Facebook
15 Dicembre Dic 2016 2003 15 dicembre 2016

Facebook, via al piano contro le ''fake news''

Il social network si appoggerà alle segnalazioni dei lettori e a un consorzio di giornalisti per verificare le bufale.

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Facebook dichiara guerra alle notizie false. Lo ha annunciato lo stesso social network poco le polemiche per le 'fake news' che hanno segnato la campagna elettorale e indotto un uomo ad entrare armato in una pizzeria indicata online come teatro di un traffico sessuale minorile in cui era coinvolta anche Hillary Clinton.

CONTROLLO DI LETTORI E GIORNALISTI. Fb individuerà le "bufale" tramite i lettori e un suo software, e chiederà ad un consorzio di giornalisti di verificarle, quindi le segnalerà come "contestate da controllori terzi".

L'annuncio lo ha dato Adam Mosseri, vice presidente di Facebook e capo della divisione News Feed. «Crediamo nel dare voce alle persone e non possiamo diventare arbitri della verità», scrive sul suo blog, «e per questo stiamo affrontando il problema con cautela».

MODIFICATO L'ALGORITMO. Facebook modificherà anche il suo algoritmo per assicurarsi che le vicende "controverse" non si diffondano troppo. Agli utenti che intendono condividerla verrà chiesto se sono davvero sicuri di volerlo fare. Fb infine tenterà di rendere più difficile per gli editori di trarre profitto dalle fake news, anche se non precisa come. Nell'operazione di fact checking, Facebook si servirà di organizzazioni come Abc News, Politifact, FactCheck e Snopes: almeno due di loro dovranno segnalare un problema per 'marchiare' le notizie come "contestate".

DIFFICOLTÀ NEL FACT CHECKING. Alla vicenda dell'assalto alla pizzeria si sono aggiunte le critiche per la diffusione di notizie poi rivelatesi fasulle durante tutta la campagna elettorale americana. Critiche respinte da Mark Zuckerberg fino appunto agli ultimi sviluppi. Nonostante l'annuncio delle nuove misure, le perplessità rimangono a causa della difficoltà di fare il fact checking su alcune notizie. Secondo quanto riferisce il sito recode.net, infatti, mentre da una parte è facile verificare che ad esempio il Papa non ha appoggiato Donald Trump, dall'altra se lo stesso Trump twitta che milioni di persone hanno votato illegalmente il giorno delle elezioni, come verificare che il neo presidente eletto ha detto il vero?

L'APPELLO DELLA BOLDRINI. La questione è di fondamentale importanza per la correttezza dell'informazione. Sempre più persone si affidano ai social network per farsi un'idea dei più importanti temi di attualità, e la mancanza di filtri lascia passare notizie faziose e spesso pericolose. In Italia a lanciare l'allarme è stata il 15 dicembre la presidente della Camera Laura Boldrini, incontrando la stampa parlamentare alla Sala del Mappamondo: «I cittadini hanno il diritto di essere informati correttamente. Presto, assieme ad alcuni esperti, lancerò un appello a favore del debunking, il lavoro prezioso di svelamento delle bugie, contro chi sparge accuse e insulti pieni d'odio, Quindi dobbiamo alimentare tutti assieme la cultura della verifica, del fact checking, in modo da cancellare le notizie false».

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