Giacomelli 141125114916
VIALE MAZZINI 27 Maggio Mag 2016 1200 27 maggio 2016

Meli alla Rai, come Renzi cambia la tivù pubblica

Bocciata l'informazione Rai. Per Ballarò si fa largo la notista politica del Corsera. E senza big, l'intrattenimento leggero affidato alla strana coppia Ferilli-Volo.

  • ...

Antonello Giacomelli.

Che la nuova Rai non piaccia al governo non è più un’ipotesi, ma una certezza.
E pensare che l’amministratore delegato Antonio Campo Dall’Orto è stato scelto e indicato proprio dal presidente del Consiglio Matteo Renzi sin dai tempi delle prime Leopolde.
A certificare il malessere è stato il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, in occasione della sua audizione in Commissione di Vigilanza.
INFORMAZIONE DA RIVEDERE. Di fatto l’esponente dell’esecutivo, da democristiano doc quale è - anche se sul suo profilo ufficiale ha cancellato quel passato di segretario comunale e provinciale della Dc pratese, prima che venisse travolta da Tangentopoli, e di portatore di voti della corrente andreottiana, ricordando solo i trascorsi da giornalista alla corte di Cecchi Gori a Firenze -, ha bocciato la gestione dell’attuale dirigenza, sollecitando un intervento deciso sul sistema dell’informazione.
Una materia che sta parecchio a cuore al premier.
In fondo questa Rai non piace al governo perché non asseconda la narrazione di Palazzo Chigi.
Ma la tivù pubblica potrebbe iniziare a non piacere più anche al pubblico dei telespettatori, già esasperati per il canone in bolletta, dato che gli ascolti registrano una forte frenata per i programmi Rai.
I BIG SCARSEGGIANO. Secondo gli analisti del settore mancano uomini e idee vincenti.
E le prospettive per i prossimi palinsesti non sono certo delle migliori, visto che i big - da Maurizio Crozza a Paolo Bonolis, passando per Fiorello - hanno preferito restare dove sono o scegliere strade alternative.
Per questa ragione la Rai avrebbe intenzione di affidare sei prime serate alla strana coppia Sabrina Ferilli- Fabio Volo, personaggi noti ma dalla scarsa esperienza televisiva.

Virata verso l'intrattenimento leggero

Maria Teresa Meli.

Il format, al momento, sarebbe in corso di definizione, ma quello su cui vuol puntare la tivù pubblica è il nome degli artisti scelti.
E stando a quanto hanno fatto vedere sino a oggi c’è da credere che la virata verso l’intrattenimento leggero sarà il leitmotiv di tutti i palinsesti delle tre reti generaliste.
Dopotutto al governo interessa solo il pacchetto dell’informazione: meno invasiva e fatta meglio, secondo il disegno tratteggiato da Palazzo Chigi.
TAGLIO AI TALK SHOW. Soprattutto per quanto riguarda i talk show che sono destinati a subire un taglio drastico.
A partire da Virus, l’approfondimento di RaiDue condotto da Nicola Porro sostituito da film americani.
Ancora incerto il destino di Ballarò, lo spazio di RaiTre di Massimo Giannini.
Al suo posto potrebbe arrivare Pif, magari con la compagna, la santorina Giulia Innocenti, in modo da cambiare completamente la formula del programma.
In fondo il tema centrale dell'autunno 2016 sarà il referendum sulle riforme costituzionali di ottobre e la Rai non può certo giocare contro il manovratore.
GIRA IL NOME DI MELI. Non a caso il nome di Maria Teresa Meli, notista politica del Corriere della sera e renziana di provata fede, gira con sempre più insistenza.
Con lei in conduzione Ballarò diventerebbe il megafono del governo, per contrastare la concorrenza di DiMartedì, ovvero il format di Giovanni Floris su La7 che fa sempre le pulci all’esecutivo.
Nel frattempo però c’è da sistemare i telegiornali. Dopo le Amministrative è previsto il valzer dei direttori di testata.
L'unico che potrebbe rimanere al suo posto è il timoniere del Tg1, Mario Orfeo, considerata la rete politica di protezione che si è andato costruendo in questi mesi.
Uno scudo che va ben al di là degli ascolti. Che non sono più un elemento di riflessione.
Per il Tg2 e il Tg3 invece impazza il toto nomine: ormai gli attuali direttori sono dati in uscita.

Correlati

Potresti esserti perso