Sergio Staino L'unità
1 Aprile Apr 2017 2013 01 aprile 2017

"L'Unità", respinte le dimissioni di Staino

L'amministratore delegato Stefanelli stoppa il direttore: «Figura preziosa e insostituibile». Poi punta il dito contro i toni «pieni di rabbia e rancore» dei giornalisti. E sospende il tavolo di trattativa.

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Dimissioni del direttore Sergio Staino respinte e tavolo di trattativa coi giornalisti sospeso: non accennano a placarsi le acque nell'Unità. Il primo aprile, in una nota, l'amministratore delegato Guido Stefanelli ha dapprima stoppato Staino, la cui figura viene definita «preziosa e insostituibile, ancor più in questo delicato frangente», invitandolo «a continuare a firmare l'Unità, sin dal numero in edicola domani, e a riservare ogni decisione all'esito della concertazione dei prossimi giorni».

«INCOMPRENSIBILI CERTE POSIZIONI DISFATTISTE». Poi ha puntato il dito contro «i toni aspri - pieni di rabbia e di rancore - utilizzati ancora ieri dall'assemblea dei giornalisti. Sia l'editore che il direttore - il quale meritoriamente si è autoridotto il compenso - hanno fatto tutto quanto possibile per assicurare un futuro a questo quotidiano. Sono incomprensibili le posizioni disfattiste assunte di chi opera all'interno del giornale». Per questo, ha concluso l'amministratore delegato, «riteniamo opportuno sospendere il tavolo di trattativa avviato, sino a quando non tornerà un auspicato e necessario confronto e dialogo costruttivo».

RIDUZIONE DI COSTI DEL PERSONALE DEL 65%. Come illustrato nei giorni scorsi da Lettera43.it, il piano dei Pessina, azionisti di maggioranza, prevede il 65% di riduzione dei costi del personale per salvare e ristrutturare il quotidiano. In sostanza, resterebbero soltanto 12 giornalisti, soglia sotto cui Staino non è disposto a scendere. Le parti si sono date 30 giorni per trovare una soluzione. Ma i margini per un accordo sembrano sempre più ridotti.

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