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SERVIZIO PUBBLICO 30 Maggio Mag 2016 1152 30 maggio 2016

Rai, le critiche a Campo Dall'Orto: ora il dg rischia

Cda esautorato. Mancanza di un piano industriale. Risorse interne mortificate. Renzi pensa di sostituire il dg Campo Dall'Orto. E Verdelli medita di andarsene.

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Il d.g. Rai Antonio Campo dall'Orto.

Serviva solo un'occasione perché contro la Rai voluta dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, ma contestata anche da molti autorevoli rappresentanti del Partito democratico, si scatenasse la bufera.
Il via libera alla polemica è stato dato da Luigi Bisignani, che domenica 29 maggio 2016, dalle colonne de Il Tempo ha attaccato con decisione la gestione del direttore generale di Viale Mazzini Antonio Campo Dall'Orto e la piega presa dal servizio pubblico.
A cogliere immediatamente la palla al balzo sono stati Forza Italia, Nuovo centrodestra e Lega Nord, che hanno concentrato le critiche contro la dirigenza scelta dal premier.
Però il malcontento diffuso è scaturito anche da deputati dem, dal sindacato aziendale e dallo stesso consiglio d'amministrazione.
Ed è proprio il ruolo del cda nella dirigenza uno dei punti più dibattuti: esautorato e spesso scavalcato, secondo i detrattori di Renzi è diventato un docile strumento di decisioni prese dall'alto.
«IMBARAZZANTE PER I CONSIGLIERI». Fabrizio Cicchitto di Ncd ha dichiarato: «Non si può non esprimere preoccupazione su quello che sta avvenendo in Rai».
E ancora: «È fuor di dubbio che i consiglieri vadano messi nella condizione di poter operare: se si pensa di scavalcarli, con decisioni che tra l'altro guardano sempre e solo all'esterno e mai alle risorse interne della Rai, è evidente che per gli stessi consiglieri il loro incarico diventa per lo meno imbarazzante».
Considerazioni condivise da molti, a cui si aggiunge l'allarme per il futuro dell'azienda, i cui numeri in termini di ascolti e non sembrano confortanti.
RISORSE INTERNE MORTIFICATE. Non solo: i malumori nascono anche da un modesto piano industriale, dalla mortificazione delle risorse interne a vantaggio di esterni «con il solo merito di essersi accampati dalle parti del ''Giglio magico''», secondo l'articolo che ha aperto il vaso di Pandora.
Secondo Gianfranco Librandi di Scelta civica, «l'azienda deve approvare un piano quanto prima perché gli obiettivi sono tali se sono fattibili e se si spiega appunto come possono essere raggiunti. Ci auguriamo che nei prossimi giorni possa arrivare un sussulto d'orgoglio da parte di chi è chiamato a dirigere un settore importante della vita culturale del nostro Paese».

A guidare la protesta c'è Freccero: «Concezione renziana del potere»

Una riunione del consiglio di amministrazione Rai. In primo piano la presidente Monica Maggioni, in piedi il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto.

Il sussulto non è tardato ad arrivare, con le repliche dei consiglieri Rai a confermare le criticità della modalità nella gestione aziendale.
In testa a tutti Carlo Freccero, che sempre su Il Tempo ha denunciato «la nuova concezione renziana per cui tutto il potere deve essere concentrato nell'esecutivo: amministratore delegato per la Rai e presidente del Consiglio per il Paese».
Dietro di lui, i consiglieri Diaconale, Mazzucca e Messa, tutti concordi nel criticare il corso imposto dal governo, ma non disposti a mollare per non lasciare il servizio pubblico ancor più in mano di un'amministrazione incontrastata.
PRONTA UNA VIA D'USCITA. Ma sarebbe sbagliato pensare che Renzi resti a guardare senza far nulla mentre le conseguenze negative del sistema che ha creato vengono a galla.
Nemmeno al premier può andar bene una Rai alla deriva, e da sempre più parti giungono voci di una possibile manovra per sostituire Campo Dall'Orto in caso di emergenza.
Non è un caso, secondo molti, che in commissione di Vigilanza Rai a protestare con più forza contro il dg sia stato proprio Antonello Giacomelli, sottosegretario alle comunicazioni.
DI SIERVO E ANZALDI CRITICI. Né che a essersi dimesso dall'azienda sia stato un altro renziano, Luigi di Siervo, o che tra le voci polemiche ci siano non solo quelle del centrodestra e delle opposizioni, ma anche quella di Michele Anzaldi, deputato Pd e segretario della Commissione di Vigilanza.
Segnali che a molti sono sembrati indicativi di una manovra per silurare Campo Dall'Orto da dentro il partito.
Un «nuovo Marino», secondo i più maliziosi. A corroborare la tesi, la notizia dell'apertura di un fascicolo da parte dell'Anticorruzione del fedelissimo Raffaele Cantone, guarda caso proprio su quelle assunzioni esterne a scapito delle risorse aziendali.
E, ciliegina sulla torta, stanno montando le voci di imminenti dimissioni di Carlo Verdelli, direttore editoriale per l'Offerta informativa, il quale lamenterebbe il fatto di non aver alcun potere decisionale nella gestione dell'informazione della tivù pubblica.

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