Sanremo 6

Sanremo 2017

Agorà Greco Santoro
28 Gennaio Gen 2017 0900 28 gennaio 2017

Rai, vincere la gara di ascolti non basta a placare il caos

Greco batte Floris di La7: ora i renziani vogliono confermare lui il martedì e non la "nemica" Berlinguer. Mentre Santoro supera Formigli: eppure il suo contratto è a rischio. Le partite calde a Viale Mazzini.

  • ...

Perdere anche se vinci non è cosa frequente. In Rai, per quanto paradossale possa sembrare, è quasi la regola. Quasi, perché è sempre e comunque la politica a regolare il traffico. E attorno a Viale Mazzini, sede della dirigenza della televisione pubblica, si è creato un ingorgo. A scatenare il caos è stata la vittoria dello share di Gerardo Greco sul competitor ed ex Rai Giovanni Floris.

BATTUTO L'IMBATTIBILE GIOVANNI. Al conduttore di Agorà, il programma del mattino di RaiTre che supera sempre lo storico Omnibus di La7, era stata affidata infatti la prima serata del martedì, ma solo per quattro settimane, dato che dopo Sanremo quello spazio sarà occupato da Bianca Berlinguer, la quale ha chiesto tempo per mettere a punto il suo format. Di Martedì, il programma dI La7 condotto da Floris, sembrava imbattibile. Sembrava, appunto. Perché l’imponderabile è avvenuto. Greco, solido nei fondamentali televisivi e particolarmente attrezzato per affrontare la cronaca in diretta - mentre La7 su questo fronte zoppica -, martedì 24 gennaio 2017 ha battuto Floris nella gara degli ascolti.

Giovanni Floris, conduttore di "DiMartedì" su La7.

Apriti cielo. La politica, in particolare quella parte del Partito democratico che ha il suo portavoce in Michele Anzaldi, deputato dem e membro della commissione di Vigilanza, ha messo subito l’accento sul risultato di Greco iniziando a chiedersi se sia davvero il caso di affidare quello spazio all’anti-renziana Berlinguer. Greco, dal loro punto di vista, garantisce maggior equilibrio e imparzialità. Insomma, in nome del cosiddetto pluralismo questo e altro.

GRECO SCELTO DA CAMPO DALL'ORTO. Iniziato il temporale, a Viale Mazzini sono piovuti fulmini e saette. Perché a volere Greco in prima serata non è stato il direttore di RaiTre Daria Bignardi, ma il capo azienda Antonio Campo Dall’Orto, sostenuto da una bella fetta del consiglio di amministrazione. La timoniera del terzo canale dell’emittente di Stato, in attesa dello sbarco in prima serata dell’ex direttore del Tg3, con la quale avrebbe stretto una sorta di patto di ferro - i maligni sussurrano in chiave anti-renziana, avendo entrambi conti in sospeso, ma è solo un gossip aziendale e come tale va registrato - aveva proposto al settimo piano la promozione di Mi manda RaiTre, il programma al servizio dei telespettatori condotto da Salvo Sottile.

Ilaria Dallatana, Antonio Campo Dall'Orto, Daria Bignardi.

Di fronte alla proposta della Bignardi, Campo Dall’Orto avrebbe alzato gli occhi al cielo sostenendo che sarebbe stata pura follia mandare in onda, per giunta in un momento di grande fibrillazione della politica, pannolini e saponette. Cosa che Floris fa, ma nella seconda parte del programma. Alla fine il vertice aziendale ha avuto ragione due volte. La prima scegliendo Greco, la seconda battendo Floris.

BIGNARDI SI GIOCA LA CREDIBILITÀ. E adesso che ne sarà della Berlinguer? La Bignardi attorno a questa partita si gioca molto della sua credibilità, mentre il vertice aziendale vorrebbe uscire al braccio di ferro con il minor danno possibile. Di sicuro c’è che Greco ha ottenuto quella consacrazione che andava cercando da tempo. E comunque il direttore di RaiTre non può tirare troppo la corda, avendo sul tavolo anche il caso Fabio Fazio.

FAZIO PUNTA TUTTO SU RAIUNO. Il conduttore di Che tempo che fa, avendo capito che la conduzione di Sanremo non sarà più roba sua per i prossimi anni, ha puntato tutte le carte del mazzo su RaiUno, dove vorrebbe sbarcare a partire dalla stagione 2017-2018. Sino a oggi c’era Giancarlo Leone a impedirlo, che ha sempre fatto muro adducendo problemi di costi anche se, in realtà, è la coabitazione con Carlo Conti, ras assoluto della prima rete, il vero problema. Ed è proprio su questo aspetto che starebbe lavorando Andrea Fabiano, attuale direttore di RaiUno, meno portato allo scontro e più incline al compromesso.

Fabio Fazio.

E la stessa cosa vorrebbe fare la collega Ilaria Dallatana, responsabile del secondo canale, alle prese con la pratica Michele Santoro. Stretta fra il volere e il potere, sarà costretta a fare di necessità virtù, in attesa che altri decidano per lei. Il conduttore di Italia, in onda il giovedì sera, ha superato, anche se di misura, Piazza pulita di Corrado Formigli, riportando avanti la Rai su La7. Eppure l’azienda starebbe valutando l’opportunità di non rinnovare la collaborazione con il giornalista. Problemi di costi e collocazione nel palinsesto le ragioni fatte trapelare da Viale Mazzini. La Dallatana non stravede per Santoro, però sa che Michele è l’unico cavallo di razza della sua scuderia. Considerati i flop dei giovani emergenti non potrà fare molto per difenderli.

A DECIDERE È ANCORA LA POLITICA. Anche in questo caso la politica è già partita alla carica chiedendo espressamente al vertice aziendale di ripensarci. «Con Santoro RaiDue vince la serata dell’informazione, pur senza fidelizzazione e cadenza fissa. Rai rifletta su errori del passato e cambi», scrive su Twitter il solito Michele Anzaldi. Un messaggio chiaro e forte che Viale Mazzini non potrà certo ignorare. In fondo far diventare una regola far perdere anche chi vince non è una grande idea. Soprattutto quando la politica dimostra ancora una volta di avere il pieno controllo della Rai. Altro che «fuori da Viale Mazzini», come sosteneva Matteo Renzi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso