Pace Grilllo Mentana
4 Gennaio Gen 2017 1402 04 gennaio 2017

Bufale della stampa, pace tra Grillo e Mentana

Il Movimento 5 stelle corregge il tiro sul blog. E il direttore del Tg La7 annuncia su Facebook che non procederà con la querela.

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Dopo averlo "blastato" su Facebook e in diretta tivù, ha incassato una sorta di rettifica e ha deciso di perdonare. Il direttore del Tg La7, Enrico Mentana, non querelerà più Beppe Grillo per aver inserito il logo della testata di cui è responsabile tra i media accusati di spacciare bufale «con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene».

Mentana ha spiegato le ragioni del nobile gesto, che ha posto fine (sul nascere) al rusticano duello sorto attorno alle fake news, in un lungo post pubblicato sul suo profilo social ufficiale.

So che gli amanti del sangue social vorrebbero che lo scontro andasse avanti fino alle estreme conseguenze, e del resto...

Geplaatst door Enrico Mentana op woensdag 4 januari 2017

La marcia indietro da parte del Movimento 5 stelle compare invece in un post scriptum all'intervento ospitato il 4 gennaio dal Blog delle stelle, intitolato «Il MoVimento 5 Stelle: una garanzia per i cittadini».

La pace legale con i pentastellati sul fronte della falsificazione delle notizie non significa però che Mentana si sia ammorbidito nelle risposte destinate ai suoi hater. Eccone la prova.

"Penso di tutto, anzi pensiamo di tutto."

Geplaatst door Enrico Mentana blasta lagggente op woensdag 4 januari 2017

Nemmeno i grillini, del resto, intendono mollare la loro battaglia. E affermano, per esempio, che il nuovo codice etico approvato dagli iscritti non rappresenta affatto una «svolta garantista». Sostenerlo sarebbe «falso, un'altra bufala di giornali e tv». Perché lo scopo delle nuove norme non è evitare che i portavoce siano costretti a dimettersi in caso di avviso di garanzia, ma «garantire ai cittadini che chi tra gli eletti M5s non rispetta i principi a cui ha aderito come portavoce viene messo fuori dalla porta. Non aspettiamo il terzo grado di giudizio. Già al primo grado si prevede l'espulsione. Se nel Pd si applicasse lo stesso nostro codice, non resterebbe quasi più nessuno».

Spazio sul blog, infine, per un post di Marcello Foa, ex firma del quotidiano Il Giornale, attuale blogger e direttore del gruppo editoriale svizzero Corriere del Ticino-Media Ti. Foa torna sulla copertura mediatica dell'attentato al mercatino di Natale di Berlino e si concentra sulla notizia, rivelatasi poi infondata, secondo cui l'autista del tir avrebbe lottato con Anis Amri per impedirgli di travolgere le sue vittime.

«Scegliete voi la fonte», scrive Foa, «Corriere della Sera, la Repubblica, la Stampa, Rai, Mediaset, Sky... non fa differenza. Tutti i media ripresero con grande evidenza la notizia della Bild Zeitung che, citando fonti investigative tedesche, scrisse che l'autista, seppur ferito, aveva tentato eroicamente di impedire che il tir si schiantasse sul mercatino, lottando furiosamente con il terrorista a bordo». La conclusione del ragionamento sta nel titolo del post: «E ora che si fa, cari censori, chiudiamo i giornali?».

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