Report Ranucci
19 Aprile Apr 2017 0800 19 aprile 2017

Report, il dopo Gabanelli ha già fatto arrabbiare tutto il parlamento

L'inchiesta su Eni e l'Unità. Gli affari di Benigni. L'attacco contro i vaccini. In un solo mese Ranucci ha creato più malumori politici che Milena in 20 anni. Così il Pd vuole usare il caso per regolare i conti in Rai.

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La storia di Report è quella degli ultimi 20 anni di giornalismo d’inchiesta in tivù. E trattandosi della Rai, la faccenda è ancor più significativa, essendo un lavoro d’indagine declinato secondo i canoni del servizio pubblico. Insomma, nei libri dedicati all’informazione esiste già un capitolo riservato a Milena Gabanelli, creatrice e conduttrice della trasmissione di RaiTre, avendo acquisito nel corso di questi anni una tale autorevolezza da porre il personaggio al di sopra di ogni sospetto.

CON MILENA UN CERTO RIGUARDO. Il suo modo di interpretare il mestiere, più simile a una missione che a un lavoro di routine, ha partorito uno stile difficile da imitare. Non a caso sia il centrodestra sia il centrosinistra hanno avuto un certo riguardo nell’attaccare Milena, pur non facendole mai sconti, ma senza mai arrivare oltre il limite consentito dalle regole del gioco. Persino durante la gestione di Mauro Masi, con Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi, il programma era nel mirino di tutti, però nessuno si è spinto sino al punto di chiederne la chiusura.

UN VALORE OLTRE LE IDEOLOGIE. A Milena, in fondo, veniva (e viene) riconosciuto un valore al di là delle posizioni ideologiche per come venivano confezionati i servizi, compresi quelli scomodi. Non solo. Toccare Milena sino a ieri voleva dire scatenare il Movimento 5 stelle e una parte della sinistra che non si riconosce nella posizione ortodossa del Partito democratico. Dunque critiche sì, ma crociate no.

Milena Gabanelli e Sigfrido Ranucci.

ANSA

Da quando però la Gabanelli ha lasciato la sua creatura a Sigfrido Ranucci, attuale conduttore della trasmissione, le cose sono totalmente cambiate. Con solo due puntate all’attivo l’erede di Milena è riuscito a tirarsi addosso le critiche di un po’ tutto il parlamento. A partire dalla maggioranza che sostiene il governo guidato da Paolo Gentiloni, visto che più di un ministro è stato attaccato dal programma, mentre il Pd ha aperto il fuoco contro la trasmissione.

IL PD CONTRO I VERTICI DELLA RAI. Prima per l’inchiesta sull’Eni e sui fondi a l’Unità, ora per il reportage su Roberto Benigni e sulla sicurezza dei vaccini, in particolare su quello contro il papilloma virus. Insomma, In un solo mese Ranucci ha scatenato il finimondo, cosa che Milena non era riuscita a fare nemmeno in 20 anni di onorata carriera. C’è da dire che il Pd, in particolare, sta usando il programma per regolare i conti all’interno della televisione pubblica, volendo far saltare il vertice aziendale scelto da Matteo Renzi quando era a Palazzo Chigi e rinnegato dallo stesso ex premier ora che è impegnato nella campagna elettorale per le Primarie.

La libera informazione è intoccabile. Il Pd impari a rispettarla. Report non chiuderà a causa della censura di regime che contamina altri programmi come il Tg1

IL BLOG DI BEPPE GRILLO

Va detto che Ranucci ci ha messo anche del suo nello scatenare questa tempesta, proponendo servizi ad alto rischio. Come quello sui vaccini, tanto da indurre molti esponenti del Pd a bollare il programma come anti-vaccinista. Un’accusa che ha costretto la Rai, caso abbastanza anomalo visto che sino a oggi non era mai accaduto, a prendere posizione: «Rai è da sempre a supporto delle campagne vaccinali. I vaccini sono indiscutibilmente una delle più grandi scoperte scientifiche della storia, con la loro efficacia hanno permesso di ridurre drasticamente la mortalità o debellare totalmente malattie un tempo incurabili o gravemente invalidanti», spiega una nota di Viale Mazzini. «Per questo motivo Rai, che raggiunge milioni di persone in ogni parte d'Italia, in tutte le trasmissioni informative e in quelle di infotainment ha sempre sostenuto l'unico punto di vista possibile: i vaccini sono un fondamento della medicina moderna che non può essere messo in discussione».

LA BATTAGLIA È APPENA INIZIATA. Se non siamo di fronte a una presa di distanza da Report poco ci manca. Sicuramente si tratta di un avvertimento. Al quale, però, ha fatto da controcanto Grillo: «Il Pd non è intoccabile. L’Unità non è intoccabile. Benigni non è intoccabile. L’Ema non è intoccabile», sostiene il Movimento 5 stelle sul blog di Beppe. «La libera informazione invece è intoccabile. Report non chiuderà a causa della censura di regime che contamina altri programmi Rai (come il Tg1), il Pd impari a rispettare l’informazione indipendente». La battaglia è appena iniziata. E il dopo Gabanelli si preannuncia tutt’altro che facile per Ranucci.

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