Mentana
3 Gennaio Gen 2017 1512 03 gennaio 2017

Grillo: «Giuria popolare contro le bufale della stampa»

Il leader del Movimento 5 stelle: «I giornali e i tg sono i primi fabbricatori di notizie false nel Paese». Il direttore del Tg La7 Enrico Mentana lo "blasta": «Si trovi un avvocato, lo querelo». In caso di vittoria ricavato devoluto alle popolazioni colpite dal sisma.

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Una giuria popolare, composta da cittadini estratti a sorte, per processare la stampa e determinare «la veridicità delle notizie pubblicate dai media». È la nuova proposta del leader del Movimento 5 stelle Beppe Grillo, che torna così sul tema della post-verità e delle fake news, ribaltando le accuse genericamente mosse contro «il web» e spostando l'attenzione sugli operatori tradizionali del mondo dell'informazione: «I giornali e i tg sono i primi fabbricatori di notizie false nel Paese con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene».

GRILLO: «SONO TUTTI CONTRO INTERNET». Per questo, scrive sempre l'ex comico sul Blog delle stelle, sarebbero «tutti contro internet. Prima Renzi, Gentiloni, Napolitano e Pitruzzella, poi il ministro della Giustizia Orlando e infine il presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno. Tutti puntano il dito sulle balle che girano sul web, sull'esigenza di ristabilire la verità tramite il nuovo tribunale dell'inquisizione proposto dal presidente dell'Antitrust. Così il governo decide cosa è vero e cosa è falso su internet».

IL RIMEDIO ESISTE GIÀ? Una crociata contro il nemico sbagliato, sostiene Grillo, perché il problema vero non è la Rete, bensì «gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali», che andrebbero sottoposti allo scrutinio del popolo: «Se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo». Un'idea non esattamente rivoluzionaria, dal momento che ricorda da vicino un istituto già previsto dalla legge italiana per i quotidiani (anche online), i periodici, le agenzie di stampa, le radio e le televisioni, ma non per i blog: l'obbligo di rettifica, che può essere imposto dal tribunale ai professionisti dell'informazione, ma non sembra in grado di scalfire quello che Paolo Attivissimo e David Puente hanno ribattezzato il cinico business delle bufale.

MENTANA: «OFFESA NON SANABILE». A proposito di tribunali, in ogni caso, immediata è stata la reazione al post di Grillo del direttore del Tg La7 Enrico Mentana, da sempre molto attivo e molto attento alla comunicazione sul web e all'informazione veicolata dai social network: «In attesa della giuria popolare chiedo a Grillo di trovarsi intanto un avvocato. Fabbricatori di notizie false è un'offesa non sanabile a tutti i lavoratori del tg che dirigo, ed a me che ne ho la responsabilità di legge. Ne risponderà in sede penale e civile».

RICAVATO ALLE POPOLAZIONI COLPITE DAL SISMA. Il meme della discordia, con tutta evidenza, è la foto di copertina del post grillino, con il logo del Tg La7 ben visibile nell'angolo in basso a destra. Se vincerà la causa, ha detto il direttore conducendo l'edizione delle 20, devolverà il ricavato alle popolazioni colpite dal sisma in Centro Italia.

Il meme pubblicato sul blog di Beppe Grillo.

VOCE DEL VERBO "BLASTARE". Mentana, insomma, non si smentisce. Su Facebook esiste una pagina creata dai suoi fan, che raccoglie le migliori risposte escogitate dal giornalista quando interagisce con gli altri utenti sul suo profilo ufficiale, in particolare quando si scontra con i suoi hater. Il nome della pagina è eloquente: «Enrico Mentana blasta lagggente». "Blastare" è un neologismo che deriva dall'inglese "to blast" (far saltare, distruggere). Nell'uso italiano ha assunto diversi significati, tra i quali «rendere palese l'altrui torto con cinismo, senza alcuna pietà». Questa volta è toccato a Beppe Grillo.

Iniziare benissimo il 2017 <3

Geplaatst door Enrico Mentana blasta lagggente op dinsdag 3 januari 2017

TRAVAGLIO: «DA GRILLO IDEA BALZANA MA NON PERICOLOSA». Sulla questione è intervenuto anche il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio: «Il problema da cui parte Beppe Grillo è vero, le bugie più grosse sono quelle che diffondono tv e giornali, ma la soluzione che propone è ingenua e non ha nessuna possibilità di funzionare». L'idea di una giuria popolare che valuti l'operato dei giornalisti sarebbe «balzana ma non pericolosa, non c'entra nulla con l'olio di ricino».

ALCUNE BUGIE SONO PEGGIORI DI ALTRE? Secondo Travaglio, inoltre, ci sono bugie e bugie. Quelle che si diffondono sul web sarebbero in un certo senso meno gravi, perché chi le inventa «in genere è anonimo e non ha prestigio», mentre «le falsità diffuse da pulpiti prestigiosi entrano immediatamente nel circuito». Bene così, quindi? Non proprio. Conclude Travaglio: «Sul web si confonde la libertà con l'ingiusta licenza di dire falsità anonimamente. Occorrerebbe ridurre al mimino gli interventi anonimi, consentendoli solo quando ci sono ragioni valide».

POST SCRIPTUM: Mercoledì 4 gennaio, dopo la rettifica del Movimento 5 stelle, Enrico Mentana ha deciso di non procedere con la querela nei confronti di Beppe Grillo.

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