G7 Taormina
SPIN DOCTOR 19 Aprile Apr 2017 1039 19 aprile 2017

G7 di Taormina, sui social spunta il dietro le quinte della diplomazia

L'account Twitter ufficiale dà visibilità anche a momenti che spesso rimangono sottotraccia. E poi la raffica di post, il sito chiaro e le infografiche completano il quadro: la comunicazione italiana si fa innovatrice.

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Il logo del G7 italiano.

L’Italia occupa nel 2017 un posto d’onore sul palcoscenico della politica internazionale: il 25 marzo i leader dell’Unione europea si sono riuniti nella Capitale per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma, mentre sono già in corso i vertici ministeriali che preparano il summit del G7 di Taormina, previsto per il 26 e 27 maggio. Il primo G7 dedicato alla cultura si è svolto a fine marzo a Firenze, mentre si è discusso di energia a Roma e di politica estera a Lucca. Incontri di alto livello che rischiano di apparire una semplice passerella per i leader politici di turno o eventi di rilievo solo per gli addetti ai lavori. È proprio per spezzare questa percezione errata che possiamo ricorrere ai social media con l’obiettivo di comunicare un appuntamento internazionale con la flessibilità e la costanza che mancano ai media e agli strumenti tradizionali.

UN LOGO DI IMPATTO. Ogni iniziativa pubblica ha bisogno innanzitutto di un’immagine coordinata che la renda facilmente identificabile. La presidenza italiana del G7 può contare sull’indubbio impatto comunicativo di un logo (realizzato da InArea di Antonio Romano) che sembra riuscire nell’impresa di sintetizzare in pochi tratti il valore storico della location scelta: il profilo di un teatro greco che ricorda il legame della Sicilia con le grandi civiltà del Mediterraneo e l’importanza della cultura come collante tra i popoli. I colori blu e verde, oltre a essere quelli tipici delle istituzioni, sono anche un efficace riferimento alla bellezza del mare e dei paesaggi dell’isola.

AUTOREVOLEZZA SOCIAL. Una volta definito il logo, un brand si costruisce selezionando i canali di comunicazione più adatti e i contenuti sulla base dei quali dargli concretezza. Impossibile prescindere, nell’era in cui tramite Facebook e Twitter vengono abbattuti governi e organizzate campagne elettorali, da una comunicazione digitale autorevole che “racconti” anche sul web lo svolgimento del summit.

Tra i professionisti che lavorano nell’unità della presidenza del Consiglio guidata dallo sherpa del vertice, l’esperto ambasciatore Raffaele Trombetta, figurano non a caso colleghi che per primi hanno studiato le potenzialità dei social media come strumento di ingaggio con un raggio d’azione che va ben oltre quello della diplomazia tradizionale. Grazie ai social network, questa l’intuizione alla base della diplomazia digitale, le ambasciate si interfacciano allo stesso tempo con i governi e con i cittadini delle nazioni in cui operano, costruendo la reputazione del Paese anche al di fuori dei circoli ufficiali. Una sfida affrontata oggi dal team di comunicazione del G7 tricolore, che ha ereditato l’account Twitter ufficiale in inglese e inaugurato parallelamente quello in italiano.

NOVITÀ NEL RACCONTO. Se analizziamo come è stato comunicato finora il percorso che sfocerà nella riunione dei capi di Stato e di governo di Taormina, ciò che emerge nettamente è proprio la volontà di raccontare in modo nuovo questo cammino. Un cammino scandito dalle riunioni tematiche dei ministri competenti nelle diverse città italiane (tappe a Bari, Bologna, Cagliari, Milano, Torino) e dalle intense attività parallele dei gruppi di lavoro. La vera novità consiste quindi nel dare visibilità a momenti che spesso rimangono sottotraccia, confinati dietro le quinte e destinati a essere seguiti solo da un pubblico molto ristretto di addetti ai lavori.

ITALIA IN CONTROTENDENZA. Certo, la diplomazia non presuppone l’assoluta pubblicità di tutto ciò che viene discusso, soprattutto nelle fasi in cui il compito principale degli sherpa è quello di limare le differenze tra le diverse posizioni. Una scelta, quella di svelare tramite i social il lavoro diplomatico che rende possibili i grandi eventi internazionali, che si pone in netta controtendenza rispetto a quanto attuato in passato durante i precedenti G7.

Un altro aspetto che colpisce è sicuramente la frequenza e la diversificazione dei post. Uno degli errori in cui incorre spesso la comunicazione istituzionale è la ripetitività dei contenuti, molto utili per chi conosce già la materia, ma a volte eccessivamente criptici per un utente medio. In seconda battuta, è difficile che un account ufficiale raccolga follower e crei ingaggio se viene lasciato dormiente per molto tempo e rivitalizzato solo in occasione di eventi particolari. È la continuità l’altro ingrediente che consente di costruire, giorno dopo giorno, una presenza online di rilievo. In poco più di tre mesi sono stati pubblicati già 136 tweet in inglese e 137 in italiano, mentre nel 2016 la presidenza giapponese del G7 ha totalizzato la somma di 200 tweet nell’arco dell’intero anno.

CONTENUTI DI QUALITÀ. Infine, i contenuti: secondo i dati, in pochi mesi sono stati pubblicati sul sito del G7 di Taormina (molto chiaro e ricco di interessanti infografiche) più articoli di quelli diffusi dalla presidenza giapponese nel corso di tutto il 2016. Un evidente segnale che anche la comunicazione di un vertice internazionale può essere ricca di stimoli, innovativa e dinamica. La politica estera, d’altronde, si fa anche comunicando bene.

*Professore di Strategie di comunicazione, Luiss, Roma

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