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21 Marzo Mar 2017 1438 21 marzo 2017

Le agenzie di stampa si fermano per protesta contro il governo

Black out informativo martedì 21 marzo. Assemblee contro la scelta di rivedere il sistema delle convenzioni e aprirlo agli operatori stranieri. A rischio «centinaia di posti di lavoro».

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Agenzie di stampa sul piede di guerra contro il governo. Martedì 21 marzo, come comunicato dal comitato di redazione dell'Ansa, «per la prima volta si fermerà l'intero sistema dell'informazione primaria», con assemblee contemporanee dei giornalisti di tutte le agenzie.

NON COMUNICATO L'ORARIO D'INIZIO DEL BLACK OUT. Il black out informativo durerà «qualche ora» e l'orario d'inizio non è stato precisato. L'iniziativa è stata decisa «per protestare contro la decisione del governo di rivedere il sistema delle convenzioni con le agenzie di stampa, abdicando al ruolo politico di garanzia del pluralismo e qualità dell'informazione e di tutela degli interessi del Paese che la presidenza del Consiglio svolge da decenni, e mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro». Attualmente le convenzioni costano allo Stato più di 30 milioni di euro all’anno e sono state prorogate di sei mesi il 31 dicembre 2016.

LO SPETTRO DELLE GARE EUROPEE. La prospettiva indicata dall'esecutivo, quella di organizzare per le convenzioni stesse delle «gare europee», rinnegherebbe «il percorso fatto fin qui e gli stessi obiettivi che la presidenza del Consiglio aveva dichiarato con la recente riforma, poi bocciata dalla giustizia amministrativa», rinuncerebbe «ad una visione politica affidando tutto a freddi criteri burocratici» e infine aprirebbe «le porte dell'informazione primaria italiana ad aziende editoriali straniere». In controtendenza rispetto agli altri Paesi europei, dove secondo il cdr dell'Ansa «il sistema d'informazione delle agenzie di stampa è tutelato dai diversi governi come interesse pubblico primario».

PESANTI RICADUTE SUL PIANO FISCALE E ORGANIZZATIVO. Sulla stessa linea anche il cdr dell'agenzia di stampa Agi: «Massima preoccupazione per l’annuncio del governo dell’assegnazione dei fondi per i servizi delle agenzie di stampa tramite bando di gara europeo, suddiviso per lotti». Secondo l'Agi, infatti, si tratterebbe di «una tipologia di bando che non ha precedenti in Europa e che non assicura alcuna reciprocità, aprendo di fatto il mercato italiano alle agenzie straniere senza che questo sia consentito negli altri Paesi. Esiste il rischio di ulteriori ricorsi e diverse e pesanti ricadute sul piano fiscale e organizzativo di tutte le agenzie, in un contesto di crisi già pesante». Il cdr dell’Agi confida nell’interlocuzione con il governo avviata dal segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso. E chiede che le gare europee vengano fermate, auspicando il varo di una nuova legge.

LA PROROGA BOCCIATA DAL TAR DEL LAZIO. Nel giugno 2015 Luca Lotti, allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, aveva firmato una direttiva che prevedeva di portare avanti le convenzioni concluse senza bando, pur fissando nuovi criteri che le agenzie avrebbero dovuto rispettare (per esempio avere almeno 50 giornalisti assunti a tempo indeterminato e a tempo pieno e fare 15 ore di trasmissione al giorno per sette giorni a settimana). Il 25 gennaio 2017, però, il Tar del Lazio ha annullato la direttiva, accogliendo il ricorso proposto da Agv News, società editrice dell’agenzia di stampa Il Velino, sostenendo che non fosse chiaro «il modo in cui i nuovi criteri si conciliano con il rispetto del pluralismo». Il governo Gentiloni ha quindi deciso di emanare un bando di gara europeo, aperto a tutti gli Stati membri dell'Unione.

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