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EDITORIA 1 Giugno Giu 2016 1949 01 giugno 2016

L'Unità riduce la distribuzione, la redazione protesta

Il quotidiano rilanciato da Renzi non naviga in buone acque, e l'editore taglia i costi. I giornalisti: «Ridotti a meno della metà delle regioni italiane, siamo un giornale nazionale».

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L'assemblea delle redattrici e dei redattori dell'Unità ha espresso «netta contrarietà alla decisione assunta unilateralmente dall'azienda di ridurre la distribuzione del nostro giornale in meno della metà delle Regioni italiane».
«IMPOVERIMENTO DEL PRODOTTO». Lo annuncia il comitato di redazione in una nota. «Si tratta di un impoverimento del prodotto. Chiediamo l'immediata apertura di un tavolo aziendale», si legge nella nota, «per discutere finalmente di un serio piano industriale e editoriale che garantisca il rafforzamento del giornale e mantenga il suo carattere di giornale nazionale».
RIMANDATO UN POSSIBILE FALLIMENTO. Il quotidiano rilanciato dal governo Renzi nel giugno 2015 non naviga in buone acque e la proprietà sta cercando di ridurre il più possibile i costi. Secondo quanto riportato da Lettera43, il possibile fallimento del giornale dei Pessina-Stefanelli e del Pd sarebbe alle porte, con il liquidatore Giovanni Cabras che sarebbe dell'idea di concedere ancora una settimana all'editore per pagare i debiti prima di escutere la fideiussione da 10 milioni di euro con Banca Intesa.
NON DANNEGGIARE LE ELEZIONI. Il tutto rimandato a dopo le elezioni amministrative del 5 giugno 2016, evitando così polemiche politiche che potrebbero danneggiare il Partito democratico a una manciata di giorni dal voto.
Si tratta del sesto rinvio: una particolarità secondo gli esperti di diritto fallimentare, giusto a un anno di distanza - era l'11 giugno del 2015 - dal rilancio della testata voluto del premier e segretario del Pd.

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