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TELEVISIONE 28 Giugno Giu 2016 1403 28 giugno 2016

Rai, palinsesti flop e incubo Corte dei conti sui dirigenti

A Milano il Consiglio spaccato approva i programmi autunnali, mentre a Roma scatta l'indagine sui 20 manager esterni assunti. Tutte le grane di Viale Mazzini.

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Una riunione del consiglio di amministrazione Rai. In primo piano la presidente Monica Maggioni, in piedi il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto.

A Milano la parata, a Roma la battaglia.
Nel capoluogo lombardo la presentazione dei palinsesti della Rai agli inserzionisti, praticamente privi di novità importanti, firmati per la prima volta dal nuovo amministratore delegato Antonio Campo Dall’Orto.
Nella Capitale il dispiegamento delle forze in campo per la sempre più probabile guerra delle carte bollate con la Corte dei conti.
Nel mirino le tante, troppe secondo i maggiori critici, assunzioni esterne fatte dal manager dell’azienda pubblica controllata dal Tesoro.
RAI, DI TUTTO DI MENO. Insomma, se le griglie delle tre reti generaliste della tivù di Stato hanno virato verso la sottrazione («Di tutto di meno», è la battuta che gira a margine della presentazione meneghina visto che sono più i nomi mancati, da Maurizio Crozza a Fiorello, rispetto a quelli acquistati), lo scontro politico attorno a Viale Mazzini fa registrare un crescendo rossiniano. Con le ragioni dei critici dell’attuale vertice aziendale in forte ascesa.
A partire da un incontrovertibile dato di fatto.
Nella serata di lunedì 27 giugno 2016, in extremis, il consiglio di amministrazione della Rai ha approvato i palinsesti autunnali spaccandosi nettamente e definitivamente.
MAGGIONI, VOTO INUSUALE. A favore hanno votato la presidente Monica Maggioni, fatto alquanto inusuale, e i consiglieri Rita Borioni, Marco Fortis, Guelfo Guelfi e Franco Siddi.
A votare ''no'' sono stati Arturo Diaconale, Carlo Freccero e Giancarlo Mazzuca.
Assente, ed è un dato pesante visto che segna una netta presa di distanza dalle scelte fatte, Paolo Messa.
Dunque i sì hanno prevalso per un solo voto, quello del presidente del cda.
A far salire la tensione alle stelle è stata l’offerta informativa contenuta nei palinsesti, considerata insoddisfacente.
SI PARLA DI «PENSIERO UNICO». E se le redazioni sono sul piede di guerra contro il rischio di riduzione degli spazi, Freccero non esita a parlare di «pensiero unico», puntando il dito contro l’unico contenitore di prima serata rappresentato dal nuovo programma di Gianluca Semprini che sostituisce Ballarò su RaiTre.
Di fatto Viale Mazzini, sostengono in tanti, ha scelto di regalare il martedì sera a La7, cioè alla concorrenza, che mantiene l’unico vero talk show politico della televisione italiana.

Terremoto scatenato dalle assunzioni di Campo Dall'Orto

La scultura del cavallo morente nella sede Rai di viale Mazzini a Roma.

Ma il punto di rottura capace di provocare questo terremoto, tanto da costringere a sposare le tesi della maggioranza proprio la Maggioni, indicata dal centrodestra, restano le assunzioni esterne fatte da Campo Dall’Orto.
La Corte dei conti ha aperto un fascicolo sul caso e potrebbe condannare la Rai per danno erariale avendo superato il tetto previsto dallo Statuto.
VIOLATO LO STATUTO. Dall’inizio della sua gestione il direttore generale ha chiamato oltre 20 dirigenti esterni, mentre è previsto che tali manager non possano superare il 5% dei 252 dirigenti totali (quindi circa 13) e che debbano essere assunti a tempo determinato, restando in carica per il mandato del vertice aziendale.
Inoltre, in base alla legge anticorruzione, è necessaria «una ricognizione preliminare della disponibilità di risorse interne adeguate in termini qualitativi e quantitativi a ricoprire la posizione ricercata».
Prima di assumere esterni, ha sempre sottolineato l’Usigrai - il potente sindacato dei giornalisti Rai -, è necessario verificare che all’interno non ci siano professionalità adeguate in termini qualitativi e quantitativi al profilo che si cerca.
COINVOLTO PURE CANTONE. Per questa ragione l’organizzazione si categoria si è rivolta a Raffaele Cantone. Un’eventuale condanna della Corte dei conti metterebbe alla gogna anche il consiglio di amministrazione.
Da qui la spaccatura sul voto dei palinsesti, passati solo grazie alla Maggioni, andata contro consuetudine e tradizione.
Raramente una decisione del vertice aziendale è passata con l’intervento salvagente del presidente del cda. E se le assunzioni esterne fanno tremare il settimo piano di Viale Mazzini, i palinsesti fanno storcere il naso a tutti.
Diaconale ha ribadito le critiche già esplicitate nei giorni scorsi, come ha fatto anche Siddi, pur votando a favore. Nella maggior parte dei casi viene sottolineata l’assenza di vere novità e la diminuzione degli spazi informativi, che mettono seriamente in discussione il pluralismo.

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