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22 Dicembre Dic 2016 1657 22 dicembre 2016

Giornalismo, è morta Franca Sozzani

La giornalista era malata da un anno. Era alla guida di Vogue dal 1988. E direttrice editoriale di Condé Nast Italia. Una delle donne più potenti nel mondo della moda.

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Si è spenta all'età di 66 anni, e dopo un anno di malattia, Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia e direttrice editoriale di Condé Nast per l'Italia. Accanto a lei, nelle sue ultime ore, era rimasto il figlio Francesco. Sulla home page di Vogue.it, campeggia una foto sotto la quale si legge "Franca", seguita da un cuore.

LAUREATA IN LETTERE. Nata a Mantova il 20 gennaio del 1950, quella che molti considerano l'Anna Wintour italiana si era diplomata al liceo classico Virgilio della sua città natale e laureata in Lettere e filosofia alla Cattolica di Milano. La Sozzani era in Condé Nast dall'inizio della sua carriera: aveva infatti cominciato lavorando per Vogue Bambini, per poi diventare direttore di Lei, nel 1980, assumendo tre anni dopo anche la guida della versione maschile del magazine, Per Lui.

Nel 1988 era tornata a Vogue per dirigerlo, e per non lasciarne più la guida. Nel 2006 aveva preso sotto il suo controllo anche la direzione di L'Uomo Vogue. Donna forte dell'editoria italiana, dal marzo 2013 era presidente della Fondazione Ieo, Istituto europeo di oncologia fondato da Umberto Veronesi. All'inizio degli Anni 90 aveva fondato la charity Convivio, che si occupa ancora oggi di raccolta fondi per la ricerca sull'Aids.

SUO IL PRIMO SITO DI VOGUE AL MONDO. Da direttrice di Vogue Italia, nel 2010 era stata la prima al mondo a lanciare un portale online dedicato alla rivista (edita in diversi Paesi, ma fino all'epoca assente dal web). Nel 2015 era diventata direttrice responsabile di tutti i periodici col marchio Vogue. E pensare che, secondo quanto raccontava lei stessa, il suo progetto sarebbe stato quello di vivere senza far niente.

UN'ASCESA IMPREVEDIBILE E INARRESTABILE. La sua carriera da giornalista era iniziata per caso, quando, separatasi dal marito appena tre mesi dopo il matrimonio, incinta di tre mesi del figlio Francesco, decise di cercare un lavoro per rendere meno difficile la spiegazione della situazione al padre Gilberto e, senza alcuna esperienza di moda, rispose a un'inserzione di Condé Nast, trovandosi dentro la redazione di Vogue Bambini, dove iniziò come segretaria.

Il suo intuito e la sua personalità sono diventati proverbiali, tanto da renderla una delle più potenti donne nel mondo della moda, capace di anticipare le tendenze e influenzare (nel bene e nel male) la carriera di uno stilista. Nel 2009 ha creato la Vogue fashion's night out, che ogni anno, da otto edizioni, anima Milano con eventi e negozi aperti fino a tardi. Nel 2012 l'allora presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy le conferì la Legione d'onore. Di lei, Naomi Campbell disse: «In qualche modo ci ha lanciate tutte: infatti per Vogue Italia noi siamo sempre pronte ad accorrere». Aveva avuto una relazione con Alain Elkann, conclusa nel 2010, per colpa di uno scatto che immortalò lui mentre baciava l'antiquaria Alessandra Di Castro.

LA SUA VITA NEL DOCUMENTARIO DEL FIGLIO. Franca: Chaos and creation era, invece, il film-testamento che il figlio Francesco Carrozzini, superstar della fotografia di moda, aveva presentato con successo a Venezia 73, svelando molti aspetti poco noti della madre. Già alla Mostra del cinema la Sozzani era malata, ma aveva fatto giurare a tutte le persone coinvolte per il documentario di non far uscire la notizia in alcun modo.

«LA STAMPA NON CONTA». Sulla sua personalità tosta, la fama di poter decidere le sorti di stilisti, brand e modelle, lei ovviamente negava: «Èuna leggenda, se hai talento vai avanti e la stampa non conta. Io dico» - aveva detto in un'intervista - «non si semina sul cemento e se sei in gamba la strada la trovi indipendentemente da tutti». Non si definiva una donna di potere, come pure era: «Sono una donna che lavora e lavora parecchio e si è battuta per cose che ha voluto, anche rischiando, per tre volte mi stavano licenziando, ma se fai un lavoro in cui credi e hai la fortuna che ti riconoscono le cose che hai fatto, sì forse a quel punto hai potere, che vuol dire che hai vinto tu nell'esporre le tue idee».

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