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SERVIZIO PUBBLICO 3 Giugno Giu 2016 1600 03 giugno 2016

Rai Sport, la carica degli sprechi per Europei e Rio 2016

Spediti 40-50 giornalisti in Francia con la Nazionale. Il costo? Almeno 1 milione. E 200 in Brasile alle Olimpiadi. Più degli atleti azzurri. Polemiche su Romagnoli.

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Il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio Carlo Tavecchio con l'ambasciatrice francese in Italia Catherine Colonna e i dirigenti Rai Monica Maggioni e Antonio Campo Dall'Orto.

A maggio 2016, nettamente in ritardo sulla tabella di marcia dettata dal contratto, il nuovo direttore di Rai Sport Gabriele Romagnoli ha presentato alla redazione il suo piano editoriale, pomposamente e molto renzianamente intitolato “Questa è un’occasione”.
Che lo sia non c’è il benché minimo dubbio.
Europei di calcio in Francia (dal 10 giugno al 10 luglio) e Olimpiadi in Brasile (5-21 agosto) sono una coppia di avvenimenti capace di battere quattro assi anche a un ipotetico poker televisivo.
IN GIOCO SHARE E IMMAGINE. Solo che gli Europei portano un po’ di pubblicità, venduta a prezzo pieno, mentre i Giochi di Rio producono pochissimi spot, per giunta piazzati a cifre da saldo, se non addirittura da svendita totale.
Con il calcio la Rai si gioca tutto: o vince o perde, sia in termini di share sia di immagine.
Per le Olimpiadi applica il principio decoubertiniano: l’importante è partecipare.
Che importa, tanto c’è il canone in bolletta a risolvere tutto.
PIÙ COSTI RISPETTO A SKY. Anzi, gli abbonati si fanno carico anche dei 40 (forse 50) uomini Rai inviati a Parigi per seguire solo le partite dell'Italia - dato che l’interno torneo viene trasmesso da Sky sport che impiega la stessa forza-lavoro, ma a costi ridotti - con una spesa stimata da Viale Mazzini che si aggira sul milione di euro, anche se con le solite voci ''varie ed eventuali'' la cifra potrebbe salire ulteriormente.
UN ESERCITO INVIATO A RIO. E per il Brasile invece è pronto un esercito di giornalisti, tecnici, commentatori (una sorta di super Casta che la Rai strapaga nonostante il loro effetto di ritorno sia minimo, a partire da quelli del calcio) nettamente più numeroso degli atleti in gara.
Come ha rivelato il quotidiano Libero si parla di almeno 200 persone.
Sì, ha ragione Romagnoli, questa è davvero «un’occasione».
Che lo sia lo dice anche il piano editoriale, più vicino a un libro dei sogni che a un indirizzo strategico e pratico, che Lettera43.it ha letto integralmente.

Piano editoriale ambizioso in un clima di caos e polemiche

La sezione del sito di Rai Sport dedicata alle Olimpiadi di Rio 2016.

«Come se si fosse aperto uno spiraglio spazio-temporale o si fossero allineati i pianeti, questa è una congiunzione favorevole e forse irripetibile per chi lavora a Rai Sport e ha davanti a sé questi tre anni», esordice il direttore nel suo documento, simile a un manifesto programmatico degno dei futuristi marinettiani, «per tre motivi: la Rai punta sullo sport; Rai Sport non dismette, ma scommette; la stagione del cambiamento inizia una fase evolutiva».
E siccome per fare tutto questo occorrono gli uomini giusti al posto giusto, ecco che Romagnoli tesse le lodi di se stesso.
EPICA RENZIANA. «Non una rivoluzione, una evoluzione. La chiedono i vertici Rai e la scelta di un direttore esterno la certifica. Ma la chiede, in totale sintonia, la redazione stessa. E allora si cambi, innovando senza imitare, rischiando ma senza cadere. Un passo alla volta. In totale libertà di pensiero, per una battaglia delle idee che non risponde ad alcuna logica di schieramento».
Tutto molto bello, altamente narrativo, come impongono i tempi dell’epica renziana.
Peccato che l’esordio di Romagnoli non sia stato dei migliori.
RISSE ED EPURAZIONI. Prima ha presentato in ritardo sui tempi dettati dal contratto il piano editoriale, mettendo in difficoltà il vertice aziendale, poi ha mandato a quel paese un giornalista di Rai Sport durante l’assemblea di redazione, avendo la sola colpa di non essere allineato politicamente, scatenando l’ira dei colleghi e dell’Unione sindacale dei giornalisti Rai (Usigrai).
Quindi è passato alle epurazioni, togliendo dal video i volti sgraditi come Enrico Varriale, al centro di un braccio di ferro con il comitato di redazione di Rai Sport, l’Usigrai e l’azienda.
UN ALTRO CASO MAZZA? In questi giorni il giornalista ha fatto la spola con Viale Mazzini, dato che il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto vorrebbe evitare un altro caso Mauro Mazza, rimosso e messo in un angolo con tanto di causa che ha imposto alla Rai di trattare con l’ex direttore un’adeguata via d’uscita.

L'obiettivo dopo l'estate: valorizzare la maratona di New York

Il direttore di Rai Sport Gabriele Romagnoli.

Romagnoli ha anche scatenato una rissa con chi va e chi resta a Roma, sia per gli Europei sia per le Olimpiadi.
Insomma: un vero caos, molto poco sportivo a dire il vero.
E se questo è il trend, chissà cosa può accadere dopo l’estate.
Una traccia l'ha offerta lo stesso Romagnoli.
TAGLIO DA «GRANDI EVENTI». «Un concorrente ha portato via dalla Rai la cerimonia dei David di Donatello e l’ha fatta sembrare quella degli Oscar», ha scritto nel piano editoriale il direttore della testata riferendosi a Sky, «se ci portasse via la Coppa Italia la promuoverebbe come fosse la Champions league. Esattamente quel che Rai dovrebbe fare nella prossima stagione. È stato esaminato il portafoglio eventi già acquisiti: i migliori avranno promo sulle generaliste anche se trasmessi dal canale. Hanno la possibilità di diventare Grandi eventi, valgono spazio superiore alla telecronaca. Per giorni a precedere. Un esempio per tutti? La maratona di New York».
Insomma, una semplice maratona, già storia nel campo degli avvenimenti sportivi, può diventare un evento.
Magari per il numero degli inviati che andranno a seguirla.
Con relativo costo da medaglia d’oro.
HA RAGIONE MINZOLINI? Arrivati a questo punto, diventa sempre più difficile dare torto all’ex direttore del Tg1, il senatore di Forza Italia Augusto Minzolini, che su Twitter ha scritto un pensierino al vetriolo: «Rai invia a Rio 200 tra giornalisti e tecnici per Olimpiadi. Gli atleti italiani sono146. E siamo obbligati a pagare canone? Renzi fai ridere».
Oppure farà piangere il tele utente quando vedrà il canone in bolletta.

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