Gabanelli
11 Maggio Mag 2017 1924 11 maggio 2017

Rai, l'area renziana del Cda trama già contro Gabanelli

Milena è pronta a prendere le redini di Rai24. Che con un organico di 160 persone diverrebbe una delle prime testate di Viale Mazzini. Ma c'è già chi rema contro. Con lei le maestranze in guerra coi vertici.

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Quando si parla di Rai viene automatico pensare a conduttori famosi e telegiornalisti d’assalto. Dal punto di vista meramente economico il loro peso è sostanzioso e incide fortemente sul bilancio. Non a caso è in corso un vero e proprio corpo a corpo fra il vertice aziendale e la politica per eliminare il tetto da 240 mila euro ai compensi delle star. Ma la Rai non sono solo loro: Viale Mazzini, infatti, conta qualcosa come 12 mila dipendenti. La maggior parte sono impiegati, dirigenti e maestranze varie, senza le quali il monitor sarebbe eternamente spento. I giornalisti, tanto per avere un ordine di grandezza, sono “solo” circa 1.400 contro 2.600 impiegati e 2 mila quadri. Insomma, senza la pancia la testa non andrebbe da nessuna parte. Eppure la politica si occupa solo della seconda, per mantenere in vita la lottizzazione delle poltrone.

MAESTRANZE IN RIVOLTA. Nel gioco degli incastri un direttore di rete o testata vale 10 dipendenti. Così facendo, però, la macchina non gira al massimo e alcune direzioni aziendali sono sempre più simili a contenitori pieni di persone ma vuoti di progetti e con un’operatività ridotta ai minimi termini. Per quest’ordine di fattori le rappresentanze sindacali delle maestranze della Rai hanno indetto lo sciopero generale per il prossimo primo giugno, in modo da avvisare la politica. Le motivazioni della protesta sono «la pregiudiziale aziendale posta sull’incremento dei minimi salariali» e la richiesta di «rinnovo del Contratto collettivo di lavoro per quadri, impiegati e operai dipendenti della Rai» e di «erogazione del Premio di risultato 2016».

SACRIFICATE SULL'ALTARE DEI CONTI. In una lettera datata 9 maggio i sindacati, sottolineando l’esito negativo dell’incontro di conciliazione con l’azienda svoltosi l’11 aprile, «dichiarano una giornata di sciopero nazionale intero turno per il primo giugno 2017, con blocco delle prestazioni accessorie (straordinari, reperibilità, straordinario in sesta giornata) a partire dal 31 maggio 2017, sino al 13 giugno, per tutti gli impiegati, quadri e operai delle società del gruppo». Di fatto un blocco totale di tutte le attività dell’azienda. È chiaro che dietro alle motivazioni di carattere economico, premio di risultato e incremento dei minimi, c’è una partita politica di alto livello. Nel momento in cui Viale Mazzini difende i compensi milionari delle star e dei giornalisti che fanno i conduttori, come Bruno Vespa, impiegati e dirigenti non ci stanno a essere massacrati in nome dei conti.

Antonio Campo Dall’Orto e Monica Maggioni.

La recente polemica sulle 244 nuove collaborazioni attivate dal direttore generale, Antonio Campo Dall’Orto, ha contribuito a esacerbare gli animi. Il segnale dato è quello di sempre: fra 12 mila dipendenti assunti mancano le figure professionali da inserire nelle redazioni dei programmi, in particolare quelli di Rai Tre che hanno fatto il pieno di prime utilizzazioni. In questo contesto s’inserisce la guerra a bassa intensità combattuta da una parte del Consiglio di amministrazione, spalleggiato dal presidente Monica Maggioni, con il direttore generale sulla scelta di aver affidato a Milena Gabanelli la direzione del nuovo portale della Rai.

4,3 MILIONI PER RAI24. L’obiettivo del direttore generale è recuperare il gap dell’azienda nel mondo del web. E per fare questo è pronto a sostenere al meglio l’ex conduttrice di Report. Per la sua nuova testata web (Rai24), la televisione di Stato è disposta a mettere sul tavolo, stando alle anticipazioni del piano, 4,3 milioni di euro d’investimenti. Questi soldi saranno spesi, se e quando il Cda varerà la testata, in cinque direzioni: aggiornamento del parco tecnologico; lancio pubblicitario (esclusivamente in Internet); piano di formazione e riqualificazione di cronisti, tecnici, impiegati; lavori di ristrutturazione della redazione. A regime, le stime sono per l’inizio del 2020, Rai24 impiegherà 160 persone. Di queste, 120 saranno giornalisti.

RENZIANI DI TRAVERSO. Conti alla mano, Gabanelli guiderà una prima delle prima testate dell’azienda. E proprio per questa ragione quella parte del Cda di area renziana ha deciso di mettersi di traverso, paventando un potere troppo forte nelle mani di Milena. In Rai non sono pochi quelli che prevedono per lei un destino simile a quello di Carlo Verdelli, che doveva riformare l’informazione ed è stato costretto a mollare. Per quanto possa valere, però, maestranze e dirigenti sono schierati con Gabanelli, l’unica della quale sembrano fidarsi davvero.

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