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LETTERE 18 Ottobre Ott 2016 1640 18 ottobre 2016

Sole 24 Ore, Benedini scrive a Lettera43.it

L'ex presidente del Gruppo 24 ore: «Non sono stato licenziato da Squinzi. Difendo il mio operato».

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Gentile direttore,
mi riferisco all'articolo L'uomo che vedeva splendere il Sole pubblicato sul Suo giornale il 13 ottobre 2016.

Al riguardo desidero fare alcune precisazioni:

1) Non sono stato licenziato da Giorgio Squinzi, ma con molti mesi d'anticipo rispetto alla mia scadenza avevo informato il presidente di Confindustria che non ero disponibile a un successivo mandato.

2) È vero che la semestrale 2016 ha evidenziato una perdita di 49,8 milioni, ma ben 26,2 milioni sono partite non ricorrenti che gli amministratori possono, oppure no, iscrivere nel bilancio (riduzione accantonamento tasse differite, svalutazione di una partecipazione, cambio dei principi contabili ecc...).
Per quanto riguarda la perdita operativa, ricordo che il Gruppo è rimasto senza guida operativa per ben tre mesi e chi, come Lei, conosce il settore 'Editoria' sa che si possono verificare importanti fattori negativi anche in un breve periodo (calo pubblicità, riduzione dei ricavi, dirigenti senza guida ecc. ecc.).

3) Onde poi mettere sotto la giusta visuale la situazione de Il Sole 24 Ore bisogna doverosamente ricordare quello che ho trovato il 2 maggio 2013, inizio del mio mandato:

- debiti verso banche sostanziali e importanti;
- castelletto fidi totalmente utilizzato;
- partecipazioni fuori dal perimetro 'core business' con forti perdite;
- importanti esuberi del personale;
- costi 'corporate' da ridurre ulteriormente in modo sensibile;
- ebitda in forte perdita e di conseguenza anche una perdita netta molto importante.

I dati di cui sopra sono rilevabili dalle 'trimestrali', nonché dai bilanci certificati dalla Società di Revisione.

Questa era la situazione da me trovata.

Cosa abbiamo fatto? Uso il plurale poiché è stato il lavoro di tutto il management guidato dall'amministratore delegato dott.sa Donatella Treu.

4) Abbiamo ridotto a zero (con surplus positivo) lo scoperto bancario, grazie anche alla vendita di una partecipazione. Inoltre abbiamo venduto le partecipazioni 'non core business' che causavano perdite.

5) Abbiamo concordato con le diverse organizzazioni sindacali, presenti in azienda, contratti di solidarietà che hanno ridotto sensibilmente il costo del lavoro senza alcun ricorso a licenziamenti collettivi e/o cassa integrazione.

6) I risultati a fine 2015 ci hanno dato ragione:

- Edbitda con segno positivo;
- Fatturato in continuo aumento;
- Ricavi da pubblicità (unico Gruppo editoriale) con segni positivi dal 2015;
- Costi in costante diminuzione.

Il tutto controllato dal collegio sindacale e dalla Società di revisione.

7) Nessun tono trionfalistico, ma semplicemente l'esposizione dei fatti. Nel Consiglio generale di Confindustria del 17 marzo 2016 al quale ho partecipato, ho detto in modo chiaro che non tutto era risolto, ma si doveva percorrere l'ultimo miglio, notoriamente il più difficile e non ho mai parlato di totale risanamento del Gruppo.

Non voglio intervenire sul resto dell'articolo che riporta fatti estranei al Sole 24 Ore per i quali ho già dimostrato, a chi di dovere, la mia totale estraneità. Le altre coloriture riportate nell'articolo dimostrano un'acredine nei miei confronti che mi lascia, a dir poco, stupefatto.

Quello che ora desiderano fare i futuri amministratori non mi riguarda, ma si sappia che sono pronto a difendere il mio operato davanti a chicchessia.

Ringraziando per l'attenzione e la pubblicazione,

invio distinti saluti,

Benito Benedini

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