelle stanze della dirigenza si cerca di prendere tempo in preda a preoccupazioni di ogni tipo, tra cui i pagamenti dell'affitto della sede e gli stipendi dei giornalisti, nella redazione va ancora peggio.
Oltre allo scontro tra il quotidiano cartaceo e quello online, ben espresso dal comunicato dei primi per prendere le distanze dal secondo sul caso del video di Virginia Raggi scambiata per un'attivista berlusconiana, c'è chi dà ormai per conclusa l'esperienza di D’Angelis alla guida del giornale.
Sono stati diversi gli incontri tra gli addetti ai lavori, in particolare nel giglio magico renziano, sempre più ai ferri corti.
A coordinare i lavori è Luca Lotti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che avrebbe piazzato Antonio Funiciello sul dossier dopo l’estromissione del tesoriere del Partito democratico Francesco Bonifazi, in pessimi rapporti con l’editore.
D'ANGELIS A UN PASSO DALL'ADDIO. E nel frattempo da dentro il quotidiano c'è chi fa filtrare che forse già entro i primi di maggio l’Unità può avere un nuovo direttore.
Nonostante la richiesta di rinvio al liquidatore gli editori Pessina e Stefanelli, gli editori del giornale del Pd, si sono detti disponibili a nuovi investimenti e a nuove perdite, a patto che il direttore sia rapidamente sostituito.
Gli stessi giornalisti darebbero ancora credito alla Pessina Costruzioni, tanto che avrebbero rinviato uno sciopero per la situazione in cui versa il giornale.

L'intervista sul «giornalismo 2.0» ha danneggiato il brand

Virginia Raggi (a destra) confrontata con la persona ritratta nel video pubblicato su l'Unità Tv.

Di certo c'è che l’ormai famosa intervista sul «giornalismo 2.0» per giustificare la pubblicazione del video su Virginia Raggi da parte di Unitàtv è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Per gli editori si tratterebbe di un danno al brand di proporzioni incalcolabili.
Ma a quanto pare lo stesso Renzi avrebbe iniziato a storcere il naso su D'Angelis.
FASTIDI SUL CASO SAVIANO. Il premier e segretario del Pd, a quanto suggeriscono fonti informate, «non avrebbe gradito la difesa in prima pagina di Saviano all’indomani dell’attacco di Travaglio a Fabrizio Rondolino, che di Saviano aveva criticato i “metodi mafiosetti”. Non soltanto perché l’articolo di Rondolino (in difesa del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi) era stato sollecitato dallo stesso premier, ma anche e soprattutto perché un capo ha sempre il dovere di difendere i suoi».
ROMANO E RONDOLINO IN POLE. I candidati alla successione che girano in questi giorni sono molti.
Circolano i nomi del deputato Andrea Romano - che con la direzione de l’Unità potrebbe veder compensata della sua mancata nomina a sottosegretario nell’ultimo rimpasto - e di Riccardo Luna, che piace a Renzi.
Ma è più probabile che alla fine si possa convergere su un interno, proprio come Fabrizio Rondolino.
Anche se Lotti avrebbe un altro nome al momento coperto da sottoporre a Renzi. E il premier a quanto pare potrebbe decidere molto presto.


Twitter @ARoldering

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