Vespariina 160408145312
IPOCRISIE 15 Giugno Giu 2016 1919 15 giugno 2016

L'intervista a Riina? A Vespa vale il premio speciale Biagio Agnes alla carriera

Con il patrocinio della presidenza della Repubblica, riconoscimento speciale al conduttore di Porta a Porta dagli stessi che l'avevano criticato per la puntata con figlio dell'ex boss.

  • ...

Manifestanti contro Bruno Vespa, conduttore di Porta a Porta, programma che ha ospitato Salvo Riina.

Ve la ricordate l'intervista di Bruno Vespa al figlio del capo dei capi Salvo Riina, la reprimenda al servizio pubblico del presidente del Senato Pietro Grasso, il silenzio ruvido del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, le reazioni indignate di Roberto Saviano, il biasimo dilagante tra il pubblico di ogni età?
VIALE MAZZINI LO INCORONA. Ecco, chi ha assegnato il premio Biagio Agnes «prestigioso riconoscimento del giornalismo nazionale e internazionale» promosso e organizzato dalla Fondazione Biagio Agnes, con il patrocinio, tra gli altri, della presidenza del Consiglio dei ministri, della regione Campania, dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, della Federazione nazionale della stampa (il sindacato dei giornalisti italiani), dell'Ucsi (Unione cattolica stampa italiana) e dell’Usigrai, il sindacato della Rai (Unione Sindacale Giornalisti Rai) quella intervista se l'è dimenticata, visto che ha pensato di riservare uno dei premi speciali dell'edizione 2016 proprio a Vespa e ai suoi vent'anni di carriera.
E pensare che la giuria del premio, i cui vincitori sono stati annunciati in pompa magna in una conferenza stampa a Viale Mazzini, è presieduta dall'intramontabile tessitore di equilibri romani Gianni Letta, ma ha come presidente onorario Monica Maggioni, a capo della Rai, che aveva definito il racconto del figlio di Riina «insopportabile».
E tra i membri, tra editorialisti come Stefano Folli e super direttorissimi come Mario Orfeo e monsignori come Dario Edoardo Viganò, nuovo responsabile della comunicazione della segreteria vaticana, è annoverato anche Antonio Martusciello, commissario Agcom, l'authority per le comunicazioni che per quella puntata di Porta a Porta aveva inviato alla televisione pubblica una lettera di richiamo al vetriolo in cui era scritto che l'intervista era stata «condotta senza un adeguato contradditorio» e che se la Rai non si fosse adeguata al richiamo l'Agcom era pronta a «intervenire in maniera ancora più incisiva in futuro».
I PREMIATI DA FONTANA A LEPRI. Non basta aver dato un riconoscimento a Paolo Borrometi dell'Agi, che per la sua attività di cronista anti mafia è costretto a vivere sotto scorta.
O premiare Adam Michnik, direttore e fondatore del principale quotidiano polacco, Gazeta Wyborcza, ed ex membro di Solidarnosc o ancora il bravo comunicatore Don Mauro Pozza o la rivista ufficiale della polizia di stato, Polizia moderna, per sistemare in un manuale Cencelli tutti i portatori di interesse, di qua e di là dal Tevere.
Le parole del direttore generale Rai, Antonio Campo Dall'Orto, giurato di diritto del premio Agnes, fanno sorgere legittimi dubbi sul cambiamento tanto invocato per la radio televisione italiana. «Due elementi su cui insisteva Agnes erano innovazione e giovani, elementi che vorremmo riportare in questa fase nella vita della Rai», ha detto Campo dall'Orto in occasione del premio.
E sarà per questo chiodo fisso dei giovani e dell'innovazione che tra i vincitori del Biagio Agnes sono state scelte promesse del giornalismo come il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, il direttore di Rainews24 Antonio Di Bella, il direttore dell'Espresso Luigi Vicinanza, Barbara Palombelli e il 97enne ex direttore dell'Ansa Sergio Lepri, altro premio alla carriera. Basterebbe questo per dire che la Rai non è stata rottamata. Rottamata appare la rottamazione della Rai.

Correlati

Potresti esserti perso