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TELEVISIONE 12 Maggio Mag 2016 1330 12 maggio 2016

Palinsesti, La7 studia da servizio pubblico

Cairo sperimenta sull'informazione. Lancia A cena da me prima di Mentana. Pensa di spostare Merlino. E la rete rivendica una quota del canone. La strategia.

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In fondo il telegiornale di Enrico Mentana, ''Chicco'' per amici e telespettatori, è il vero punto di forza di La7.
Certo, non è il perno attorno al quale ruota l’emittente, però ne condiziona le scelte e ne orienta la linea politica, dandole autorevolezza.
Solo Giovanni Floris, con il suo talk show DiMartedì, può vantare altrettanta credibilità e peso specifico nel dibattito.
Elementi, questi, che non si basano solo sugli ascolti, ma anche sui contenuti.
A CENA DA ME COME TRAINO. Se però il conduttore del martedì sera può contare sulle proprie forze, Mentana, come tutti gli altri telegiornali, ha bisogno di un traino degno di esser definito tale.
E cosi dal 23 maggio 2016 sull’emittente di Urbano Cairo debutta A cena da me, un nuovo programma targato Magnolia che nel resto del mondo ha ottenuto grande successo di pubblico, andando in onda in 36 Paesi.
L’appuntamento è tutti i giorni dal lunedì al venerdì a partire dalle 19.
GRANDE SUCCESSO INGLESE. Si tratta della versione italiana di un grande successo della tivù inglese, Come dine with me, che è arrivato addirittura a 33 edizioni ed è diventato un fenomeno il costume, non solo televisivo.
In Italia il pubblico di La7 potrà seguire A cena da me fino al 15 luglio.
Un periodo sufficientemente ampio pere capire quanto questo prodotto possa portare in dote a Mentana e al suo telegiornale, considerato dalla maggior parte degli addetti ai lavori il vero servizio pubblico.
SPERIMENTAZIONI AL VIA. E proprio perché la rete di Cairo ambisce a questo ruolo, nonostante sia ad appannaggio della Rai per una strana combinazione politica, l’estate riporta su La7 le sperimentazioni nel campo dell’informazione.

Per l'estate in arrivo programmi dedicati allo sport

Myrta Merlino, giornalista di La7.

Fra le novità potrebbero esserci dei programmi dedicati allo sport, dato che gli avvenimenti calcistici e non erano finiti in cantina.
La stagione più calda dell’anno, insomma, potrebbe essere un banco di prova in vista dell’autunno, dove talk e approfondimenti vari sono ancora un punto di riferimento.
Per La7 si tratta di riaccendere i motori, compresi quelli della redazione sportiva, dato che il settore attira investitori ed è ovvio che Cairo abbia deciso di scongelare il tutto e rimettersi sul mercato.
Ovviamente sono i risultati a stabilire come muoversi nel corso della stagione invernale.
MERLINO DA VALORIZZARE. Nel frattempo la rete sta meditando come sfruttare meglio Myrta Merlino.
La conduttrice de L’Aria che tira resta in pole per la promozione in prima serata, dato che ci sono varie caselle da riempire, anche se le offerte arrivate dall’esterno (Mediaset in particolare) hanno in qualche modo frenato la giornalista.
Prima di ogni decisione vuole valutare attentamente i pro e contro.
VERSO SFIDE PIÙ ALLETTANTI. Restare a La7 significa che l’emittente ha deciso davvero d’investire su di lei, andarsene presuppone che le nuove sfide sono più allentanti di quello che già si conosce.
Insomma, un bel tira e molla.

La rete chiede il riconoscimento di una quota del canone

Urbano Cairo, proprietario di La7.

Di certo La7 sta tentando il salto di qualità.
L’amministratore delegato Marco Ghigliani lo ha spiegato: «Anche noi abbiamo caratteristiche da servizio pubblico, mi chiedo perché non accettare che la concessione venga attribuita secondo procedure competitive o che ci venga riconosciuta una quota del canone».
Un ragionamento, quello del manager della tivù di Cairo, messo sul tavolo in occasione del convegno “VinceRai o perdeRai, rinnovo della convenzione: il servizio pubblico rischia tutto”, svoltosi nella sala Capitolare della biblioteca Giovanni Spadolini del Senato della Repubblica.
RIEQUILIBRIO PUBBLICITARIO. «Se invece si vuole assegnare il canone a un solo soggetto», ha spiegato Ghigliani, «allora bisogna puntare a un riequilibrio della raccolta pubblicitaria, anche perché la Rai in questi anni ha applicato politiche commerciali molto aggressive».
Secondo il manager gli strumenti per riportare un equilibrio «possono essere diversi, come il divieto della pubblicità su alcuni canali della Rai o il rafforzamento dei limiti in alcune fasce orarie».
UN PIANO PER DIVENTARE GRANDI. Va detto che La7 produce il 30% in più d’informazione rispetto alle altre reti generaliste e l’85% delle produzioni sono interne.
Insomma, per la rete è davvero arrivato il momento di diventare grande, facendo le stesse cose che fanno i grandi. Ma deve farei i conti con mezzi minori. E senza avere il canone.

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