Giletti
3 Marzo Mar 2017 1533 03 marzo 2017

Rai, pronto un cavillo per salvare gli stipendi dei giornalisti star

Il Tesoro prepara una circolare: dal tetto dei 240 mila euro sono esclusi i salari dei cronisti vip con contratti di collaborazione artistica. Vespa, Annunziata, Fazio e Giletti ringraziano. Ma potrebbero fioccare i ricorsi.

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Di leggi o leggine ad hoc per far saltare il tetto dei compensi fissato a 240 mila euro anche per le star della Rai, peraltro già applicato a vertici aziendali e dirigenti, a Palazzo Chigi nessuno ne vuol sentir parlare. Un intervento legislativo su misura, di qualunque tipo esso sia, metterebbe in seria difficoltà il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e lo stesso esecutivo, già impegnato a evitare le mine che la cronaca di tutti i giorni mette sulla strada della squadra governativa.

CASSE DELLO STATO A RISCHIO. Un eventuale emendamento alla manovra correttiva, alla quale sta lavorando il ministero dell'Economia e delle Finanze, o nella prossima legge di Stabilità, metterebbe i manager delle aziende pubbliche nella posizione di far ricorso contro il taglio dei compensi. Ai grand commis di Stato quel tetto ai compensi non è mai andato giù, tanto che Pier Carlo Padoan è stato costretto a chiedere i pareri dell’avvocatura e del Consiglio di Stato per applicare la norma. Una valanga di ricorsi, per le casse pubbliche, sarebbe una disgrazia.

LA POLITICA RISPONDE PICCHE. Quello che possono fare il governo e i ministeri delegati, Economia e Sviluppo economico, è offrire alla Rai un’uscita di sicurezza sotto forma di circolare interpretativa. Dispositivo che è ben altra cosa da leggi o leggine. Un concetto, questo, ribadito anche dal sottosegretario Antonello Giacomelli, nella dura lettera di risposta alla presidente della Rai, Monica Maggioni, che aveva invitato la politica a fare la propria parte. L’esponente dell’esecutivo, in pratica, le ha risposto che la Rai è un’azienda autonoma e certi problemi deve risolverli in autonomia.

Il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall'Orto e la presidente Monica Maggioni.

Però il problema dei compensi limitati c’è e far finta di nulla è altrettanto problematico, dato che fra le star soggette all’applicazione del tetto ci sono personaggi come Bruno Vespa e Lucia Annunziata, Massimo Giletti e Fabio Fazio. Insomma, volti noti al grande pubblico in grado di fare opinione. Non a caso il conduttore di Porta a porta, pensionato Rai e titolare di un contratto di collaborazione con Viale Mazzini da 1,3 milioni di euro all’anno, è diventato il paladino della causa contro il tetto, invocando l’intervento del titolare del Tesoro Padoan.

CAMPO DALL'ORTO DEVE MEDIARE. Con toni da crociata Vespa ha chiesto una soluzione rapida al problema e, soprattutto, in linea con i suoi interessi, dando corpo alle lamentele di tutti colleghi che hanno preferito restare nell’ombra, limitandosi a tempestare di telefonate il vertice della Rai. E visto che il direttore generale di Viale Mazzini Antonio Campo Dall’Orto non ci sta a passare per colui che mette alla porta le star dell’emittente pubblica, ammesso che qualcuno di loro abbiamo davvero voglia di andarsene non esistendo un mercato televisivo in grado di sborsare le cifre pagate dalla Rai, il manager è tornato a chiedere, con insistenza, l’intervento del Mef.

I compensi che rientrano nella classifica dei super pagati da Viale Mazzini sono circa una quarantina, ma i giornalisti sono soltanto in sei

E così, sotto le pressioni della politica, il ministero dell’Economia starebbe mettendo a punto una circolare interpretativa della legge sull’editoria che ha introdotto il tetto anche per le star della tivù con la quale sostenere che dalla norma sono esclusi tutti i giornalisti, anche se hanno un contratto di collaborazione artistica. Insomma, un cavillo per far restare a cavallo Bruno Vespa e gli altri cronisti star.

LA NORMA PUÒ ESSERE IMPUGNATA. L’unico problema è che questa circolare rischia di essere facilmente impugnabile da chi vuole il tetto applicato a tutti, nessuno escluso. I compensi che rientrano nella classifica dei super pagati da Viale Mazzini sono circa una quarantina, ma i giornalisti sono soltanto in sei, compreso il conduttore di Porta a porta. La distinzione servirebbe alla Rai per iniziare a sminare il campo, togliendo l’arma del "ricatto dell'addio" ai conduttori dei programmi di approfondimento, fra i quali ci sono In Mezz’ora dell’Annunziata, L’Arena di Giletti e Che tempo che fa di Fabio Fazio.

ALTRI MODI PER AGGIRARE L'OSTACOLO. Per quelli che restano fuori dal perimetro della circolare interpretativa del Mef la strada da seguire resta quella iniziale: creare una propria società di produzione in modo da fatturare alla Rai il proprio compenso. Un modo, questo, per aggirare il tetto dei 240 mila euro. Cosa che, peraltro, fanno già diverse star della tivù, dato che vendono alla Rai il pacchetto completo.

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