Maggioni Orfeo
21 Gennaio Gen 2017 1300 21 gennaio 2017

Rai, la guerra tra Maggioni e Orfeo per il posto di Campo Dall'Orto

Da una parte la presidente del cda. Che ha l'appoggio dei "gentiloniani". Dall'altra il direttore del Tg1. Sostenuto da Giglio magico e Boschi. In palio c'è il ruolo di dg del renziano Campo Dall'Orto. Il duello.

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L’ambizione è tanta. La competizione ancor di più. Il problema è che il posto in gioco è uno solo. E proprio per questa ragione Mario Orfeo, direttore del Tg1, e Monica Maggioni, presidente del consiglio di amministrazione della Rai, rischiano di mandare in onda un remake del film Una poltrona per due in salsa Rai. La posizione in ballo, ambita da entrambi, è quella di direttore generale, attualmente occupata da Antonio Campo Dall’Orto, al quale i due big di Viale Mazzini stanno facendo una guerra a bassa intensità, ma senza esclusione di colpi.

SUL TAVOLO IL PROPRIO PESO POLITICO. Sia Orfeo sia la Maggioni sono convinti di avere le carte in regola per occupare la posizione di capo azienda e proprio per questa ragione hanno deciso di mettere sul tavolo il proprio peso politico. La presidente del cda, forte del sostegno del premier Paolo Gentiloni, avrebbe convinto i gentiloniani ad appoggiare la sua corsa, nella convinzione che l’esperienza maturata in Rai sia l’arma migliore per contenere e gestire il carrozzone della tivù pubblica, sempre poco incline ad assecondare le novità. Soprattutto in questa fase.

Carlo Verdelli, ex direttore editorale Rai, il dg Antonio Campo Dall'Orto e Roberto Fico (M5s) della Commissione Vigilanza.

Troppo spesso quando si parla di Rai ci si occupa solo dei 1.600 giornalisti in carico all’azienda, quando il personale totale ammonta a 13 mila unità. Sia pur in modo carsico sta iniziando a prendere forma il malessere di dipendenti e funzionari, trattati dalla Rai in modo del tutto diverso dai giornalisti. Questo malessere, disagio evidente in qualche caso, potrebbe trasformarsi in cause e vertenze sindacali che potrebbero costare all’azienda un bel po’ di euro. E il bilancio di Viale Mazzini di tutto ha bisogno fuorché di altri aggravi, dato che Campo Dall’Orto rischia ritrovarsi a fare i conti con un pesante deficit, nonostante il canone in bolletta.

SE NON CE LA FA, MAGGIONI IN PARLAMENTO. La Maggioni starebbe facendo leva proprio su questi elementi per convincere i gentiloniani a sostenerla nella corsa contro l’attuale direttore generale, sempre più in difficoltà dopo l’uscita di scena di Matteo Renzi, che lo aveva voluto al vertice dell’emittente di Stato. Non dovesse centrare l’obiettivo, ci sarebbe comunque il premio di consolazione di un posto in parlamento.

La sede della Rai in Viale Mazzini, a Roma.

Dal canto suo Orfeo è convinto che il partito dell’informazione sia molto più forte e decisamente più influente del resto dei dipendenti Rai, dirigenti di prima fascia compresi. In fondo la politica si è sempre occupata in modo particolare dei telegiornali e dei programmi di approfondimento più che delle carriere interne, consumate a Viale Mazzini e nel resto delle sedi Rai. Il direttore del Tg1, molto attento a queste dinamiche, resta saldamente ancorato al Giglio magico e ai suoi uomini di punta, a partire dal sottosegretario Maria Elena Boschi. Ed è proprio su di lei che conta per completare il suo progetto.

TG1, IN ARRIVO QUATTRO NOMINE PESANTI. L’affossamento del piano di Carlo Verdelli, con il conseguente ripiegamento sulla proposta Campo Dall’Orto, è stato un punto a suo favore. Nel frattempo Orfeo continua a curare il suo telegiornale, cercando di occupare i posti chiave con giornalisti in sintonia con la sua visione. A breve, infatti, deve varare quattro nomine pesanti, ovvero i responsabili di cronaca, società, politica e mattino.

Corrado Augias e la figlia Natalia.

Per quanto riguarda la casella chiave, ovvero la redazione politica del Tg1, il nome che corre con più frequenza nei corridoi è quello di Natalia Augias, figlia dello scrittore e giornalista Corrado, considerata renziana senza troppe incertezze. La sua nomina, al di là delle procedure interne, sarebbe una garanzia per Orfeo rispetto ai suoi referenti politici. Per le altre posizioni sono in corsa l’inviato Marco Bariletti, a cui dovrebbe andare la Cronaca, mentre Marco Betello, conduttore delle edizioni del mattino del Tg1, dovrebbe diventare il responsabile di quella fascia.

DOPPIA MARCATURA STRETTA. Con la sua nomina Orfeo avrebbe la possibilità di mettere in video un volto nuovo, pescando dalla sua scuderia di preferiti. Corsa più aperta, invece, per la redazione società dove Orfeo potrebbe sistemare un battitore libero, in modo da tacitare le eventuali critiche. Nel frattempo, però, il direttore del Tg1 continua a marcare stretto il presidente del consiglio di amministrazione, in modo da evitare sorprese.

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