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30 Marzo Mar 2017 1515 30 marzo 2017

Rai, per l'Avvocatura il tetto ai compensi non vale per gli artisti

Il consulente giuridico del governo esprime dubbi sulla possibilità di applicare il massimale di 240 mila euro anche agli artisti.

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L'Avvocatura dello Stato 'dubita' che il tetto dei compensi Rai valga anche per gli artisti. A quanto si apprende, il consulente giuridico del governo esprime dubbi sulla possibilità di applicare il tetto di 240 mila euro ai compensi degli artisti in Rai in un parere ad hoc, chiesto dalla Presidenza del Consiglio. Una richiesta che è sopraggiunta dopo la delibera del Consiglio di amministrazione della Rai con la quale i vertici hanno stabilito l'applicazione tout court a tutti in assenza di risposte dal Ministero dell'Economia sulla giusta interpretazione da dare alla legge che ha introdotto in Rai la soglia dei 240 mila euro per i compensi. Il parere dell'Avvocatura dello Stato «ci rende fiduciosi. Abbiamo visto le notizie, ma ora aspettiamo atti formali prima di portare la questione in cda», ha detto il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall'Orto.

GIACOMELLI: «TETTO AGLI ARTISTI IMPROPRIO». «Ritengo che l'estensione del tetto agli stipendi degli artisti sia improprio e ora c'è un parere dell'Avvocatura dello Stato che lo sostiene in maniera più autorevole di me», ha detto il sottosegretario alle comunicazioni Antonello Giacomelli ad un convegno sul rinnovo della concessione Rai, aggiungendo che tale tetto «è improprio anche rispetto all'idea della Rai che ci siamo dati, cioè di un'azienda che deve poter stare sul mercato».

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